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All’ombra di Sgt. Pepper: intervista a Federico Ferrari

Fra le tante celebrazioni per la ricorrenza della pubblicazione del disco dei Beatles c’è "All’ ombra di Sgt. Pepper. Storia della musica psichedelica inglese", proposta editoriale curata dal bolognese Federico Ferrari e pubblicata per la Coniglio Editore

di Elisabetta Corsini - sabato 21 luglio 2007 - 4885 letture

Sono passati ormai quarant’ anni dall’ uscita di "Sgt. Pepper", il leggendario disco con il quale i Beatles arrivarono all’ apice della loro creatività, realizzando un capolavoro considerato da molti l’ album più importante della storia del rock. Era l’ 1 giugno 1967, l’ inizio della stagione che passerà alla storia come la Summer of Love, quando si parlava molto di pace e amore, e speranze e utopie giovanili raggiunsero il culmine.

Fra le tante celebrazioni di questa ricorrenza c’è "All’ ombra di Sgt. Pepper. Storia della musica psichedelica inglese", proposta editoriale curata dal bolognese Federico Ferrari e pubblicata per la Coniglio Editore: dj, musicista, collaboratore di riviste musicali, alla fine degli anni ’60 Ferrari era piccolissimo :" Nel 67 avevo appena due anni - racconta Ferrari - il mio interesse per la musica psichedelica è maturato quindi più tardi, negli anni ’80, quando a Bologna andavo alla ricerca dei dischi degli anni ’60, vere e proprie rarità. In città c’era una cultura underground molto diffusa specie fra i giovanissimi, fra i 18 e i 25 anni, che riguardava non solo la musica ma anche l’ arte, la moda, il cinema. Molti di noi andavano in controtendenza rispetto alle mode dominanti e alla musica pop suonata da band usa e getta, allora molto in voga. Di sabato ci incontravamo e organizzavamo feste nel locale che oggi è il Covo e che vent’ anni fa si chiamava Casalone Rock Club".

Il libro di Ferrari è un viaggio nell’ universo culturale e artistico londinese alla fine degli anni ’60, e ripercorre la storia e la discografia di molte formazioni considerate "minori" ma che in realtà diedero un contributo molto importante alla musica psichedelica inglese nel biennio 1967/1968, muovendosi all’ ombra di band come i Beatles e i Pink Floyd: "Sgt. Pepper ha rappresentato il punto di massima emancipazione della musica giovanile - dice Ferrari - è un disco che ha segnato il passaggio dal puro intrattenimento all’ arte, e nello stesso tempo è un disco che è stato compreso e apprezzato da tutti. Ha rappresentato una svolta rivoluzionaria dal punto di vista musicale e culturale e ha influenzato generazioni di musicisti. Dopo l’uscita di quell’ album, molti smisero di considerare la musica delle nuove generazioni come roba di scarsa qualità".

E proprio dopo la pubblicazione di Sgt. Pepper, il mitico quartetto di Liverpool, per usare un’ espressione di John Lennon, divenne più famoso di Gesù. Il prossimo libro di Ferrari riguarderà ancora i favolosi anni ’60 e i Beatles:" Sto svolgendo una ricerca sul rapporto fra Lennon e Mc-Cartney nel periodo che precedette lo scioglimento del gruppo: fu il momenti in cui i due musicisti raggiunsero la massima conflittualità, ci furono anche strascichi dal punto di vista legale. Sui Beatles è stato detto ormai di tutto quindi la mia ricostruzione storica di quegli eventi sarà molto precisa e dettagliata".


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