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Ancora Vulpitta


Ancora una volta una Trapani antirazzista ha accolto il corteo che ormai da cinque anni a questa parte ricorda i sei giovani immigrati, Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nasim, che persero la vita nell’incendio scoppiato nel centro di permanenza temporanea "Serraino Vulpitta".
mercoledì 12 gennaio 2005, di Dario Marletta - 1809 letture

Ancora una volta una Trapani antirazzista ha accolto il corteo che ormai da cinque anni a questa parte ricorda i sei giovani immigrati, Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nasim, che persero la vita nell’incendio scoppiato nel centro di permanenza temporanea "Serraino Vulpitta". La manifestazione viene promossa ogni hanno dal coordinamento per la pace di Trapani. Molte ogni anno le sigle che aderiscono. Meta fondamentale del corteo è stata il Vulpitta, dove i manifestanti sono stati accolti dalle tante voci degli immigrati che oggi il centro imprigiona.

Centri di accoglienza? Una falsa! Di accoglienza nemmeno l’ombra. Lager del nuovo millennio questo si che è il nome che può essere dato a questi edifici. Luoghi dove i diritti non esistono e l’ abuso è feroce, dove l’unica colpa di un rinchiuso è quella di non essere nato dalla parte dei "giusti", dalla parte di chi oggi ha dimenticato il proprio passato. Anche noi abbiamo avuto una storia molto simile alla loro. Anche i nostri padri e i nostri nonni hanno cercato fortuna in terre lontane dalla loro, e anche loro hanno sofferto la diversità. Ma allora perché non si riesce a comprendere che emigrare non è un reato? Forse perché l’uomo è molto bravo a dimenticare!

Non vengono a rubarci il lavoro,come a molti piace pensare,ma vogliono soltanto una vita migliore,una vita che qualcuno ha pensato bene di negare.

Questo corteo era formato da chi ha avuto la capacità di ricordare e di capire che l’impoverimento di questa gente è dovuto a quell’ Occidente che ha sfruttato e continua a sfruttare e devastare la loro terra. Nel ricordo di quei poveri ragazzi che quella notte tra il 28 e il 29 novembre del 1998 non dovevano trovarsi nel lager Vulpitta, i manifestanti hanno voluto dire No ai CPT e No alla Bossi-Fini,che oggi vuole condannare la diversità.

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