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Anche i Pompieri in piazza a Siracusa!

Un umile segnale da un mondo che opera nel rischio e che ricordiamo solo nelle tragedie.
di Piero Buscemi - venerdì 12 dicembre 2003 - 4156 letture

Si. Ci si sono messi anche loro. Con le loro tute a bande gialle. Senza troppa enfasi, hanno invaso la città stamattina (10 dicembre) con in mano un volantino di dignità da trasmettere alla cittadinanza e qualche striscione sindacale a rappresentarli. Li avevamo lasciati tra le macerie delle Twin Towers a New York, tra le auto esplose dagli attentati mafiosi o sulle scale improvvisate a recuperare qualche gatto disubbidiente. Loro sono venuti a risvegliare la nostra distrazione. Con modestia, provando a non dare molto fastidio. Quasi chiedendo scusa. Ci hanno parlato delle difficoltà avute nel comunicare le loro ragioni, della politica "egocentrica", come l’hanno definita nel volantino, di un dirigente locale non troppo propenso a dare voce alle organizzazioni sindacali, del loro lavoro pericoloso, portato a termine tra rischi evitabili e mezzi in dotazione obsoleti ed insufficienti. Ci hanno parlato di un contratto di lavoro scaduto, che si trascina da anni e che nessuno ha troppa fretta di rinegoziare, di stipendi dissanguati dall’inflazione e di una professionalità mai del tutto riconosciuta. Qualcuno si è affacciato alla finestra cercando di capire le loro proteste, qualcun altro li ha seguiti per un po’ lungo il corteo. Loro hanno ringraziato distribuendo il volantino e poi si sono diretti verso il Municipio a rivendicare il diritto di un’indennità rischio legata agli eventi calamitosi avvenuti nel 2002 (vedi emergenza Etna). Hanno chiesto il dovuto che attendono da più di un anno, e che hanno visto centellinato come un’elemosina, ottenendo fino ad oggi solo il 70% dell’intero importo. Oggi, in cambio di missioni al limite della sicurezza e di straordinari dovuti ad eventi eccezionali quali calamità naturali, hanno ricevuto una promessa di interessamento della classe politica della città. Intanto, come in altri settori del mondo del lavoro ormai al collasso, hanno dovuto fare i conti con un mancato incremento degli organici, che oggi registra un rapporto, tra il numero di vigili del fuoco e i cittadini, di 1 V.F. su 4000 abitanti. Un dato preoccupante se paragonato alla media nazionale di 1/2000, e che diventa allarmante, se si confronta con la media europea, pari a 1/1000. Le conseguenze sono facilmente intuibili: turni massacranti che incrementano il rischio e minore garanzia di sicurezza per la collettività.

Vogliamo chiudere questo articolo riportando l’appello che gli stessi Vigili del Fuoco hanno utilizzato per sensibilizzare la gente al loro problema, con la speranza che i politici della città non abbiano troppa inutile dialettica, per spegnere una protesta giusta: SOCCORRETE I SOCCORITORI perché la sicurezza non è un optional, ma una certezza per il cittadino e che deve essere garantita a tutti in modo omogeneo.


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