Ve lo ricordate il mitico ‘7° Cavalleggeri’? Al loro arrivo i ‘cattivi’, cioè gli indiani, venivano sempre sgominati e la pace tornava a regnare.
Oggi gli indiani di turno sono gli arabi e sotto la guida del generale Custer ci sono gli israeliani...
Ve lo ricordate il mitico ‘7° Cavalleggeri’? Al loro arrivo i ‘cattivi’, cioè gli indiani, venivano sempre sgominati e la pace tornava a regnare.
Oggi gli indiani di turno sono gli arabi e sotto la guida del generale Custer ci sono gli israeliani, sedicenti paladini della pace nel medio-oriente e baluardo di prima linea nella lotta ai terroristi islamici.
Ma ora, come allora, siamo proprio sicuri che i cattivi fossero proprio gli indiani?
E siamo proprio sicuri che gli uomini di Custer fossero dei paladini di pace e non delle spietate milizie al servizio di conquistatori senza scrupoli?
Ed ora, come allora, la vera carta vincente degli israeliani non è tanto la potenza schiacciante del loro esercito o l’appoggio degli USA. Il loro asso nella manica è la furbizia: riescono sempre a sfruttare ogni più piccolo errore commesso dagli estremisti arabi o palestinesi per scatenare la loro furia devastante con reazioni smisurate e ingiustificate.
Chi volesse consultare un’ottima e sintetica cronologia oggettiva della recente crisi medio-orientale sul sito del Corriere della Sera (www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/07_Luglio/14/gazatappe.shtml) troverebbe due esempi eclatanti in proposito.
Il 25 giugno alcuni estremisti palestinesi rapiscono un soldato israeliano nella zona di Gaza.
Ecco il primo ‘casus belli’! Gli israeliani colgono subito la palla al balzo per invadere la striscia di Gaza con un fiume di carri armati e una cascata di missili, per giorni e giorni. La scusa ufficiale? Ci sentiamo giustificati nell’attuare ogni azione necessaria per liberare il nostro soldato. Se ciò fosse corretto che dovrebbero fare allora i palestinesi per le migliaia di loro compatrioti, spesso innocenti, rapiti dai servizi segreti israeliani e lasciati a marcire da anni in carcere? Ma tanto questi ‘dettagli’ sui palestinesi resteranno sempre ignoti a noi comuni mortali, perché i ‘media’ mondiali sono controllati da Israele/USA.
Il secondo esempio: il 12 luglio la milizia degli Hezbollah rapisce due soldati israeliani.
Un altro calcio di rigore a favore degli israeliani: immediata invasione del Libano via terra e via aria. Una precisazione: i razzi degli Hezbollah contro il nord di Israele sono stati lanciati ben un giorno dopo quelli lanciati da Israele contro il Libano!! Purtroppo però i ‘media’, con un abile gioco delle 3 carte, hanno quasi fatto sembrare all’opinione pubblica mondiale che i miliziani degli Hezbollah sono stati i primi a lanciare missili, giustificando quindi la ‘legittima difesa’ di Israele!!!
Risultato? Tutti si sono concentrati sull’entità più o meno sproporzionata della ‘re-azione’ di Israele, ma pochi si sono accorti che si trattava invece di una vera e propria ‘azione’, di attacco, di invasione, di genocidio indiscriminato.
Usiamo una metafora per sintetizzare entrambi gli esempi?
Tu mi dai una spinta e allora io ammazzo te, i tuoi parenti, tutti i tuoi cari e invado pure la tua regione, mettendola a ferro e fuoco! Bei tempi quando gli avi degli odierni israeliani perlomeno si fermavano al semplice ‘occhio per occhio’.
A questo punto il vero ‘7° cavalleggeri’ (l’ONU) sarebbe potuto intervenire alla grande: una bella risoluzione di condanna dell’operazione militare di Israele contro Gaza avrebbe sicuramente evitato l’esplosione della polveriera anche sul fronte libanese. Purtroppo però per un solo voto sfavorevole, quello degli USA (...guardacaso!), la risoluzione non è passata.
Washington ha spiegato che preferiva rimandare la decisione su Israele-Gaza al G8 di San Pietroburgo. Perché?
Ci sono due vantaggi, occulti ai più, uno favorevole a Israele e l’altro a Bush:
1) posticipare di qualche giorno lo stop a Israele significa concedergli più tempo per ultimare l’ingiustificata e indiscriminata distruzione delle infrastrutture in Libano e a Gaza.
2) Il vantaggio per Bush è stato il depistamento delle priorità del G8. Europa e Russia avevano la necessità vitale di accordarsi sugli approvvigionamenti energetici dalla Russia. Per gli Usa (o meglio: per Bush) è invece ottimale se Europa e Russia non si accordano, così il petrolio texano e irakeno dei Bush continuerà a far la parte del leone.
L’unica vera priorità di Bush al G8 era di mantenere tutta l’attenzione dei potenti sul quadrante medio-orientale, cercando di ottenere consensi per la prosecuzione vincente della sua partita a Risiko: pressioni fortissime su Siria e Iran, sperando che prima o poi sfocino in ‘proficue’ guerre di conquista (nel 2001 Bush già ci stava provando con la Siria, subito dopo l’Iraq).
