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Anche in Italia un referendum su scelte economiche?

Fabrizio Tomaselli dell’Esecutivo nazionale Usb analizza con un breve resoconto, quanto emerso dall’ultimo G20. (da Ufficio Stampa Usb: Rossella Lamina)
di Redazione - martedì 8 novembre 2011 - 1996 letture

“Altro che monitoraggio sulla realizzazione delle misure del governo, siamo di fronte ad una grave e complessiva cessione di sovranità del nostro paese”, così Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo nazionale USB, commenta gli esiti del G20.

“Come in un vero e proprio protettorato del secolo scorso, in mano italiane viene lasciata la gestione ‘amministrativa’ dello stato e dell’ordine interno, mentre le questioni economiche ed internazionali sono ormai quasi del tutto passate a chi ha dettato le misure antipopolari che il governo Berlusconi sta tentando di imporre”.

Prosegue Tomaselli: “Non sappiamo se questa ‘tutela coattiva’ porterà ad una vera e propria colonizzazione economica, o se più semplicemente verremo tenuti in quarantena sino a quando, prosciugati economicamente e socialmente, saremo ridiventati un mercato appetibile.

Di certo siamo di fronte ad un cambiamento storico dell’Unione Europea, che sta sempre più divenendo un soggetto politico guidato dai due stati più forti economicamente, politicamente e militarmente, i quali gestiscono l’intero continente per conto dei grandi capitali finanziari internazionali”.

“L’enorme pressione per costringere Papandreou alla marcia indietro rispetto al referendum in Grecia – sottolinea il dirigente USB - dimostra questa nuova fisionomia assunta dalla UE. Noi crediamo invece che in Italia si debba e si possa effettuare un referendum per decidere se il debito contratto per salvare banche e profitti di speculatori debba essere pagato ancora una volta da chi ha sempre pagato, o se invece si debba rifiutare tale ricatto e colpire rendite ed evasione fiscale, andando a redistribuire complessivamente e radicalmente la ricchezza nel nostro paese”.

Aggiunge Tomaselli: “Questo referendum sarebbe indispensabile anche per costringere tutte le forze politiche, di centro-destra e di centro-sinistra, ad esprimersi chiaramente e pubblicamente su quale progetto/programma intendono portare avanti sin dalle prossime elezioni.

E se queste non avvertono l’esigenza di restituire al popolo il potere di decidere, noi invece cercheremo di farlo in tutti i modi possibili, compreso lo sciopero generale che abbiamo indetto per il prossimo 2 dicembre, ed attraverso un eventuale referendum autogestito, il cui lancio è stato annunciato dalle forze politiche e sociali riunite nel Coordinamento 1° Ottobre”, conclude Tomaselli.


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