La riforma della Rai rischia di devastare Radio Tre, il canale culturale della Rai, fiore all’occhiello della cultura e di un modo non commerciale di fare comunicazione. Una intervista a Simone Frasca degli Amicidiradiotre.
"Abbassa la tua radio, per favore...". Nella canzone del maestro Giovanni D’Anzi (Milano 1906- Santa Margherita 1974) l’invito contrassegnava l’uso popolare del primo mass media del Novecento. Oggi la radio conosce un secondo splendore, mentre si moltiplicano le sperimentazioni delle radio web che sembrano rinverdire gli anni delle "radio libere" degli anni Settanta. L’ascolto della radio è la compagnia più comune in automobile, ma anche a casa per chi non vuol farsi distrarre da una televisione troppo invadente. Radio Tre, in Italia è forse la radio più importante, vero fiore all’occhiello della cultura e della programmazione del servizio pubblico italiano. Manco a dirlo, è in atto la ristrutturazione di Radio Tre nell’ambito della controriforma del centro-destra. Rischiano di sparire programmi meravigliosi come PrimaPagina, Hollywood Party, la programmazione dedicata all’opera lirica, alla musica classica... Ne abbiamo parlato con Simone Frasca, che insieme a un gruppo di radioascoltatori incalliti, ha aperto un sito web dedicato a Radio Tre. Sono gli "Amici di Radio Tre".
Cosa è Amicidiradiotre, com’è nato, di cosa si
occupa?
Amicidiradiotre è nato come semplice forum,
nell’autunno del 2002, per raccogliere proteste,
indicazioni, suggerimenti di ascoltatori fedeli della
frequenza radiofonica RAI dedicata alla cultura, che
non si riconoscevao e ancor oggi non si riconoscono
nell’ attuale programmazione, e non si rassegnano alla
deriva a cui sembra destinarla l’ attuale direzione.
A chi si rivolge AmicidiRadioTre?
A tutti coloro che condividono le nostre
preoccupazioni circa il destino di Radiotre, a coloro
i quali ci lavorano e la dirigono, visto che sappiamo
che gli interventi e gli articoli pubblicati sul
nostro sito sono costantemente monitorati in radiorai.
Ci rivolgiamo infine a operatori culturali, docenti,
musicologi, artisti che hanno come noi a cuore il
destino di una "radio speciale" e per attivare nuovi
contatti fisici e virtuali con luoghi di ricerca,
promozione, produzione culturale.
Come vedete l’attuale situazione di Radio Tre?
Estremamente grave, sotto tutti i punti di vista:
L’eliminazione della maggior parte dei programmi ai
quali gli ascoltatori erano affezionati e la loro
sostituzione con il cosiddetto Terzo Anello ha
comportato uno sconfortante appiattimento della
programmazione; l’utilizzo di un software per la
selezione dei brani musicali, derivato da usi
commerciali, ha avuto esiti disastrosi sia sotto il
profilo della congruenza e coerenza con ciò che andava
in onda sia sotto quello dell’ascolto, provocano una
lenta ma inarrestabile emorragia.
Sotto quest’ultimo aspetto la direzione, che aveva già
raggiunto risultati d’ascolto pessimi con Radiodue, è
stata premiata anche con la direzione di Radiotre e
sta raggiungendo gli stessi risultati, benché
l’obbiettivo dichiarato fosse tutt’altro.
Quale iniziative state portando avanti?
Monitoriamo ciò che viene trasmesso, abbiamo una serie
di documentazioni riguardo la gestione dissennata
della rete, gli sprechi, gli errori, i sotterfugi che
la stanno caratterizzando.
Oltre a ciò monitoriamo anche il livello di ricezione,
soprattutto a seguito di una recente gravissima
decisione: la chiusura delle trasmissioni in onde
medie di Radiodue e Radiotre.
Come è strutturato il sito?
E’ costruito attorno al forum, oltre al forum ha
un’aggiornata rassegna stampa.
Una parte importante del sito, tuttavia, è costituita
dalle pagine statiche che raccolgono articoli,
interventi, documenti e molto altro ancora.
Qual’è la risposta del pubblico web alla vostra
iniziativa?
Abbiamo raccolto notevole interesse, oltre al gran
numero di utenti registrati, per un sito di nicchia
qual è il nostro, siamo riusciti ad avere
collaborazioni con molti siti di informazione.
Qual’è il vostro punto di vista sulla riforma della
Rai in atto?
Quello di tutte le persone che credono che la Rai
debba avere uno scopo istituzionale preciso e che
vedono sempre più la Rai allontanarsi da esso: la
riforma è uno strumento che sancisce il definitivo
distacco tra ciò che la Rai dovrebbe fare e ciò che
realmente farà.
Notate delle differenze di approccio tra il governo
attuale di centro-destra e quello precedente di
centro-sinistra?
Ovviamente sì: l’attuale governo ha un approccio
estremamente più aggressivo rispetto al precedente,
ciò principalmente dipende dal fatto che gli interessi
reali sono scoperti, dunque c’è bisogno di maggior
zelo e determinazione nel difenderli.
Chi fa parte attualmente della redazione di
Amicidiradiotre...
Non esiste una vera e propria redazione, alcuni amici
mettono a disposizione parte del loro tempo per
gestire il sito che vive dei contributi di tutti
Amici di Radio 3
amicidiradio3@yahoo.it
http://www.amicidiradiotre.com