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Annie La Dolce (Capitolo 2)

di junior - mercoledì 2 maggio 2007 - 3548 letture

Davide parcheggiò l’auto sulla piazzola antistante l’edificio scolastico. Scese dalla macchina. Prese il borsone dal portabagagli.
- Presto... - disse voltandosi in direzione della ragazza - sono in ritardo. - Serena sollevò il sedile. Fece scendere bambina. La prese per mano.
- Vai pure... - rispose - Noi ti raggiungiamo dopo... - La piccola guardò il cugino allontanarsi di corsa. Scomparve dietro una porta di alluminio. Era l’ingresso secondario della scuola. Sollevò il capo. L’amica di Davide era molto alta. Aveva uno sguardo dolce, espressivo. Serena sorrise aggiustandosi il giubbino di jeans. Il pantalone a vita bassa le lasciava scoperto l’ombelico.
- A cosa pensi...? - chiese la ragazza. Annie rimase in silenzio. Distolse lo sguardo.
- Lo vuoi un gelato...?- continuò lei. La piccola annuì. Attraversarono la strada. Il bar era affolato. Serena si diresse alla cassa. Doveva chiedere lo scontrino fiscale. Annie si trattenne al banco frigo. Appoggiò le mani sul vetro di protezione. Erano piccole e bianche. Il gelataio aveva un cappellino color panna. La divisa in tinta sembrava inamidata. L’uomo stava parlando con alcuni clienti.
- Toglile subito... - ordinò Serena alle sue spalle - Lasci le impronte sul vetro...- La bambina trasalì. Fece un passo indietro. Il gesto istintivo fu di una rapidità fulminea. Annie rimase immobile. Era come se fosse stata colpita da una scarica elettrica. La ragazza le poggiò la mano sulla testa. Cominciò a carezzarle i capelli. Il gesto consolatorio la rincuorò. Rivolse lo sguardo al vetro. Il disegno delle mani impresse sulla superficie trasparente sembrava tracciato a matita. Era di una precisione geometrica.
- Quali gusti preferisci..? - domandò Serena. Annie esitò qualche istante. I suoi grandi occhi azzurri sembravano rapiti dal verde del pistacchio.
- Posso scegliere due gusti...? - chiese Annie.
- Ma certo che puoi... -
- Vorrei pistacchio e cioccolato... - Il cameriere cominciò a riempire il cono. La piccola seguì con lo sguardo i movimenti rapidi e precisi dell’uomo. Una bambina la spinse in un lato. Voleva conquistarsi uno spazio per guardare meglio all’interno del banco frigo. Annie le rivolse un’occhiata inviperita.
- Ehiiii...brutta cicciona... - esclamò restituendole il colpo. La sconosciuta indossava uno abitino rosa svolazzante. Cominciò a piangere. I lacrimoni le uscivano copiosi dagli occhi rigandole le guance paffute.
- Annie... Annie...cosa fai...? - intervenne Serena prendendola per un braccio. La ragazza reggeva nell’altra mano il gelato.
- Sua figlia è una grande maleducata... - esclamò una donna di mezza età. Era intervenuta in difesa della piccola in lacrime.
- Ha cominciato prima lei... - gridò Annie.
- Non è vero... - disse l’altra bimba singhiozzando - E’ stata lei. Ha cominciato prima lei...- Serena si affrettò ad uscire dal bar. Attraversò la strada tenendo Annie per la mano.
- E’ la verità... - ripetè la piccola - Ha cominciato prima lei... - La giovane rimase in silenzio. Sembrava non avere udito affatto quelle poche parole di giustificazione. Raggiunsero una panchina poco distante.
- Siediti... - ordinò - Quando avrai finito di mangiare il gelato raggiungeremo Davide in palestra. - Annie cominciò a leccare il pistacchio. Continuò con un movimento rotatorio della lingua. Le piaceva il contrasto con il cioccolato. Sollevò lo sguardo. Serena aveva acceso una sigaretta. Fumava aspirando profondamente. Due filini di fumo le fuoriuscivano dalle narici. Fu in quel momento che la piccola notò le labbra truccate. Serena aveva usato un rossetto viola.
- Perchè hai le labbra viola...? - chiese Annie.
- Non ti piacciono...? - continuò la ragazza rivolgendole lo sguardo.
- Anche mio nonno ha le labbra viola... - rispose la piccola. Serena scoppiò in una sonora risata. Intanto la bambina del bar passò a pochi passi dalla panchina. Era in compagnia di due donne. Annie la guardò con aria di sfida. La sconosciuta reagì mostrandole la lingua.
- Vedi...vedi... - esclamò Annie scuotendo Serena per un braccio - Mi ha fatto la lingua...- La ragazza le fece cenno di restare in silenzio.
- Non è giusto... - insistè la piccola - Mi ha fatto la lingua...-

In palestra la squadra di Davide stava facendo gli allenamenti. L’ambiente era ampio. La luce filtrava dalle vetrate. Si sentiva un odore di gomma.
- Andiamo laggiù... - indicò Serena. La bambina guardò nella direzione indicatale. Diede un’occhiata all’area di gioco. L’allenatore sembrava nervoso.
- Ti piace il basket...? - chiese Serena.
- Non mi piace il mister...- rispose Annie - E’ antipatico. Grida troppo. Chi si crede di essere...?-
- Quale sport preferisci...?- insitè Serena.
- Il nuoto... - continuò la piccola - mi piace l’acqua. - Serena alzò il braccio in segno di saluto. Davide aveva notato la loro presenza.

Continua...

Angela Colella


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