"Qui fra i coglioni vi
sono persone come Marco Travaglio, come Michele Santoro, come Sabina
Guzzanti, come Beppe Grillo, come Dario Fo, come Franco Cordero (quello
che la prima volta l’ha chiamata Caimano), come Enzo Biagi, come Daniele Luttazzi ecc., che han dimostrato di non esser suoi paggi o servi, ma di essere diffusori della verità..."
Deputato Berlusconi Silvio,
la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che, mi consenta, definirei
a tempo. Infatti è stato condannato Cesare Previti dopo l’elezione dei
presidenti delle Camere, consentendogli di esprimere il proprio voto a
favore del divo Giulio Andreotti. Immagino cosa sarebbe successo se la
sentenza fosse stata pronunciata prima del 9 aprile. Allo stesso tempo la
Corte di Cassazione ha deciso di assolvere quel giovane che la chiamò
imbecille, perchè il termine non era offensivo. L’elenco delle sentenze
contro di lei si allunga a dismisura, ma di questo lei non ne parla,
preferisce dire che D’Alema ha fatto una campagna elettorale spietata
contro di lei. Peccato che sia stato lei a chiamarlo coglione dandogli per
compagnia i quasi venti milioni di italiani che han votato la sinistra.
Ma, caro cavaliere (e qui Totò direbbe ’Ma mi faccia il piacere! e De
Filippo le farebbe una di quelle pernacchie...), qui fra i coglioni vi
sono persone come Marco Travaglio, come Michele Santoro, come Sabina
Guzzanti, come Beppe Grillo, come Dario Fo, come Franco Cordero (quello
che la prima volta l’ha chiamata Caimano), come Enzo Biagi, come Daniele
Luttazzi ecc., che han dimostrato di non esser suoi paggi o servi, ma di
essere diffusori della verità. E questa verità non è parola vuota scritta
su libri d’appendice ma è atto giudiziario che, sempre più spesso si
trasforma in res iudicata, verità giudicata e insindacabile. E i venti
milioni di coglioni sanno leggere bene e sanno che questa condanna di
Previti è la prima grande certificazione della verità dei fatti contestati
a lei e ai suoi vassalli, che rende sempre più fragile il castello di
menzogne che si è costruito per arricchirsi anche a spese del diritto e
dell’uguaglianza.
Conosciamo bene i nomi dei ’delinquenti’ che l’hanno attorniata e che
l’attorniano che magari sono anche avvocati. Vede, io son figlio di un
signore, nato il 28 settembre 1916 e morto il 14 agosto 1997, che è stato
dal 1951 al 1990 uno dei principi del Foro penale di Bari. Io stesso ero
avviato a ereditare il suo studio. Ma, a 19 anni, decisi che non avrei mai
fatto l’avvocato perchè la mia coscienza mi impediva di difendere un
colpevole. Sarò stato un coglione, ma l’onestà mi ha allontanato dal mondo
dei Previti, dei Ghedini ecc. Non esulto per la condanna di Cesare Previti
ma mi rattristo profondamente nel pensare che, nonostante Tangentopoli,
sia stata ancora la corruzione e la collusione a regnare in Italia.
Concludo dicendo ’Per fortuna che c’è la Giustizia’.
Ettore Lomaglio Silvestri
Concordo pienamente ed approvo. Mariateresa Morresi
P.S. Ricordi anche al signor Previti Cesare che la presunzione d’innocenza
riconosciuta a tutti i cittadini italiani termina nel momento in cui vi è
una sentenza passata in giudicato. Quindi, essendo lui cittadino italiano,
condannato con sentenza passata in giudicato dalla Corte di Cassazione,
non ha più diritto alla presunzione di innocenza, è quindi da considerarsi
colpevole con una presunzione iuris et de iure, quindi non è ammessa prova
contraria.
Dicendo in giro che è un detenuto innocente dimostra soltanto di essere un
presuntuoso quale è sempre stato.