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Antonia Calabrese, l’autrice di "30 notti all’alba", rivela il suo processo creativo: l’intervista

di Mara Elisa - mercoledì 3 maggio 2023 - 730 letture

Antonia Calabrese, nata nel salernitano e cresciuta in Toscana, ha completato gli studi a Roma dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti.

Vive in Cilento. Si dedica alla letteratura sacra e contemporanea, alla poesia, alla scultura e alla pittura. Ha partecipato a mostre d’Arte personali e collettive. È appassionata di Mail Art e sue opere sono state esposte in Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Brasile, Perù, Russia, Stati Uniti, Argentina e Turchia.

Nel 1992 ha pubblicato il saggio biblico “Lo Spirito e la Sposa” e il commentario “L’Agnello”.

Premiata con il “Premio Cilento Donna 2015”, nel 2019 ha divulgato il “Manifesto del Movimento Artistico Mutazionista” per spiegare la sua controcorrente.

Nel 2020 ha pubblicato i primi quattro volumi della Collana PoeticaMente e nel 2021, a gennaio, il suo primo romanzo dal titolo "Welcome"; successivamente, a fine luglio, il romanzo "Un’altra vita".

1. Da dove nasce la tua passione per la scrittura? -Ritengo sia una passione innata, alimentata dalle giuste letture di autori che mi hanno appassionato fin da quando ero piccola.

2. Cosa ascolti mentre scrivi? -Nulla, preferisco il silenzio assoluto.

3. Quanto di te metti nelle tue opere? -Tutto e niente. In realtà la scrittura, come la parola, contiene l’essenza di noi stessi pur senza essere autobiografica. Di conseguenza, direi che ci metto l’anima ma assai poco di autobiografico.

4. Il genere che preferisci scrivere? -Poesia e narrativa letteraria, spaziando fra generi diversi.

5. Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura. -Ho sempre scritto, fin da piccola, però il coraggio di scrivere un romanzo l’ho trovato solo pochi anni fa. Fra i molti scrittori che ho letto per la specifica materia, ne segnalo uno per tutti: Virginia Woolf, “Consigli a un aspirante scrittore.”

6. Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi? -Entrambi, dipende dal contesto narrativo.

7. Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura? -Finora non mi è mai successo, ma prendo le mie pause. Quando finisco di scrivere qualcosa per un mese almeno mi impegno in altro e se durante il processo creativo accuso stanchezza mi rilasso dedicandomi ad altro, a fare arte visiva, per esempio.

8. Hai una beta reader per le tue storie? -Sì, più di uno e mi sono oltremodo utili, direi essenziali per stabilire la leggibilità di ciò che scrivo.

9. Il primo libro che hai letto? -“La capanna dello zio Tom” della statunitense Harriet Beecher Stowe. È il primo libro in assoluto, che mi ricordi, che abbia letto da sola, in quinta elementare.

10. Il tuo libro preferito? -“La nausea” romanzo filosofico scritto in forma di diario da Jean-Paul Sartre.

11. Come ti è nata l’idea di scrivere “30 notti all’alba?” -Desideravo da tempo scrivere una storia che esplorasse la condizione di asessualità di alcuni individui, che parlasse del desiderio non corrisposto, il diritto alla diversità e la sofferenza di chi decide di rinunciare all’amore, la persecuzione che incontra chi sceglie l’astinenza. L’ispirazione per la trama del romanzo mi è difficile da spiegare, poiché si tratta più di una visione generale della narrazione che di un singolo episodio portante. Di solito scendo nei dettagli della narrazione solo dopo avere definito la trama e stabilito la scaletta della storia.

12. Parlaci di questo nuovo romanzo, cosa dobbiamo aspettarci? -La storia si svolge principalmente tra Siracusa e Matera. La narrazione è ricca di personaggi, tra cui la protagonista, Tecla, ostinata nel suo rifiuto di sposare il cugino. Tecla soffre di episodi improvvisi di cecità per motivazioni psicologiche, e passa le sue giornate tra sedute di psicanalisi e discussioni in famiglia. Il cugino Roberto è ossessionato dal desiderio nei suoi confronti e non vuole mollarla, mentre il padre Vincenzo è esigente e severo. Vanessa, la sorellastra, è una figura complementare rispetto alla protagonista e ha una relazione in crisi con Pippo. Nonna Serina non capisce l’atteggiamento alla castità di Tecla, mentre lo psicanalista Niccolis infrange l’etica professionale e le mette le mani addosso. Ogni personaggio avversa Tecla, ma lei è determinata a fare di testa sua. La “voce” della band siciliana, incontrato in treno nel recarsi a un concerto a Firenze, svolge un ruolo decisivo nella trama, ma non posso dire di più per evitare spoiler. Il romanzo presenta diversi riferimenti musicali, con canzoni come "The Thin Line Between Love And Hate" degli Iron Maiden e "Light in the Black" dei Rainbow che si collegano allegoricamente alla narrazione. La musica svolge un ruolo importante nello svolgimento della trama, fino all’imprevedibile conclusione della storia.


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