Continuiamo il nostro viaggio in quelle che sono le realtà che oggi, attivamente, si oppongono al fenomeno mafioso. In questo numero abbiamo incontrato i componenti dell’associazione "I Babbaluci", giovani messinesi con le idee molto chiare a proposito di contrasto alla mafia
Continuiamo il nostro viaggio in quelle che sono le realtà che oggi, attivamente, si oppongono al fenomeno mafioso. Siamo partiti dalla capitale, intervistando i componenti dell’associazione Cuntrastamu, adesso scendiamo nell’epicentro storico della mafia: la Sicilia.
Le associazioni antimafiose, in Sicilia, sono una miriade colarata di sigle, nomi, e proposte dietro le quali ruotano persone che, a testa alta, si oppongono a uno strozzamento pesante che è fenomeno vivo e fastidiso: la mafia.
Persone che ogni giorno, cercano di costruire un’alterantiva civile, cercando di dare ossiggeno a commercianti e gente comune che è pressata dalla mafia, gente che con questo fardello ci vive quotidianmente e che cerca di reagire.
In questo numero abbiamo incontrato i componenti dell’associazione "I Babbaluci", giovani messinesi con le idee molto chiare a proposito di contrasto alla mafia.
Che tipo di risposta sociale ha avuto la vostra associazione dalla sua nascita a oggi?
Un buon numero di contatti con associazioni e cittadini anche non messinesi o siciliani. Una certa visibilità in occasione della marce contro il Ponte sullo Stretto..il Ponte degli Interessi. Ma è solo l’inizio...
Che tipo di iniziative proponete?
Provocazioni. Attraverso forme di espressione artistica, tipo la canzone u’lamentu che invito ad ascoltare scaricandola dal sito www.ibabbaluci.org, utilizzando il dialetto, ovvero particolari messe in scene ( tipo la "Stretta di Messina" ,ripresa da giornali e televisioni, che rappresentava nel corso di una delle manifestazioni contro il Ponte sullo Stretto, l’accordo tra mafia e colletti bianchi, attraverso una plateale stretta doi mano tra un mafioso con coppola e lupara ed un imprenditore con la 24 ore ed il sorriso sgargiante), intendiamo rimuovere quell’alone di sacralità e paura, che qui in Sicilia ammanta il fenomeno mafioso.
La Mafia è un potere vecchio che vogliamo sostituire con il potere della Legge. E’ ora siamo nel XXI° secolo. Noi siciliani vogliamo essere signori del nostro futuro.
Che aria si respira, oggi, a Messina dopo due anni di commissariamento?
Messina è una città soffocata da una kappa di disfattismo e di apatia. Che ha taciuto ed ha subito per anni il malgoverno dei suoi notabili. Che si è fatta prostrarre sino all’inverosimile. Che solo oggi forse si attende una rinascita. Ma è una città succube..se anche questa rinascita non ci sarà..andrà bene così!
Ci sarà una rinascita?
Dovrebbe imporla la cittadinanza...siamo fiduciosi.
Come si può combattere la mafia oggi?
Con la presa di coscienza che solo con il contenimento della Mafia può esserci un futuro per le famiglie siciliane. Un futuro in cui i figli hanno la possibilità di vedere i loro genitori invecchiare..senza dover cambiare città.
Perche non si parla più di mafia a livello nazionale? O, comunque, molto poco?
Perchè la Mafia è più forte di prima.
Perche avete deciso di parlare e opporvi alla mafia?
Perchè è il vero governo della nostra Sicilia. Ed è un governo che corremmo sostituire con quello della Repubblica dopo che uomini perbene hanno tracciato la strda, versando
il loro sangue innocente. Ad esempio Giuseppe Fava.
Chi sono, secondo voi, gli avversari principali della mafia?
Alcuni giudici, alcuni uomini delle forze dell’ordine...pochi.
Alcuni politici...ancora meno.
I giovani.
Come si può contrastare la mafia dal basso?
Con un voto libero. Con la partecipazione alla vita pubblica, con la cultura della Legalità. Con una rivoluzione senz’armi che ci consenta di conquistare il diritto di sovranità che spetta al nostro Stato.
Come vi ponete in rapporto alle altre realtà antimafia siciliane?
Con la voglia di essere insieme le anime di un unico corpo.
Che ne pensate di Girodivite?
Che siete degni di Giuseppe Fava. E che vogliamo che i giovani della Sicilia lo siano ancora di più. Non solo per altruismo ma perchè è nel nostro interesse. E dei figli che un giorno ci chiederanno cosa abbiamo realmente fatto per loro.