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Attentato di Barcellona, l’impotenza dell’Europa


Al di là delle comprensibili espressioni di orgoglio europeista assistiamo, per l’ennesima volta, a un film già visto
sabato 19 agosto 2017 , Inviato da Emanuele G. - 1077 letture

Ammettiamo una buona volta per tutte. Noi europei siamo sostanzialmente impotenti nei confronti del terrorismo jihadista.

Tale condizione di immobilismo la si può notare dall’aria che tira qui da noi nel vecchio continente.

Innanzi tutto, viviamo sempre in attesa di un attentato. Siamo terrorizzati. Cerchiamo di immaginare dove sarà il prossimo attentato. Facciamo finta di attivarci per prevenirlo, ma poi non sappiamo cosa fare. Già questo costituisce una vittoria strategica determinante per i terroristi.

Accade l’attentato. E via alla solita tiritera. Le trasmissioni televisive si interrompono per dare il via a edizioni straordinarie più o meno noiose. Il cicaleccio sui social si diffonde come la peste di manzoniana memoria. I leader politici europei tentano di rassicurarci. Tutti affermano che non cederemo mai. Le forze di polizia fanno del loro meglio. Si fanno pubbliche manifestazioni per raccontarci le stesse fesserie da anni. Sembra l’applicazione di un protocollo medico. Nulla di più. Tutto questo, naturalmente, è risaputo dai terroristi.

Poi il nulla. Passato l’attentato si ritorna nell’eterna condizione di immobilismo che attanaglia l’Europa oramai da tempo immemore. In attesa, ca va sans dire, del prossimo attentato. L’immobilismo costituisce un atout vincente per la galassia jihadista.

Mentre bisognerebbe cominciare a fare sul serio.

Il primo passo dovrebbe essere l’istituzione di un Ministero europeo dell’Interno/alla Difesa perché è ora di mettere mano a un’unica politica di sicurezza europea. Fino a quando tale delicata tematica rimane appannaggio degli stati non se ne esce.

In contemporanea avere un Alto Rappresentante per la Politica Estera finalmente all’altezza della situazione. In ogni cosa noi europei sembriamo dei bradipi. Arriviamo a cose già fatte e dimenticate. Una strategia perdente e che ci fa perdere peso geopolitico.

Capire che terrorismo, traffico di uomini, armi, uranio, droga è la stessa cosa. Provate a sovrapporre le direttrici dei succitati traffici e noterete che sono identiche. Dall’Afghanistan verso l’Europa oppure dall’Africa Nera su su in Europa. Cosa aspettiamo a capire una banalissima verità come questa? Qualche volta mi balena l’idea che in Europa c’è qualcuno a cui va bene la strategia terroristica.

Poi quando cominceremo a fare la voce grossa - magari qualcosa di molto più pesante - nei confronti delle monarchie sunnite del golfo? E’ innegabile che da lì partono i finanziamenti per i gruppi teroristici jihadisti. Ma anche qui ci blocchiamo. Sapete il petrolio è una bella arma di deterrenza nei confronti del pieno accertamento della verità sul terrorismo che insanguina la nostra povera Europa.

L’Occidente pur di rimanere a galla in Medio Oriente si sta alleando - paradosso - con gruppi terroristici dimostrando una miopia impressionante. Siamo contro l’ISIS, ma foraggiamo tutti gli altri terroristi operativi in zona. I curdi cosa sono se non terroristi che stanno comettendo atrocità dello stresso livello degli uomini del Califfato? E che dire degli sciti che stanno lavando con il sangue la loro sete di vendetta contro i sunniti della mezzaluna fertile? Oppure, i vari gruppi "moderati" siriani che pur di sedersi al tavolo si danno anche loro da "fare"?

Certo che noi occidentali ci stiamo rivelando dei fini strateghi... Crediamo che finito il Califfato tutto ritornerà come prima. Ma che vogliamo scherzare? L’avvento dell’ISIS - un gruppo terrorista singolare e particolare - apporterà modificazioni stabili ed irrevocabili nel tempo nella regione. Il Medio Oriente già oggi non è più quello di cinque anni fa. La geografia geopolitica del mondo arabo e islamico è andata in tilt. Comprendiamo questo?

Noi abbiamo già perso quello che dovevamo perdere. I jihadisti non hanno nulla da perdere. Il che rappresenta una bella differenza a loro favore.

- Photo credits:

La foto di copertina è presa dal sito https://www.ilfaroonline.it


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