...una risposta all’oscurantismo ed un argine alla deriva clericale che sta assumendo la politica nel nostro paese.
Il Gay Pride 2007 assume un significato politico nuovo, non sarà infatti,
solo la parata dell’orgoglio gay, ma sarà principalmente la manifestazione di tutti i laici, una risposta all’oscurantismo ed un argine alla deriva clericale che sta assumendo la politica nel nostro paese. Le parole d’ordine della manifestazione non potrebbero essere più chiare : “parità,dignità, laicità”.
Per questo l’ArciGay di Napoli lancia un’appello e chiede di far pervenire il massimo sostegno mediante una adesione, anche solo formale, alla e-mail: romapride@arcigaynapoli.org.
L’arcigay di Napoli sta organizzando una carovana di autobus per il Pride che si terrà a Roma il 16 giugno, per ulteriori informazioni visitate il sito www.arcigaynapoli.org e per partecipare potete chiamare il 338 546 79 00 o scrivere all’indirizzo di posta elettronica romapride@arcigaynapoli.org.
Questa è la piattaforma politica che, a nome del Comitato Provinciale "Arcigay Antinoo" di Napoli propone Salvatore Simioli:
Parità, dignità, laicità
Chiediamo che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che chiede di garantire «alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie tradizionali.
È una misura di civiltà cui anche l’Italia si deve adeguare per non restare ai margini del cammino di allargamento dei diritti civili intrapreso dall’Europa.
Il Parlamento dovrebbe affrontare, dopo il disegno di legge proposto dal
Governo, il tema delle unioni di fatto. Consideriamo il livello della
discussione del tutto arretrato. Le esigenze e i bisogni delle coppie
lesbiche e gay, comunque escluse dall’accesso al matrimonio per un’ingiusta discriminazione, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.
Chiediamo, quindi, la parità dei diritti, attraverso l’estensione del matrimonio civile o istituto equivalente. Nel rispetto delle differenti
modalità di legami sentimentali, ed in linea con ciò che è avvenuto in
Europa chiediamo inoltre la creazione di istituti differenti e distinti dal
matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili.
Andrà affrontato con un’apposita legge il tema della responsabilità
genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse
delle migliaia di figli di lesbiche e gay presenti nel paese.
Lotta alle discriminazioni
La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di
«assicurare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender siano
protette da violenze e dichiarazioni di odio omofobico». La sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone “che transitano da un sesso all’altro” l’applicazione della Direttiva Europea 76/207 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne e le leggi nazionali ad essa ispirata.
In Italia per le persone lgbt continuano le discriminazioni sul lavoro,
nella scuola, nella società.
Chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000.
In particolare chiediamo:
• l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
• l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di
trattamento tra gli uomini e le donne anche alle persone che transitano da un sesso all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;
• la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della
Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”, anche per eliminare le nuove discriminazioni introdotte, come quelle contro gay e lesbiche in divisa; il recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
• l’applicazione della direttiva europea 85 del 2005 sullo status di
rifugiato anche a gay, lesbiche, bisessuali e transgender perseguitati nei
loro paesi.
Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni positive contro il
pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle
scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche.
L’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel
mondo, per l’abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del
reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di
decine di paesi.
Salute e benessere delle persone LGBT
Va garantito il diritto alla salute delle persone lgbt ponendo fine alle
discriminazioni in ambito sanitario, riattivando le campagne ministeriali di
informazione sulla prevenzione, garantendo i diritti delle persone
sieropositive.
Chiediamo una modifica della legge 40 per consentire l’accesso alla
procreazione medicalmente assistita alla singola maggiore e la revisione
della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di intervento chirurgico genitale.
Chiediamo la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’intersessualismo.