Una miscellanea di episodi che dimostra la pericolosa china su cui è avviato il nostro povero Paese
• Sapete qualcosa della quarantina di lavoratori del catering Alitalia, Ligabue? Beh, non siete i soli. La Ligabue è fallita sei anni or sono e quei lavoratori sono diventati desaparecido. Comunque siete in buona compagnia perché il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha dichiarato pochi giorni fa a Radio Popolare di Milano, di non conoscere il numero esatto dei dipendenti Alitalia.
Come si vede siamo in buone mani e mentre Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, firmava l’accordo, Veltroni andava e veniva da New York e Berlusconi si faceva massaggiare in una beauty farm in Umbria. Questo non toglierà, naturalmente, il fatto che tutti e due rivendicheranno di essere stati indispensabili per il salvataggio dell’Alitalia. Anzi. Veltroni l’ha già fatto in quella che è ormai la terza camera del Parlamento, cioè a Porta a Porta.
Salvataggio? Vittoria? La Cai assumerà 12.500 persone. Tra Alitalia e Air One ci sono 21.500 lavoratori. Quindi, 9 mila sono senza lavoro. Sembra che 3.250 di loro, potranno usufruire della cassa integrazione guadagni e mobilità. Fuori ne rimangono 5.750 più 3 mila che sono già precari fra Alitalia e Air One. In tutto, 8.750 persone senza lavoro.
In questa vicenda c’è stato un po’ di tutto. Dai ricatti agli ultimatum, dalle trattative segrete alle banche amiche, dai consulenti del governo ai consulenti della Cai (sempre le medesime persone). Il tutto infarcito da affermazioni pericolose e spesso scellerate. Conflitto d’interesse? Non scherziamo. Siamo in Italia non negli Stati Uniti patria del liberalismo. Siamo in un Paese in cui il presidente del Consiglio è il re del conflitto d’interesse, figuriamoci se Benetton e soci dovranno mai rispondere di questa accusa. Siamo il Paese dove la Cai è presieduta da uno dei cosiddetti “capitani coraggiosi” di dalemiana memoria e suo figlio, guarda caso, è “ministro ombra” del Pd.
Comunque è fatta. I futuri neo assunti avranno paghe da fame e chi andrà alla Cai dovrà passare da una non meglio precisata “selezione”. E così, con buona pace del sindacato, ci saranno le discriminazioni di natura politica o sindacale. E’ il nuovo che avanza. Che usa però i soliti vecchi metodi. La parte “cattiva” della compagnia, la cosiddetta bad company resta sul nostro groppone come, del resto, i debiti del padano Carlo Toto, patron dell’Air One. Prima hanno indebolito l’Alitalia a favore di Air One ed ora si mette tutto assieme. Una grande furbata che andava premiata ed infatti, come detto da queste colonne, gli amministratori delegati di Alitalia sono stati riccamente premiati.
• Intanto alla Rai il Pdl fa mancare, in continuazione, il numero legale e così non si può eleggere il presidente della Vigilanza sulla Rai. Né, di conseguenza, il presidente Rai. Claudio Petruccioli è ormai come il petrolio: nelle quotazioni, un giorno va su, un giorno giù anche se gode di buone entrature nelle destre, in particolare con il sodale Felice Confalonieri che lo aveva già nominato presidente la volta scorsa e che lo vorrebbe ancora oggi, nello stesso posto, perché, sempre secondo Confalonieri, ha lavorato bene. E’ anche questa l’Italia: il presidente della Rai è nominato, di fatto, dal presidente di un gruppo privato concorrente, di proprietà, guarda caso, del presidente del Consiglio. E si va avanti così, fra una Carrambata e un’isola dei più o meno famosi.
