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Allarme PFAS in 16 Regioni italiane

Perché l’Italia è così colpita da questa contaminazione?

di GREENPEACE - mercoledì 5 giugno 2024 - 549 letture

Nella nostra ultima inchiesta sui PFAS, presentata alla Camera dei Deputati, riveliamo come in Italia la contaminazione da PFAS, queste sostanze chimiche pericolose, è un fenomeno diffuso, che riguarda molti corsi d’acqua di tutte le Regioni italiane in cui sono state finora cercate, nessuna esclusa.

La nostra indagine mostra gli esiti delle analisi fatte dalle ARPA regionali e delle province autonome in Italia tra il 2019 e il 2022 sulla presenza di PFAS in fiumi, laghi e acque sotterranee. Si tratta di quasi 18 mila analisi positive a queste sostanze, un risultato che mostra chiaramente un inquinamento ambientale esteso e molto grave nel nostro Paese.

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Perché l’Italia è così colpita da questa contaminazione? La risposta è semplice: per il profitto delle industrie che continuano impunemente a inquinare grazie all’assenza di una legge che vieti l’uso e la produzione di queste sostanze. Un esempio è l’azienda chimica Solvay (oggi Syensqo), unica in Italia ancora attiva nella produzione di PFAS.

Il problema infatti è che sono pericolosi anche per le persone! A dicembre 2023 la IARC, l’agenzia delle Nazioni unite per la ricerca sul cancro, ha dichiarato che alcuni PFAS sono cancerogeni o potenzialmente tali.

La percentuale di valori positivi ai PFAS varia da Regione a Regione, anche a seconda dell’accuratezza delle misurazioni effettuate dai diversi enti pubblici. Basilicata (31%), Veneto (30%) e Liguria (30%) sono le Regioni con la più alta percentuale di analisi positive rispetto ai controlli effettuati tra il 2019 e il 2022. Anche altre sei Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Campania) presentano un tasso di positività superiore al 10% nel periodo preso in considerazione.

Il Veneto invece è la Regione dove troviamo le più alte concentrazioni di alcuni PFAS come PFOA e PFOS. Un risultato che non sorprende visto che questa Regione è da anni teatro di una delle più gravi contaminazioni in tutta Europa, a causa di un inquinamento ambientale che coinvolge anche le acque potabili di diversi comuni nelle province di Vicenza, Verona e Padova. I dati evidenziano criticità anche nell’alessandrino, nel novarese, in Lombardia (province di Como, Lecco, Pavia e Monza Brianza), nel Lazio (Roma, zona Ponte Galeria e viterbese), in Emilia Romagna e in Abruzzo.

La situazione rappresentata dai dati della nostra inchiesta è grave, ma la realtà potrebbe essere anche peggiore perché si tratta di dati parziali. In quattro Regioni del sud Italia (Puglia, Sardegna, Molise e Calabria), dal 2017 al 2022 non risulta invece alcun controllo sulla presenza di PFAS nei corpi idrici.

Per tutelare l’ambiente e la salute delle persone, gli Stati Uniti e diversi Paesi europei hanno già adottato dei limiti all’uso dei PFAS, sostituendoli con alternative più sicure già disponibili.

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