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Attività culturali riguardanti l’Europa dell’Est


Pubblicazione di comunicati stampa giunti dall’Associazione Italia-Russia, dall’Istituto Italiano di Cultura di Budapest (Ungheria) e dall’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana (Slovenia)
venerdì 16 aprile 2010, di Emanuele G. - 191 letture

- Associazione Italia-Russia:

Invito alla mostra "RUSSIE! memoria mistificazione immaginario Arte russa del ’900 dalle collezioni Morgante e Sandretti",

Invito alla conferenza stampa di presentazione della mostra:

"RUSSIE! memoria mistificazione immaginario Arte russa del ’900 dalle collezioni Morgante e Sandretti", Venezia, Ca’ Foscari Esposizioni (22 aprile-25 luglio 2010) Lunedì 22 marzo ore 12, Venezia, Regione Veneto, Palazzo Balbi (sala Travi)

Interverranno:

Carlo Carraro, Magnifico Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

Giuseppe Barbieri, curatore della mostra

Silvia Burini, curatrice della mostra

Paolo Legrenzi, Fondazione Alti Studi sull’Arte

Ulteriori informazioni e immagini: www.studioesseci.net

Comunicato Stampa

Cento anni d’arte, dallo Zar a Stalin, a Putin. Tre Russie: dall’Impero all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche alla nuova Federazione. Le mette in mostra, ed è un evento per molti versi eccezionale, l’Università di Ca’ Foscari in una rassegna certamente emozionante che sarà ospitata dal 21 aprile al 25 luglio a Ca’ Foscari Esposizioni. Curatori della rassegna: Giuseppe Barbieri e Silvia Burini.

Eccezionale, perché è la prima volta che in Italia un’esposizione presenta organicamente l’intero Novecento russo. Eccezionale perché lo fa attingendo a due grandi collezioni, entrambe italiane, tra le più importanti al mondo e in gran parte sconosciute: quelle create da Alberto Morgante e da Alberto Sandretti. Emozionante perché consente di rileggere e rivivere la storia di una nazione che ha influenzato come poche altre la storia del mondo per tutto il secolo. Una storia in cui l’arte ha avuto un ruolo primario, di volta in volta strumento di memoria, mistificazione, riappropriazione. L’immaginario di un grande popolo è stato, oggettivamente, influenzato dai messaggi veicolati dagli artisti. Il "radioso avvenire" è diventato realtà nelle immagini di un regime più che nella quotidianità della vita.

La mostra indaga gli sviluppi della cultura figurativa russa e sovietica dalle avanguardie di inizio secolo al realismo socialista degli anni ’30-’50, fino all’underground, per concludere con alcune opere degli anni ’90.

Il Realismo socialista è stato forse il più grande esperimento mediatico mai compiuto: all’arte fu affidato il ruolo di trasformare la materia prima dell’ideologia in immagini e miti destinati al consumo di massa. Le arti figurative, ma anche l’architettura e il cinema, ebbero due principali funzioni: la propaganda e la costruzione del mito del radioso avvenire. Oggetto della propaganda non era la realtà, almeno non nelle forme concrete della vita quotidiana, ma il mito che l’arte era destinata a creare.

Centrale è la raffigurazione del leader, soprattutto la monumentale iconografia di Stalin che prosegue e sviluppa quella di Lenin. Questo il senso della grande attenzione riservata, in mostra, al manifesto di propaganda (Majakovskij, Rodcenko, Nal’bandjan, Klucis). I manifesti nacquero nell’ambito dell’attività di agitazione politica, che doveva coinvolgere la massa con un discorso "facile" ed emotivamente trascinante: celebrare un "nuovo mondo" in cui, secondo il famoso slogan di Stalin, "vivere è diventato più allegro", mostrato in tutto il suo splendore attraverso le realizzazioni "virtuali" del comunismo.

La grande illusione contribuisce anche alla mistificazione dello spazio: la costruzione suprema, il centro dei centri del paese dei soviet doveva essere il monumentale Palazzo dei Soviet che non fu mai costruito, ma venne percepito comunque come esistente. Saranno esposte inoltre opere straordinarie, di artisti del simbolismo e dell’avanguardia prerivoluzionaria come Benois, Koncalovskij, Larionov, Goncarova, Ekster, Chagall, Kandinskij, Malevic, Tatlin, Fal’k e altri. Si tratta dei protagonisti che in buona misura hanno guidato e indirizzato tutta l’avanguardia mondiale. Stalin, senza riuscirci, provò a eliminare questa memoria fondamentale, nascondendo per anni le opere di questi artisti alla vista del pubblico e negando la possibilità anche fisica di qualsiasi tipo di dissenso.

Solo la scomparsa di Stalin, l’avvento del disgelo e il nuovo indirizzo politico di Chruscev consentirono la timida nascita di un’arte non ufficiale. I pittori presero a esporre nelle proprie cucine, spazio privilegiato di quegli anni, e i poeti leggevano le loro opere in casa. La pretesa degli artisti non conformisti (Rabin, Nemuchin, Kandaurov, Sitnikov, Kalinin, Jakovlev, Bulatov) non era quella di far valere un dissenso politico in modo ufficiale: esprimevano un dissenso "linguistico": non volevano più usare la lingua del potere.

