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Antonio Maria Orecchia “La Difficile Unità” (Oltre Edizioni)

Una minuziosa ricostruzione del processo di unità del paese nel corso del Risorgimento che mette in luce le tante criticità ancora non risolte

di Emanuele G. - martedì 1 novembre 2011 - 4401 letture

Davvero indovinato e calzante il titolo del libro del prof. Orecchia dedicato all’unità dell’Italia. Oserei affermare che l’aggettivo DIFFICILE è quello che rappresenta al meglio la storia italiana a partire dalla Rivoluzione Francese. Infatti, se facciamo mente locale ci accorgeremo della non linearità della nostra storia. Una storia continuamente spezzata e contorta. Cerchiamo di approfondire il nostro ragionamento incentrandolo sul termine evidenziato poc’anzi.

L’Italia è un paese DIFFICILE già nella sua geografia. Esso è un paese lungo, esile e molto montuoso. Il che ha impedito l’esplicarsi di una storia in comune. Quasi mai un evento storico occorso in Italia è stato vissuto da tutto il paese in maniera corale. La storia del nostro paese è in fondo un insieme di tante storie. C’è la storia della Lombardia. La storia della Toscana. Quella delle Puglie. Ed ancora quella della Sicilia. Storie singole ed a parte simili alle monadi di leibniziana memoria. La geografia – in fin dei conti – si è rivelata un handicap deciso alla creazione di una storia nazionale univoca.

Anche le fasi precedenti all’unità del nostro paese si sono rivelate un processo non univoco. Si sono manifestate secondo logiche localistiche. Cioè è stato assente un disegno unitario d’assieme. Sì c’era l’anelito all’unità. Era un sentimento sentito un po’ ovunque. Ma questo anelito invece di essere tradotto in un modus operandi valido per tutto il territorio italiano è stato applicato a secondo dei luoghi e delle particolarità regionali. Ci sono stati i moti di Palermo nel 1820. Le cinque giornate di Milano. La repubblica Romana. Tutte tendevano sì a una medesima patria per tutti. Tuttavia, era preponderante il carattere territoriale.

Il processo unitario è stato il prodotto di un insieme di fattori non univoci. Il che ha reso il medesimo un movimento contraddistinto da fasi intermittenti, da spinte regionaliste, da diverse opinioni in merito, da personalismi non dialoganti e da un continuo rivolgersi a una realtà, quella europea, che cambiava ad ogni istante. Pertanto, assistiamo ai Savoia che avevano un loro progetto. Progetto che non coincideva affatto con il pensiero mazziniano o di Garibaldi. A loro volta differente da ciò che andavano professando Cattaneo, Manin, Crispi, Settembrini o D’Azeglio. Inoltre, il Nord ha avuto un processo unitario contrapposto rispetto a quello del Mezzogiorno. E all’interno di ogni macroarea erano in essere differenziazioni molto evidenti.

Questo aggettivo DIFFICILE che contrassegna la nostra geografia (e quindi la nostra storia), le fasi pre-unitarie e il decennio di fondazione della Nazione italiana avrà rilevanza fortissima anche nelle fasi post-unitarie. Tali difficoltà non saranno mai risolte ed ecco perché il nostro paese soffre ai giorni nostri di gravi criticità. Proprio perché siamo gli eredi di una storia DIFFICILE. Ciò che è accaduto dopo il decennio inaugurato dal 1860 (la spedizione dei mille) e terminatosi nel 1870 (la breccia di Porta Pia) non poteva non essere irto di asperità e complessità. Anzi lo sciagurato modo con cui il Regno Sabaudo governò il processo post-unitario non ha fatto altro che aumentare una storia già DIFFICILE. Non siamo certo un’espressione geografica come amava definirci Von Metternich, ma ancora latitiamo parecchio in termini di condivisione corale della nostra storia. Certo l’Italia è stata fatta. Sugli italiani ho ancora qualche dubbio.

“La Difficile Unità” è un libro prezioso perché sapientemente redatto da un animo appassionato dell’Italia. Cosa che noi dovremmo tutti sforzarci ad esserlo. E’ un libro pieno di grande narrazione storica e ci fornisce delle chiavi di lettura opportune per comprendere meglio il nostro presente. Perché il Ministero della Pubblica Istruzione non lo adotta come testo di storia e di educazione civica?


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