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Angela e Sara: l’amore strano a Favignana nel diciannovesimo secolo


La regista siciliana Donatella Maiorca ha presentato "Viola di mare" al Festival di Roma, un film liberamente tratto dal romanzo "Minchia di Re" di Giacomo Pilati. Nel cast Isabella Ragonese, Valeria Solarino ed Ennio Fantastichini.
mercoledì 28 ottobre 2009, di Dario Adamo - 1266 letture

A Favignana, una piccola isola non lontano dalla Sicilia dove si estrae tufo e si vive di pesca, due donne sono colpevoli d’amarsi. E’ da poco passata la prima metà del diciannovesimo secolo e di cose “strane” nessuno ne ha mai viste, né sentito parlare. Le donne stanno a casa, gli uomini si spaccano la schiena tutto il giorno e i fidanzamenti sono imposti dalle famiglie, senza possibilità di replica. Ma qualcuno lì si ama di un amore forte, anomalo, ed è disposto a sconvolgere tutto e tutti pur di coronare il proprio sogno.

Angela e Sara (Valeria Solarino e Isabella Ragonese) sono le protagoniste di Viola di Mare, film diretto dalla regista siciliana Donatella Maiorca che dopo la partecipazione in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma è adesso in programmazione nelle sale italiane. Liberamente tratto dal romanzo “Minchia di Re” del giornalista e scrittore Giacomo Pilati, il film racconta la storia di Angela, figlia del burbero Salvatore, uomo di fiducia del barone dell’isola e responsabile della maggiore attività di sostentamento del paese, l’estrazione del tufo. Salvatore non ha mai accettato Angela, primogenita femmina, alla quale avrebbe preferito un bel figlio maschio, degno di proseguire la sua attività. E invece Angela non solo è del sesso sbagliato, ma ama anche la persona sbagliata e cioè un’altra donna, Sara, la sua prima compagna di giochi. Ciò causerà la repressione severa da parte del duro Salvatore che terrà isolata la povera figlia, “malata” e fuori di senno. La metamorfosi anagrafica e sociale, possibile grazie a un conto in sospeso con il parroco del paese, è l‘unica soluzione che permette alle due donne di vivere insieme e avere una vita ”normale”. Ma una scelta così non potrà che avere delle conseguenze, il caro prezzo da pagare per aver dato ascolto al proprio cuore…

Dopo il suo esordio cinematografico con “Viol@” e tanta televisione, Donatella Maiorca torna dietro la camera da presa scegliendo un bellissimo paesaggio (le campagne messinesi nei pressi di Capo d’Orlando e la stessa isola di Favignana) per raccontare una storia difficile, ispirata a fatti realmente accaduti nella Sicilia del 1800 e che sembra pensata apposta per uscire all’indomani della bocciatura alla camera della legge anti-omofobia. Oggi come ieri, a Favignana come a Roma, si tratta della difficoltà di amare una persona dello stesso sesso con coraggiosa sfrontatezza, scelta di vita che qui, grazie soprattutto alla pregevole interpretazione delle due attrici protagoniste, è messa in scena con il giusto equilibrio in quanto a intensità emotiva, senza esasperazioni uterine né stereotipi di genere.

Un progetto difficile da portare a termine, ma mandato avanti grazie alla perseveranza delle tre produttrici (Giovanna Emidi, Silvia Natili e la più nota Maria Grazia Cucinotta che interpreta anche una parte nel film) e di Giulio Violati, sorretti in questo da Cinesicilia e la Sicilia Film Commission, realtà sempre più presenti nel supportare progetti cinematografici realizzati nell’isola. Una “sfida” che già nel primo week end di programmazione ha avuto un riscontro positivo da parte del pubblico e che promette di far riaccendere il dibattito sui temi caldi dell’ultimo periodo, dalla violenza omofoba all’eguaglianza dei diritti.

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