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Ancora della questione meridionale

Ancora una volta il Governo boccia le possibilità di sviluppo per la Sicilia, che sia iniziata e stia continuando la Nuova Questione Meridionale?
di Giuseppe Marziano - mercoledì 4 aprile 2007 - 2197 letture

Già da queste pagine virtuali ci siamo occupati di quella che io stesso ho definito la "Nuova Questione Meridionale secondo Prodi”. In quell’articolo ci siamo occupati delle attività che il Governo non sta facendo e che vanno tutte contro lo sviluppo della Sicilia, nel particolare.

Il ponte non si fa, perché opera costosa, di grande impatto ambientale, per pericolo d’infiltrazioni mafiose. Il Ministro Di Pietro, aveva promesso il reinvestimento dei capitali verso opere minori ma di grande importanza. Noi che la Sicilia la viviamo, noi che la vogliamo vedere cambiata, di queste opere non ne vediamo traccia.

L’ultima, dal Ministro Amato, con la bocciatura del Casinò di Taormina, attività a rischio d’infiltrazione mafiosa. Sembra che questa frase sia stata presa “a mo di scusa” per bocciare tutte le proposte di sviluppo della Sicilia. Non discutiamo la bontà delle idee per lo sviluppo, discutiamo dei metodi di valutazione, se mai ci sono, non discutiamo del concetto informato di Mafia, che dovrebbe avere il Ministro Amato, e neanche della conoscenza del tessuto sociale siciliano, quello teso allo sviluppo intendo.

I fatti concreti sono che la Sicilia sta essendo marginalizzata rispetto alle attività gestionali del Governo, rispetto alle infrastrutture progettabili, rispetto alle attività di sviluppo. Vogliono, loro, che siano portati avanti i piani assistenziali dei POR, dei vari Leader, I e II, e altro. Queste attività per altro registrano una forte attività di richiesta di sviluppo, una forte propensione all’imprenditoria. Si registrano due trend opposti, quello positivo definito dai piani POR che vedono centinaia di progetti volti all’imprenditoria, e quello definito dal Governo, negativo, che boccia tutte le proposte di sviluppo. Forse dalle pagine di un libro di storia leggeremo le motivazioni dati agli storici, che normalmente non coincidono mai con quelle vere.


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