Sei all'interno di >> Flash |

All’Istituto Spallanzani di Roma sono iniziate le vaccinazioni contro il vaiolo delle scimmie

di Redazione - lunedì 8 agosto 2022 - 950 letture

All’Istituto Spallanzani di Roma sono cominciate le prime somministrazioni in Italia del vaccino contro il vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus). L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ha detto che per la prima giornata sono previste una decina di somministrazioni. La vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie non è obbligatoria e al momento il ministero della Salute in una circolare ha escluso la necessità di una campagna vaccinale di massa, viste le modalità di contagio e la velocità di diffusione del virus attuale. Anche per via della scarsità delle dosi attualmente disponibili, possono prenotarsi solo le categorie che il ministero ha definito a rischio contagio: le persone che lavorano in laboratorio a contatto con il virus e le «persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM)» che hanno comportamenti sessuali considerati rischiosi dalle autorità sanitarie (sono indicati nel testo della circolare).

Per il momento le vaccinazioni sono iniziate solo allo Spallanzani, e dovrebbero cominciare nei prossimi giorni anche nelle altre tre regioni in cui si sono registrati più contagi. In queste regioni sono state distribuite in tutto 4.200 dosi di vaccino: 2mila alla Lombardia, 1.200 al Lazio, 600 all’Emilia-Romagna e 400 al Veneto.

Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva causata dal virus MPXV (Monkeypox virus) e non va confusa con il ben più rischioso vaiolo, malattia dichiarata eradicata nel 1979 dall’OMS in seguito a una massiccia campagna di vaccinazione condotta tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta. Una persona infetta può in alcune circostanze contagiarne un’altra, per esempio attraverso gocce di saliva, contatti con ferite o liquidi biologici infetti, ma le vie di trasmissione umano-umano non sono ancora completamente chiare. A oggi, la malattia non è inoltre classificata come sessualmente trasmissibile.

I virus, compreso questo, non fanno distinzione tra genere, età e orientamento sessuale delle persone: semplicemente prosperano in alcune specifiche condizioni e di conseguenza sono più presenti o hanno maggiori effetti in alcuni individui. Nel caso del vaiolo delle scimmie, un’ipotesi per spiegare come mai finora la maggior parte dei casi abbia riguardato uomini che fanno sesso con altri uomini è che abbia iniziato a circolare per caso in un gruppo di questi, rimanendo poi nella comunità.


Fonte: Il Post.



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -