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Antonio Budruni “I Giorni del Massacro – Itri, 1911: la Camorra contro gli Operai Sardi” (Carlo Delfino Editore)


Quando si potrà raccontare la nostra storia per intero e non a pezzi?
martedì 23 agosto 2011, di Emanuele G. - 519 letture

L’Italia è un paese molto solerte a far dimenticare gli aspetti – mettiamola così – poco edificanti della sua storia. E’ evento raro che riesca ad affrontarli a viso aperto e senza ipocrisie. Per lo più preferisce la via più facile. Quella della pietra tombale. Con buona pace per la verità e di tutto il resto.

Su questo background nasce il coraggioso libro di Antonio Budruni – con prefazione di Gian Antonio Stella – che affronta uno dei fatti più avvilenti e tragici della storia novecentesca italiana. Mi riferisco al massacro di Itri del 1911. Siamo nella c.d. “Terra del Lavoro”, ossia un territorio posizionato fra la Campania e il Lazio. Allora Itri afferiva alla provincia di Caserta. Si sta costruendo la “direttissima” Napoli-Roma. Per questo sono stati fatti affluire da altre parti d’Italia operai al fine di portare a termine l’importante opera. Buona parte di questi operai proviene dalla Sardegna. Sono in 600. E chiamarli “operai” è una feroce ipocrisia. Meglio utilizzare il termine schiavi.

Fra la popolazione autoctona e i sardi non scorre buon sangue. Anzi, si assiste ad un accumulo crescente di tensione. Il 12 luglio è giorno di paga. Molti operai sardi si trovano nella piazza centrale di Itri. All’improvviso irrompe un cavallo che atterra parecchi operai sardi. E’ il casus belli. Inizia un’autentica caccia al sardo sia in paese che nelle zone limitrofe. Ciò che succede fa gridare amaro la nostra coscienza. Da una parte 600 sardi che cercano di reagire in nome alla tipica fierezza degli abitanti di quell’isola. Dall’altra, un coacervo di interessi fra il ceto politico locale, la camorra e le classi più abbienti teso a massimizzare in termini di potere l’occasione rappresentata dalla costruzione della ferrovia. Nel mezzo, i ritardi delle autorità di polizia, il tentativo di accreditare i sardi come banditi, la rivolta civile scoppiata in Sardegna per difendere l’orgoglio isolano, la stampa che agli inizi non aveva compreso appieno quanto successo. Per fortuna i rappresentanti legali della lega di difesa economica agirono con prontezza ed evitarono ulteriori tragiche propagazioni dell’abominevole massacro.

L’efferata vicenda finisce nel 1913 con un’assoluzione collettiva per i trentatre imputati. La giustizia – come altre volte nella storia italiana – si era schierata dalla parte del potente di turno consegnando al silenzio e all’ipocrisia generalizzata un fatto che mette in rilievo alcuni dei dettagli peggiori del popolo italiano. Un raggelante anticipo dei fatti di Castel Volturno e Rosarno. La storia davvero non insegna nulla.

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Antonio Budruni “I Giorni del Massacro – Itri, 1911: la Camorra contro gli Operai Sardi” (Carlo Delfino Editore)
26 agosto 2011, di : webrot

E’ una visione totalmente di parte, senza analisi storica degli avvenimenti. Sarebbe il caso di andare a cercare anche testi di chi l’argomento l’ha studiato, come Pino Pecchia.
    Antonio Budruni “I Giorni del Massacro – Itri, 1911: la Camorra contro gli Operai Sardi” (Carlo Delfino Editore)
    4 settembre 2011, di : Webrut

    Non è affatto una visione di parte, ma è la realtà dei fatti.
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