• Il Papa chiede la “parità” tra la scuola cattolica e quella statale. Forse non ha fatto bene i conti perché da come sta andando, fra poco, dovrà essere la statale a chiedere la parità. C’è un articolo della Costituzione che dice che le scuole private possono benissimo esserci ma “senza oneri per lo Stato”. Banalità. I soldi alle private arrivano in continuazione mentre i rettori delle Università protestano di non poter pagare gli stipendi a causa dei numerosi tagli della finanziaria. La ministra Gelmini conferma 132 mila tagli a docenti e personale (87 mila solo i docenti) e il maestro unico. Si comincia a protestare e lo fa anche l’opposizione. Come? Manda l’ex ministro all’Istruzione, Giuseppe Fioroni, davanti ad una scuola elementare milanese a volantinare. Accorrono i fotografi e lui pacioso sorride e volantina. Il volantino è contro le politiche scolastiche del governo Berlusconi. Sante parole. Soltanto che ci vorrebbe un po’ più di coerenza. Fioroni, quando era ministro, ha tagliato 25 mila posti di lavoro ed ha portato avanti, con le fondazioni, il progetto della privatizzazione delle scuole pubbliche tanto che questo governo sta lavorando proprio su quel progetto. E non ha finanziato solo le private scuole elementari, ma anche le medie e le superiori. Ha fissato il numero massimo degli insegnanti di sostegno e non ha fatto nulla per cambiare l’operato della Moratti. E via di questo passo.
• In tutte le città, grandi e piccole, i sindaci hanno scoperto la “sicurezza percepita” e si danno un gran daffare per trovare la delibera più originale. Se a Milano si multano prostitute e clienti, in certi paesini è proibito “bivaccare” in luoghi pubblici o “asportare” bevande anche analcoliche. Per loro è importante il “decoro urbano” che non è quel determinato brutto palazzo speculativo, ma il mendicante che chiede l’elemosina. In questo caso il mendicante va multato, ma non è detto che pagherà la multa visto che è un mendicante. A Milano la cocaina scorre a fiumi. Grandi manager, formato Alitalia e politici di tutti i colori, ne fanno largo uso. Questo però va bene. Ciò che non va bene è la “canna” fumata da ragazzotto in un parco. In Consiglio comunale non si riesce, da tempo, a far approvare l’istituzione della Commissione antimafia. I cittadini milanesi di questo dovrebbero aver paura, ma i media gli hanno messo in testa che il vero pericolo sono i rom e gli altri “diversi” Le colonne dei giornali sono pieni di ipocrisia e demagogia e non raccontano con la stessa enfasi le gesta dei nazi-fascisti.
In questo senso ci mancava la dichiarazione del portiere del Milan, Christian Abbiati che ha affermato: “Non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la patria e i valori della religione cattolica”. E perché mai, di grazia, dovrebbe vergognarsi. Se anche un ministro della Repubblica che ha giurato sulla Costituzione esalta ufficialmente i “ragazzi di Salò”, Abbiati ha tutto il diritto di rimpiangere quei tempi quando il governo “garantiva la sicurezza dei cittadini”.
• E per non farci vedere provinciali, passiamo all’estero. Una notizia dal Parlamento europeo c’informa che lo stesso ha detto “no” al voto degli extracomunitari. Ben 27 eurodeputati socialisti del Pse hanno votato contro affossando così la norma. Interpellati, molti hanno dichiarato che, al momento del voto, erano “distratti”. Che facevano? Leggevano? Facevano le parole crociate? Si pulivano il naso dalle caccole o le orecchie? Quando un tornitore, sbaglia un pezzo per “distrazione”, viene licenziato. Questi, invece, sono rieletti e continuano a percepire una paga molto maggiore di quella del governatore della California che prende circa 150 mila euro l’anno. Inevitabile e capibile la gioia del leghista Mario Borghezio: “E’ passata la linea della Lega, né più né meno”.
• Per ultimo, ma solo in ordine di tempo, l’immunità per i ministri. L’ha inventata, diciamo così, l’on. Giuseppe Consolo, di An che vuole applicarla “anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge”. Consolo, guarda il caso, è l’avvocato di Altero Matteoli, ministro del governo Berlusconi. A Livorno pende su di lui un processo per favoreggiamento. Naturalmente è un caso. Come è stato un caso che in Senato, a grandissima maggioranza, si è votato contro la richiesta di arresto dell’onorevole Nicola Di Girolamo, del partito di Berlusconi.
• Basta. Non voglio continuare a rovinarmi il fegato. Di positivo c’è stata, a Milano, una bella manifestazione di protesta per l’omicidio di Abdoul Guiebre, “Abba”. A proposito. Il Pd non ha aderito, ma ignoro le alte motivazioni. E ancora una cosa: mercoledì 24 settembre sono morti sul lavoro tre persone. Nessun problema. I giornali erano pieni, quel giorno, dell’ultima amletica cretinata di due ministri: la strage di Castelvolturno è guerra civile o guerra tra bande? Tre morti sul lavoro, in fondo, sono solo un dettaglio.