Negli spazi di Ca’ Foscari viene inoltre ricostruita una parte della Biennale del Dissenso che si tenne a Venezia, con grande rumore, nel 1977, segnando la definitiva consacrazione dell’underground moscovita: ben 26 opere provenivano anche allora dalle collezioni Sandretti e Morgante.

A fine percorso alcune opere di artisti degli anni ’90 riprendono in modo diverso ma coerente i tre grandi temi della mostra, la memoria dell’avanguardia, la mistificazione del realismo socialista e l’immaginario della pittura non ufficiale, in modo tale da comunicare come tutto il ’900 russo sia pervaso da linee di tendenza coerenti, per la prima volta riunite in un’unica esposizione, elementi di un unico e affascinante puzzle. Questo grazie al fatto che le due collezioni che la mostra di Ca’ Foscari presenta offrono uno spaccato davvero consistente di una vicenda culturale che non si può semplificare se non rischiando di banalizzarla.

Tuttavia, è necessario ricostruire e visualizzare le diverse Russie, descrivendone anche l’atmosfera e la temperatura emotiva. Ciò sarà possibile grazie all’impiego di soluzioni innovative e di tecnologie multimediali d’avanguardia, tali da coinvolgere il visitatore nel contesto storico russo e sovietico considerato nelle diverse sezioni della mostra. Le mostre di Ca’ Foscari Esposizioni si caratterizzano infatti, con crescente successo, come un moderno laboratorio per sperimentare nuove forme di fruizione delle opere d’arte.

La mostra "RUSSIE! memoria mistificazione immaginario nell’arte russa del ’900" è promossa dall’Università Ca’ Foscari Venezia, è sostenuta dalla Regione del Veneto, dalla Fondazione Alti Studi sull’Arte di Venezia, da Enel, in collaborazione con Banca Popolare FriulAdria, Simest, Masserdotti.

Apertura al pubblico: da giovedì 22 aprile a domenica 25 luglio (tutti i giorni, escluso martedì, 10-18). Ingresso a pagamento: intero ? 7; ridotto (minori di 15 e maggiori di 60 anni; visitatori Collezione Guggenheim, Collezione Pinault, Fondazioni Cini e Querini Stampalia, Circuito Civici Musei) ? 5; ridotto (studenti e docenti delle Università italiane, gruppi scolastici, gruppi di più di 10 persone, residenti nel Comune di Venezia) ? 3; gratuito per docenti, studenti e personale di Ca’ Foscari, ulteriori agevolazioni per i sostenitori della mostra

> Informazioni e prenotazioni: 041.2346947

Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net

Università Ca’ Foscari Venezia, Servizio Comunicazione e Relazioni con il Pubblico tel. 041 2348118-8113

Segreteria scientifica tel. 041-2346234

- Istituto Italiano di Cultura di Budapest (Ungheria):

Domenico Lafasciano in concerto a Budapest

In occasione della cerimonia di premiazione del concorso di pittura La Mia Italia bandito per gli studenti delle scuole primarie e secondarie ungheresi dove si insegna la lingua italiana, domenica 18 aprile 2010, alle ore 11.00 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, si terrà il concerto del chitarrista Domenico Lafasciano – Guitar Recital Chitarra italiana senza confini.

In programma: composizioni originali di Domenico Lafasciano (1955) Metropolitan•Shangha•Dirham•Obsession•Intravenous•Serenata e Tarantella.

Domenico Lafasciano

Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di sette anni ed ha conseguito il Diploma (con il massimo dei voti) al Conservatorio di Padova. Solista internazionale, dal 1978 ad oggi, ha suonato nelle maggiori città di 30 Stati, ospite di Festivals internazionali e programmi della Radio e Televisione. Nel settembre 2001, invitato dalla New York University, ha tenuto un Recital dedicato alle vittime del World Trade Center. Domenico Lafasciano è spesso invitato dalle Ambasciate italiane a suonare anche in occasione di Eventi speciali. Ha tenuto Master Classes presso Conservatori ed Università in Europa, America, Africa ed Asia; inoltre è stato invitato a far parte della Giuria di diversi Concorsi internazionali. Autore di composizioni (di stampo classico con aperture a diverse contaminazioni musicali), ha al suo attivo incisioni discografiche e pubblicazioni per Editori italiani e tedeschi. Nelle sue numerose tournée in tutto il mondo Domenico Lafasciano ha trovato l’ispirazione per scrivere composizioni originali in cui si scopre una naturale cantabilità italiana, contaminata da sonorità che ci trasportano in un immaginario viaggio all’interno di una metropoli multietnica.

> Per maggiori informazioni: ufficiostampa.iicbudapest@esteri.it

- Istituto Italiano di Cultura di Lubiana (Slovenia):

* Si comunica al nostro gentile pubblico che martedi’, 20 aprile 2010 alle ore 19.00 presso il centro culturale KUD France Prešeren, Karunova 14, Ljubljana si inaugura la mostra

VIVA I FUMETTI

a cura di Vivacomix e Stripburger.

Segue presentazione pubblicazioni dedicate ad Altan e Brane Solce.

* V torek, 20. aprila 2010 ob 19.oo v KUD-u France Prešeren, Karunova 14, Ljubljana odpira vrata razstava

ŽIVEL STRIP,

ki je nastala v organizaciji Vivacomix in Stripburgerja.

Sledi predstavitev publikacij posvečenih Altanu in Branetu Solcetu.

> Per maggiori informazioni: www.iiclubiana.esteri.it

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