Appello per la costruzione e la partecipazione al Pride Lgbtq 2007

Roma 16 giugno Piazzale Ostiense, ore 16.00. Anche quest’anno i collettivi femministi vanno al Pride!
di Sonia Lombardo - mercoledì 30 maggio 2007 - 1876 letture

Il clima politico-culturale che da tempo subiamo in questo paese ci porta a riflettere su quanto è alto il rischio che si restringano sempre più gli spazi di autodeterminazione per tutti i soggetti che subiscono, da sempre, limitazioni ed attacchi alle loro libertà: le donne, le lesbiche, i gay, i e le trans.

La libertà di decidere sul nostro corpo è qualcosa che ancora oggi non ci è data fino in fondo. Dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita fino alla difesa quotidiana del diritto all’aborto: la nostra lotta è continua e giornaliera. Ci troviamo a dover combattere con l’apparato e l’ideologia della chiesa cattolica che da sempre vuole relegare la donna al solo compito di madre e moglie e alla cura della famiglia. Il family day che si è svolto il 12 maggio ha celebrato sfarzosamente la famiglia, uomo-donna-bambini, come unico soggetto sociale legittimato ad esistere.

È una celebrazione piena di ipocrisie che si basa sulla santificazione della famiglia patriarcale che storicamente è il fondamento della divisione sessuale dei ruoli e dello sviluppo di relazioni fra i sessi basate sul potere e sul possesso ed esclude tutti gli altri soggetti che fanno scelte diverse. Quella stessa famiglia che è la prima causa di morte delle donne se pensiamo che circa l’80% delle violenze da noi subite avvengono all’interno delle mura domestiche da parte di partner, mariti, ex fidanzati ecc. In Italia la famiglia è la prima struttura sociale che fa fronte alla mancanza di servizi pubblici accessibili e adeguati per tutte e tutti.

Nel nesso fra lavoro di produzione e di riproduzione i tagli scellerati ai servizi sociali ricadono sulle donne, da sempre responsabili del lavoro riproduttivo. Non solo, quegli stessi tagli comportano una riduzione d’occupazione proprio in quei comparti da sempre prerogativa delle donne ed un loro spostamento verso forme di lavoro sempre più precarie, meno garantite e retribuite. Le politiche economiche neoliberiste e di sfruttamento (aumento delle spese militari e riduzione delle spese sociali) sono ben supportate dall’ideologia reazionaria e conservatrice che propone la chiesa cattolica.

La sottomissione alle volontà vaticane di gran parte della politica del nostro paese chiude alle possibilità di un radicale cambiamento nello stato delle cose.

Ed è sempre il vaticano che si trovano a dover contrastare le lesbiche, i gay, i e le trans. La ferma condanna di una qualsiasi possibilità di scelta diversa dall’eterosessualità e da un unico modello affettivo (la famiglia) non fa altro che aumentare l’omofobia nella società e non permette a tutte e tutti di poter scegliere con chi e come vivere e convivere.

Per tutto questo pensiamo che siano diversi i punti di contatto tra movimento femminista e movimento lgbtq. Oggi la loro lotta per una libera scelta sessuale, per i Pacs, per una legge contro le discriminazioni di genere è anche la lotta delle femministe, per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione . Tra famiglia patriarcale e ideologia cattolica noi scegliamo altro: vogliamo la libertà di scelta per tutte e tutti. Per questo crediamo sia importante per tutte noi essere in piazza il 16 giugno al Pride nazionale.

Costruiamo uno spezzone per andare in piazza con i nostri contenuti, da femministe, a rivendicare come tutte e tutti, la libertà di scelta sessuale ed affettiva e l’autodeterminazione di tutti i soggetti.

Per adesioni lameladieva@email.it


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