Per fortuna c’è qualcuno che riesce ad affrontare con comicità la questione. Ripercorriamo alcune delle frasi pronunciate dal ministro degli esteri israeliano ‘Tzipi’ Livni subito dopo l’invasione del Libano:
“la reazione contro il Libano è solo legittima difesa”. Che strano: “quando Israele attacca per prima si parla sempre di legittima difesa; quando un paese arabo cerca di difendersi da un attacco si parla sempre di terrorismo” (testuali parole di un deputato libanese)
“L’operazione in Libano mira a difendere non solo noi israeliani, ma anche tutto il resto dell’Occidente” . Il resto dell’Occidente? Ma cchi tte conosce, direbbero a Roma. L’Occidente lascialo dove sta, cara Tzipi, perché già ce ne ha tante delle sue. Vedi quindi di non invischiarlo nelle tue guerre di pura conquista (già bastano e avanzano quelle in cui ci trascina Bush).
“Abbiamo attaccato abitazioni civili in Libano, perché sicuramente vi erano occultate basi per il lancio di razzi contro Israele”. Mai sentita una scusa più fantasiosa per giustificare il massacro di una miriade di civili innocenti. “Comunque avevamo avvertito per tempo i civili libanesi di evacuare le loro case nel sud del Libano”. Della serie: oltre a distruggere casa mia e invadere la mia terra senza motivo, mi avvertono pure ‘con adeguato anticipo’ di andarmene di corsa altrimenti mi ammazzano.
“La terra di Israele è nostra da sempre e nessuno potrà più strapparcela”. Sul ‘nostra da sempre’ ricorderei agli israeliani che: 1) prima della nascita del regno di Israele (1.000-1.200 A.C.) la Palestina non era degli ebrei, ma dei Fenici e dei nomadi, da cui sono poi discesi sia gli arabi che gli ebrei. Perciò la Palestina appartiene ad entrambi. 2) dopo una diaspora di quasi duemila anni, gli ebrei hanno rivendicato (e ottenuto, grazie al sostegno degli USA alla fine della Seconda Guerra Mondiale) quel territorio, cacciando via gli abitanti che ormai ci abitavano da duemila anni!! Vi sembra legittimo tutto ciò? Sarebbe proprio comico se una mattina gli italiani si alzassero e bussassero alla porta di francesi, inglesi, spagnoli, svizzeri, austriaci, belgi, yugoslavi, greci, turchi, egiziani, marocchini, algerini, tunisini, siriani, libanesi e irakeni dicendo loro: ‘entro domani alzi i tacchi e te ne vai di corsa perché questa terra duemila anni fa apparteneva ai miei antenati romani!’. Perciò gli israeliani dovrebbero ricordare più spesso comportarsi come chi sa benissimo che già è grasso che cola se hanno potuto riottenere indietro il territorio da cui provenivano. Sono infatti l’unico caso al mondo di un popolo che è riuscito in ciò. Decine di popolazioni ancora vagano raminghe, massacrate da guerre e fame, nella vana ricerca non tanto del loro iniziale territorio, ma almeno di una terra dove poter ricominciare. Se avessero il potere economico degli ebrei il gioco sarebbe fatto!!
“Il Libano non ha mai applicato la risoluzione ONU 1559 (smantellamento della milizia Hezbollah nel sud Libano e invio dell’esercito regolare libanese a tutela) perché è una democrazia debole; quindi ci abbiamo pensato direttamente noi”. A parte il fatto che l’ONU stessa, non Israele, deve vigilare sull’applicazione delle risoluzioni ONU, perché il ministro Livni non ricorda le altre 730 (!!) risoluzioni ONU imposte ad Israele, riguardanti la questione palestinese e libanese, e mai attuate perché sfavorevoli a Israele?
Dopo la ricreazione con la Livni cerchiamo di fare una proposta: se Israele continua in queste azioni di prepotenza (certa dell’appoggio di Bush, che comunque inizia a preoccuparsi per la sconsiderata intraprendenza militare dei suoi pupilli israeliani) si rischia di spingere all’esasperazione anche Siria e Iran, che non reagirebbe certo con delle semplici sassate come i Palestinesi.
Quindi per raggiungere la pace in medio-oriente non operiamo solo per evitare l’atomica dell’Iran e il terrorismo di alcuni arabi estremisti (non di tutti gli arabi!); ma bisogna soprattutto convincere Israele a riprendere il processo di distensione iniziato con il ritiro dal Libano nel 2000 e da Gaza pochi mesi fa.
Molti degli israeliani, compreso il presidente Olmert, sarebbe anche disponibili. Purtroppo però chi occultamente tira le fila di Israele (come negli USA i ‘Neocon’ che pilotano Bush) sono i suoi generali, che non vedono di buon occhio Olmert per non esser stato un generale; la paura è quindi che il presidente continui su una ‘pericolosa’ strada di pace (iniziata con il ritiro degli israeliani da Gaza pochi mesi fa e il rispetto del Libano come stato sovrano e democratico) che indebolirebbe l’egemonia di Israele.
Ma i generali non hanno dovuto aspettare molto: è bastato il rapimento di un soldato israeliano per riprendere lo scettro in mano (Gaza e Libano sud rioccupati) e cancellare con un colpo di spugna ogni afflato di pace.
Quindi ... si ricomincia da zero! Con la ‘piccola’ differenza che d’ora in poi Siria e Iran potrebbero non restare più alla finestra.