Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Guerre Globali |

Attacco alla Siria

Trump attacca la Siria insieme a Londra e Parigi, colpiti siti chimici. Mosca minaccia conseguenze
di Redazione - sabato 14 aprile 2018 - 2109 letture

È scattato nel cuore della notte l’attacco minacciato nei giorni scorsi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Siria, un’azione mirata contro il presunto arsenale di armi chimiche del governo di Assad. In azione, nello stesso momento in cui Trump annunciava la decisione alla nazione, mezzi aerei e navali di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, con l’appoggio della Nato. Non si ha notizia al momento di vittime civili. Una azione congiunta contro "barbarie e brutalità", l’ha definita Trump, dopo l’attacco chimico "crimine di un mostro". Theresa May precisa: "non puntiamo a rovesciare il regime di Assad", ma a "farlo desistere dall’uso di armi chimiche". Mosca: "L’attacco non resterà senza conseguenze". Secondo fonti Usa "non è finita". Un terzo dei missili sarebbe stato abbattuto dalla contraerea, riferisce il regime siriano.

Donald Trump ha sciolto le riserve e, a una settimana dall’attacco chimico alla città siriana di Duma, ha ordinato la rappresaglia in stretto coordinamento con Londra e Parigi. Lo ha fatto in diretta tv in un drammatico discorso alla nazione, in cui ha insistito sulla necessità di agire contro i crimini e la barbarie perpetrati dal regime di Bashar al Assad, definito "un mostro" che massacra il proprio popolo. E, come raccontano alcuni testimoni, i primi missili Tomahawk cadevano su Damasco e Homs proprio mentre il presidente americano stava ancora parlando, intorno alle 22 ora di Washington, le tre del mattino in Italia.

Per ora si è trattato di una ’one night operation’, un’operazione unica durata poco più di un’ora, nel corso della quale sono stati colpiti principalmente tre obiettivi, come ha spiegato il Pentagono: un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo. I missili sono partiti sia da alcuni bombardieri sia da almeno una delle navi militari americane posizionate nelle acque del Mar Rosso. "Questo è un chiaro messaggio per Assad", ha spiegato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze Usa e come sia stato compiuto ogni sforzo per evitare vittime civili. Del resto, ha sottolineato ancora il numero uno del Pentagono, si è trattato di un attacco mirato che ha avuto come obiettivo solo siti legati alla produzioni o allo stoccaggio di armi chimiche. "Lo scorso anno il regime di Assad non ha compreso bene il messaggio", ha aggiunto quindi Mattis, riferendosi al precedente attacco militare Usa in Siria dell’aprile 2017: "Così questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati. E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità".

La prima risposta di Mosca, stretta alleata di Damasco, è arrivata dopo l’annuncio della fine della prima ondata di raid e di bombardamenti: "Le azioni degli Usa e dei loro alleati non resteranno senza conseguenze", ha detto l’ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov. L’impressione di molti osservatori però è che gli obiettivi da colpire siano stati condivisi con Mosca, non fosse altro che per evitare incidenti e non colpire personale o postazioni russe in Siria. Intanto la prima reazione di Damasco è tesa a sminuire i risultati dell’operazione degli Usa e dei suoi alleati: se i raid sono finiti qui, hanno affermato fonti del governo di Damasco, i danni sono limitati.

Fonti del regime di Assad affermano che contro la Siria "sono stati lanciati circa 30 missili, un terzo dei quali sono stati abbattuti". Lo scrive la Reuters in un tweet.

"La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 e’ stata superata. Quindi ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell’ambito di un’operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano". Cosi’ il presidente francese, Emmanuel Macron, twittando la foto del momento in cui ha ordinato l’attacco.

La "certezza" della Casa Bianca sull’uso delle armi chimiche da parte di Damasco si basa su quanto pubblicato dai media, "su foto, video e i resoconti dei sintomi". "I media americani e tutti gli altri media occidentali dovrebbero essere consapevoli della loro responsabilità per quanto accaduto: 15 anni fa la Casa Bianca usò una provetta e il suo ministro degli Esteri per giustificare l’attacco all’Iraq. Oggi Washington ha usato i media invece della provetta". Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook Maria Zaharova, portavoce del ministero degli Esteri.

"Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l’attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova su Fb. "Quelli dietro il raid rivendicano la leadership morale in questo mondo e sbandierano la loro esclusività e unicità", afferma. "E in effetti ci vuole un tipo molto particolare di unicità per attaccare la capitale siriana in un momento in cui il Paese si trova finalmente davanti a una possibilità di pace". Lo scrive la Tass.

"Non è finita. Quella che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti": lo affermano fonti dell’amministrazione Trump, spiegando come il piano messo a punto dal Pentagono "prevede molta flessibilità che permette di procedere a ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte". La più grande preoccupazione, si spiega inoltre, è l’accresciuta capacità della Russia rispetto allo scorso anno in termini di difese antimissili e antiaerea.


Fonte: RaiNews24



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -