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Autunno

Con l’arrivo dell’autunno, si ripresentano i problemi irrisolti e legati al dissesto ambientale. Uno sguardo tra Catania e Messina, dopo il nubifragio di questa notte.

di Piero Buscemi - giovedì 24 settembre 2009 - 3082 letture

E’ arrivato l’autunno. E così anche le piogge torrenziali e le frane causati dai dissesti ambientali. L’autostrada Catania-Messina è percorribile fino all’uscita di Fiumefreddo, direzione Messina. Prima dell’area di servizio di Calatabiano la polizia stradale blocca le auto. In direzione Messina è praticamente impossibile uscire a Giardini Naxos o proseguire per il capoluogo.

foto di Paolo Spataro Per raggiungere la zona jonica, l’alternativa è uscire a Fiumefreddo, seguire Randazzo e Castiglione di Sicilia. Dopo Castiglione si prosegue abbastanza bene fino a Giardini. Attenzione: all’uscita del paese di Castiglione, nelle prime curve sono presenti sul manto stradale dei massi di discreta consistenza.

Questo è quanto possiamo documentare, dopo il nubifragio abbatuto stanotte e nella mattinata sulla costa ionica del messinese. Non abbiamo ancora risolto le conseguenze del maltempo dello scorso inverno, che costrinse la cittadinanza di Scaletta Zanclea, e di Rometta sul lato tirrenico, a rimanere tagliata dai collegamenti con il capoluogo peloritano, che questi primi giorni di autunno ci hanno già ricacciato nella melma e nell’acqua dei torrenti della zona, asciutti in estate e strapieni di inverno a causa delle forti piogge.

Letojanni L’estate, oltretutto, ci aveva già riconsegnato l’emergenza incendi che, nella stessa zona, tra Roccalumera e Giardini Naxos, hanno distrutto ettari di macchia mediterranea e piante secolari che, con le loro radici ramificate nel sottosuolo, riuscivano a trattenere il terreno circostante collinare.

Un territorio già precariamente instabile a causa di un’evidente speculazione edilizia, sempre più rivolta alla colonizzazione delle colline sopra Letojanni e degli altri paesi litorali, non più in grado di soddisfare nella zona marina la richiesta di case per lo sfruttamento turistico, oltremodo incontrollato e pericoloso.

Abbiamo con prudenza, tentato stamattina di percorrere l’autostrada A18, riscontrando diversi problemi già prima del casello di entrata di Catania. Una coda insolita per l’orario di percorrenza, ci ha comunicato un cartello informativo che riportava l’obbligo di uscita a Giarre.

Proseguendo sull’autostrada sotto un tremedo acquazzone, siamo riusciti a superare l’uscita Giarre, illudendoci prematuramente sulla soluzione dei problemi di viabilità. Giunti all’altezza dell’area di servizio di Calatabiano, una pattuglia della Polizia Stradale ci ha costretto a fermarci. Le indicazioni degli agenti erano sommarie, vista la mancanza ancora di notizie certe. Il consiglio era di invertire il senso di marcia e ritornare verso Catania.

Seguendo il consiglio della Polizia, abbiamo attraversato il tratto di accesso tra le due carreggiate e ci siamo indirizzati a ritroso verso Fiumefreddo. La notizia che anche la statale 114 non fosse percorribile, ci ha tentato a desistere. Ma una volta usciti dal casello di Fiumefreddo, abbiamo seguito le indicazioni per Castiglione di Sicilia.

La strada era abbastanza percorribile, pur evidenziando gli effetti del nubifragio. Siamo giunti con una certa facilità a Piedimonte Etneo e anche le successive tappe di Linguaglossa e Castiglione non hanno riservato particolari problemi. Solo all’uscita di Castiglione, qualche masso di modeste dimensione intralciava la strada, ma senza particolari impedimenti.

melma a Letojanni La discesa verso Giardini Naxos, superate le Gole dell’Alcantara, non ha fatto riscontrare altre brutte sorprese. Verso le 13, il traffico verso Messina era piuttosto intasato e diversi Tir dirottati sulla statale, hanno invaso la via Consolare Valeria e la via Vittorio Emanuele.

La pioggia intanto è cessata, ma la pausa prevista nella giornata di domani, secondo le previsioni dovrebbe essere annullata da un nuovo peggioramento nella giornata di sabato. Prepariamo ad una nuova stagione di disagi, senza dimenticare che appare ormai evidente la relazione tra gli incendi estivi e le evitabili conseguenze dell’autunno carico di piogge e l’uomo portatore di distruzione.


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