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Auto a guida automatizzata

di Sergej - lunedì 14 novembre 2016 - 2750 letture

Un tempo si andava a piedi. Ci si fermava, si guardava in giro. Si era più esposti a barboni e cagnacci. Si facevano incontri, persone che incontravi casualmente. Il tuo tempo era dietro al tuo passo: un passo, un secondo (virtuale). L’esatto scorrere del tempo misurato dal tuo stesso corpo. Il tuo fiato era nel tuo passo. Il pensiero veniva scandito dal tuo passo.

Poi in rapida successione, la bici, e l’automobile. Che hanno cambiato le distanze, ma anche il rapporto che tu avevi con lo spazio. Con i negozi: prima camminando ti fermavi porta a porta, se volevi; con la macchina, ci si ferma a distanza di centro commerciale.

Quando sei tu a guidare, tu hai l’apparenza del controllo: decidi (ma davvero?) tu quando fermarti. Se ti salta il ticchio, e vedi un grande cartello invitante, puoi fermarti. I cartelli, che erano piccoli quando le auto andavano a trenta chilometri l’ora, sono diventati cartelloni enormi quando le auto hanno cominciato a correre a 120 chilometri all’ora.

Cosa succederà quando l’automobile sarà automatizzata e non sarai più tu a guidare. Tutto il sistema del commercio dovrà adeguarsi al nuovo sistema. La gente nelle automobili pre-programmate per andare, senza fermarsi, da un punto A a un punto B prestabilito, senza sorprese né possibilità di ripensamenti, non avrà più modo di effettuare la cosa più proficua e piacevole di qualsiasi tragitto umano: la sorpresa di ciò che casualmente si incontra tra partenza e arrivo, e che rende ogni viaggio, ogni tragitto, unico e irripetibile. Ulisse, programmando la sua triremi da Troia a Itaca, ci arriverà direttamente senza soste intermedie e non avrà imparato nulla del tragitto.

E’ proprio questo quello che vogliamo?

(Abbiamo vissuto un tempo monolitico, l’era delle automobili dominata dal petrolio, quello di Pasolini, e da una tecnologia pervasiva - che ha riempito i polmoni nostri e dei nostri bimbi - i tubi di scarico fatte apposta ad altezza di carrozzina di bimbo per solerti mamme e papini desiderosi di irrorare in maniera immersiva la progenie di modernità. Che l’era dell’automobile cominci a scomporsi, è cosa propria di questa fase di transizione: in cui si cercano altre fonti di energie e dunque anche altri tipi di motori, e in cui persino l’automobile comincia a diventare - finalmente! - qualcosa di diverso e di altro. Anche le nostre città e le nostre strade saranno costrette a cambiare. La tecnologia prende il posto degli umani-schiavi, liberando gli umani nel non-tempo, nel tempo vuoto della disoccupazione. Sempre che questa transizione riesca finalmente a sbloccarsi e procedere verso una evoluzione, e non attraverso una catastrofe).



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