Al Deputato Berlusconi Silvio

"Qui fra i coglioni vi sono persone come Marco Travaglio, come Michele Santoro, come Sabina Guzzanti, come Beppe Grillo, come Dario Fo, come Franco Cordero (quello che la prima volta l’ha chiamata Caimano), come Enzo Biagi, come Daniele Luttazzi ecc., che han dimostrato di non esser suoi paggi o servi, ma di essere diffusori della verità..."

di Ettore Lomaglio Silvestri - mercoledì 31 maggio 2006 - 3386 letture

Deputato Berlusconi Silvio,

la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che, mi consenta, definirei a tempo. Infatti è stato condannato Cesare Previti dopo l’elezione dei presidenti delle Camere, consentendogli di esprimere il proprio voto a favore del divo Giulio Andreotti. Immagino cosa sarebbe successo se la sentenza fosse stata pronunciata prima del 9 aprile. Allo stesso tempo la Corte di Cassazione ha deciso di assolvere quel giovane che la chiamò imbecille, perchè il termine non era offensivo. L’elenco delle sentenze contro di lei si allunga a dismisura, ma di questo lei non ne parla, preferisce dire che D’Alema ha fatto una campagna elettorale spietata contro di lei. Peccato che sia stato lei a chiamarlo coglione dandogli per compagnia i quasi venti milioni di italiani che han votato la sinistra.

Ma, caro cavaliere (e qui Totò direbbe ’Ma mi faccia il piacere! e De Filippo le farebbe una di quelle pernacchie...), qui fra i coglioni vi sono persone come Marco Travaglio, come Michele Santoro, come Sabina Guzzanti, come Beppe Grillo, come Dario Fo, come Franco Cordero (quello che la prima volta l’ha chiamata Caimano), come Enzo Biagi, come Daniele Luttazzi ecc., che han dimostrato di non esser suoi paggi o servi, ma di essere diffusori della verità. E questa verità non è parola vuota scritta su libri d’appendice ma è atto giudiziario che, sempre più spesso si trasforma in res iudicata, verità giudicata e insindacabile. E i venti milioni di coglioni sanno leggere bene e sanno che questa condanna di Previti è la prima grande certificazione della verità dei fatti contestati a lei e ai suoi vassalli, che rende sempre più fragile il castello di menzogne che si è costruito per arricchirsi anche a spese del diritto e dell’uguaglianza.

Conosciamo bene i nomi dei ’delinquenti’ che l’hanno attorniata e che l’attorniano che magari sono anche avvocati. Vede, io son figlio di un signore, nato il 28 settembre 1916 e morto il 14 agosto 1997, che è stato dal 1951 al 1990 uno dei principi del Foro penale di Bari. Io stesso ero avviato a ereditare il suo studio. Ma, a 19 anni, decisi che non avrei mai fatto l’avvocato perchè la mia coscienza mi impediva di difendere un colpevole. Sarò stato un coglione, ma l’onestà mi ha allontanato dal mondo dei Previti, dei Ghedini ecc. Non esulto per la condanna di Cesare Previti ma mi rattristo profondamente nel pensare che, nonostante Tangentopoli, sia stata ancora la corruzione e la collusione a regnare in Italia. Concludo dicendo ’Per fortuna che c’è la Giustizia’.

Ettore Lomaglio Silvestri

Concordo pienamente ed approvo. Mariateresa Morresi

P.S. Ricordi anche al signor Previti Cesare che la presunzione d’innocenza riconosciuta a tutti i cittadini italiani termina nel momento in cui vi è una sentenza passata in giudicato. Quindi, essendo lui cittadino italiano, condannato con sentenza passata in giudicato dalla Corte di Cassazione, non ha più diritto alla presunzione di innocenza, è quindi da considerarsi colpevole con una presunzione iuris et de iure, quindi non è ammessa prova contraria. Dicendo in giro che è un detenuto innocente dimostra soltanto di essere un presuntuoso quale è sempre stato.


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