Ape e Lapuni

Siciliani da sempre anticipatori dei tempi che verranno, anche questa volta, un passo davanti a tutti.
di Redazione PuntoG - mercoledì 14 settembre 2016 - 2332 letture

E’ l’argomento di discussione più cliccato in questi giorni. Se lo sono conteso talk show televisivi, le pagine dei giornali, sindacati, politici, economisti ed anche, uno spazzino...ops...scusate, un operatore ecologico siciliano, che ha monopolizzato la discussione qualche sera fa al Bar dell’Esodato, parlandone.

Stiamo parlando ovviamente della nuova riforma pensionistica, in travaglio ma quasi partorita dal governo Renzi. Certo, ci era sembrato un po’ strano che l’argomento pensioni non fosse stato ricacciato a furor di popolo negli ultimi mesi, ma l’operosità dei nostri amministratori nazionali ha prevalso sulle raccomandazioni estive rivolte ai villeggianti, in materia di zecche, cani mordaci, esposizioni al sole, disidratazioni e abbandoni di anziani sull’autostrada.

Quindi siamo pronti ad una nuova scalata all’imminente scalone, scaletta, chiocciola, doppio salto mortale con avvitamento delle budella, speranze di vite, di lavoro o almeno di sopravvivenza.

Finalmente anche Renzi si è accorto che far lavorare gli Italiani fino ad oltre 67 anni aveva i suoi risvolti rischiosi, legati al rincoglionimento, dimenticanze varie ed un eccessivo consumo di Vialis (Viagra+Cialis). La soluzione gli è stata consegnata su un piatto di...plastica e l’ex sindaco di Firenze, che amava crogiolarsi con le gambe a penzoloni sugli argini dell’Arno, non potendolo fare più a causa dei vari cedimenti strutturali, ha accolto con entusiasmo la proposta di riforma pensioni del duo Poletti-Nannicini.

Era così contento che ha dovuto di corsa baciare la Merkel. Poi si è rivolto alla moglie e le ha urlato: "Agnese, te tu m’aspetti a scuola. Ovvia...non fare codesta faccia...al limite, te tu m’aspetti a Radio Capital...madonna bona...te la faccio chiudere quella bischera di trasmissione Il Geco e la Farfalla".

In cosa consista la riforma ancora non si è capito molto. L’unica cosa certa è che si chiama Ape e che permetterà a coloro che hanno compiuto 63 anni di anticipare il diritto alla pensione, rispetto ai 66 anni e 7 mesi stabiliti dalla Fornero. "Minchiaaaaa..." - ha subito commentato il nostro amico operatore ecologico, mentre l’altra sera chiedeva una birra ed una gazzosa. Il rutto fantozziano di qualche minuto dopo, ha confermato l’entusiasmo alla notizia.

"Minchiuni..." - una voce leggermente altisonante è provenuta dal fondo della sala. Molti presenti avevano pensato fosse stato il solito giocatore di carte improvvisato, ma l’imprecazione era stata pronunciata da un pensionato che stava leggendo il Sole24nuore. Ma non hai capito che per andare in pensione prima, dovrai pagare per anticipare l’età della pensione? Ha seguitato il pensionato. E lo dovrai fare per almeno 20 anni.

L’operatore ecologico si stava quasi strozzando con l’ultimo sorso in gola della birra-gazzosa. Ripresosi a fatica, gli venne spontaneo chiedere, concedendosi una leggera devianza milanese: "Minchiazza...Ma che vuol dire che dopo che ho lavorato una vita, mi inc(i)ulano facendomi pagare un mutuo se voglio andare prima in pensione?"

Ci fu attimo di silenzio. Molti erano pronti a dare la risposta, sapendo che sarebbe stata giusta. Il quell’attimo di disagio collettivo, il pensionato, ripiegando il Sole24nuore, si avvio verso l’uscita sentenziando: "La vuoi vedere l’unica Ape per la quale vale ancora la pena pagare dei soldi?"

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