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Appello per le biblioteche in Sicilia

Una storia siciliana. La biblioteca centrale della Regione resta aperta al pubblico, ma non è possibile consultare i libri. Lo Statuto speciale della Sicilia colpisce ancora.

di Pina La Villa - mercoledì 30 giugno 2004 - 4966 letture

Il fatto

La Biblioteca centrale della Regione siciliana, che ha sede nell’ex Collegio massimo dei gesuiti del Cassaro, è chiusa da tre mesi per inagibilità.

Solo in questi giorni, dopo un appello al ministro Giuliano Urbani, promosso su "Repubblica-Palermo" da un migliaio di operatori del settore, di dipartimenti universitari di tutta Italia, e di intellettuali (appello che qui riportiamo), l’assessore ai Beni culturali Fabio Granata, ha nominato un commissario, Marco Salerno, per ripristinare il servizio.

La Biblioteca si è trovata in una strana situazione. In realtà sarebbe accessibile, solo che i volumi non possono essere presi dalla torre libraria e dai depositi, irraggiungibili poiché l’impianto elettrico non è a norma.

Una storia di ordinario "svantaggio" da Statuto speciale siciliano.

Dice Giovanna Fiume, firmataria dell’appello riportato da Repubblica, docente nell’ateneo palermitano: " Ma come mai dopo tanti anni di lavori siamo sempre punto e a capo? E perché non viene approvata la legge che disciplina le attività delle biblioteche?La Sicilia è l’unica Regione senza norme in materia».

L’appello apparso su Repubblica:

Signor ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani, da oltre 50 anni lo Statuto speciale attribuisce alla Regione Sicilia competenza esclusiva in materia di biblioteche, una particolarità che ha permesso alle biblioteche nazionali di passare dalla gestione statale a quella regionale. Purtroppo, però, nel 2004 le biblioteche siciliane sono in condizioni di abbandono ed oblio. Dal 1977 si aspetta dall’Assemblea regionale siciliana una legge, che disciplini funzioni e attività delle biblioteche. La Sicilia è rimasta l’unica regione italiana priva di regole in tale delicato settore. Oggi il Servizio Bibliotecario Regionale prevede la cooperazione delle biblioteche e una qualificata offerta di servizi sul territorio, ma ancora non riesce a decollare.

Gli stessi collegamenti con il Servizio Bibliotecario Nazionale sono interrotti da oltre un anno: è come fare un salto all’indietro nel tempo, le biblioteche regionali di Palermo, Messina, Catania ed Agrigento sono isolate, non più inserite in una rete che le colleghi fra loro e col mondo esterno. I danni che subiscono nel loro funzionamento ricadono sui cittadini, gli studi, la ricerca: non solo in Sicilia, ma anche nella comunità nazionale e internazionale.

A Palermo la Biblioteca centrale della Regione - un istituto storico fra i più prestigiosi d’Italia - per più di due anni ha subito orari dimezzati. Dal 26 marzo scorso un semplice avviso comunica che, per motivi di sicurezza, il servizio di distribuzione e prestito è sospeso a tempo indeterminato. Da allora i depositi della biblioteca sono inaccessibili. In Sicilia sta avvenendo la progressiva cancellazione del servizio bibliotecario pubblico, ma le proteste, le denunce e le richieste di chiarimento indirizzate agli organi regionali non hanno sortito alcun risultato. Tutto ciò è ormai intollerabile.

La presenza e il buon funzionamento delle biblioteche pubbliche sono premessa essenziale per lo sviluppo e la circolazione della cultura, e per l’esercizio di quei diritti di accesso all’informazione che caratterizzano una moderna società democratica. Di fronte all’inerzia e alle ripetute inadempienze della Regione abbiamo quindi deciso di rivolgerci a lei, signor ministro, perché vengano attivate delle iniziative anche sostitutive delle competenze regionali. L’articolo 9 della nostra Costituzione recita: "l’Italia promuove lo sviluppo della cultura...". Noi chiediamo che anche in Sicilia questa dichiarazione - inscritta tra i "principi fondamentali" della nostra comunità - resti valida. Che l’accesso pubblico alla conoscenza e all’informazione, il diritto alla ricerca e allo studio non siano ridotti a vuota espressione retorica.

Le firme: diversi intellettuali e operatori, fra cui Andrea Camilleri e Vincenzo Consolo. Ma riportiamo la motivazione e la proposta di Enzo Sellerio:

«Sono lieto che i miei concittadini che hanno tollerato la ventennale chiusura del Massimo, questa volta, ad appena tre mesi dalla sospensione del servizio lettura e prestiti della Biblioteca Nazionale siano passati all’azione. Capisco la preoccupazione del direttore. Ma quando c’è la buona volontà c’è tutto e a ogni male si può trovare (quasi) sempre rimedio. In questo caso si potrebbe far presidiare la Biblioteca dai Vigili del fuoco durante l’orario di lettura. Tanto per dirne una».

Per sottoscrivere l’appello promosso dagli intellettuali inviare un’e-mail all’indirizzo appellobibliosicilia@tiscali.it

Per saperne di più:

http://www.palermo.repubblica.it/speciali/biblioteca/aderire.html


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