Ai posteri…

Difficile che essi riescano a sentenziare su questi anni
di Adriano Todaro - martedì 15 maggio 2018 - 1752 letture

Uno che se ne intendeva, nel 1821, ha scritto: “Ai posteri l’ardua sentenza”. I poveri posteri devono sempre sentenziare in modo arduo. Per questo noi vogliamo aiutarli, così che possano sentenziare sui giorni nostri con più soavità, tranquillità, in modo meno arduo.

Nel momento che scriviamo queste noterelle, la direzione del Pd si è conclusa ormai da tempo e si pensava di andare a votare con il costume a portata di mano. Invece, le cose sono cambiate ancora e, sembra che potrebbe nascere un governo M5S-Lega. Tutto a posto? Manco per nulla perché ecco che il “delinquente naturale” è riabilitato. Sempre delinquente ma potrà entrare in Parlamento. “L’ardua sentenza” è del 5 maggio. La direzione del Pd, invece, del 3 maggio. In mezzo, di lato, di sopra e di sotto, prima e dopo c’è però un bestiario mica da niente. Leggiamolo assieme e poi vi renderete conto che i posteri avranno il loro bel daffare per capire cosa cazzo volevano questi scienziati della politica.

Consigli per gli acquisti – La domenica è dedicata alla Messa e ai sermoni di Scalfari. In uno degli ultimi, consiglia Mattarella di scegliere Gentiloni come nuovo premier e Di Maio come vice premier. Mangiare pesante il sabato sera, non va bene per uno della sua età.

Colpa degli italiani – Matteo Orfini, lo scavatore cereo, è spesso invitato in Tv a dispensare il suo Verbo. E così afferma che “Di Maio e Salvini sono uguali”. Pensata profonda perché lui è stato, non dimenticatelo, responsabile Cultura del Pd (e ho detto tutto). Infatti, Alfano, il dentifricio Denis, il delinquente Silvio e tanti ancora erano diversi. Poi se la prende con gli italiani che hanno votato contro la riforma del suo capo, determinando così lo stallo per il nuovo governo. Questo non c’entra nulla ma lui lo dice ugualmente e siccome è sempre pallido, non riesce neppure a diventare rosso per la bugia.

Fuori di melone – Giorgia Meloni vuole un posticino, gli basterebbe anche uno strapuntino: “Ho ricevuto Luigi Di Maio su sua richiesta… lui ha chiesto il sostegno di Fratelli d’Italia a una premiership sua o di un altro esponente del M5S in cambio di un via libera a un nostro ingresso nel governo”. Versione Di Maio: “Siccome si stava parlando di un loro eventuale ingresso nel governo, volevo spiegarle perché il contratto sarà solo tra Lega e M5S. E’ stato un incontro cordiale”. Questi sono proprio fuori di cotenna.

Buona fortuna – Luigi Di Maio: “Ho capito che il segretario della Lega non vuole assumersi responsabilità di governo, non si dica che non ci ho provato fino alla fine, ma ora buona fortuna”. Soprattutto a noi.

Compatibili – Il padre della riforma costituzionale che gli italiani non hanno capito, è diventato vicepresidente della Camera. Bella carriera per l’ex ragioniere democristiano che recentemente ha dichiarato: “Noi siamo incompatibili con lega e 5Stelle, non con Fi”. Bene, bravo, bis.

Il Matteo fedele – “Non lascio Berlusconi. Non cambio idea ogni quarto d’ora come Renzi o Di Maio. Mi sono presentato alle elezioni con una squadra e vado avanti con quella”. Ogni commento è superfluo.

Lotta dura senza paura – Il reggente che regge, Maurizio Martina, ha cominciato ad accatastare materiale per le barricate. Promette “opposizione durissima” all’eventuale governo M5S-Lega. Poi indica una strategia da Scipione l’Africano però in versione moderna, direi automobilistica: “Guardare avanti anziché dallo specchietto retrovisore”. Non ci aveva pensato nessuno. Infatti, i tantissimi incidenti avvengono perché gli automobilisti invece di guardare avanti, guardano dietro. Mentre mangiano pop-corn.

Apperò – I senatori, anche neo, hanno ricevuto il primo stipendio. Totale 13 mila euro così suddivisi: 5.767 indennità maggiorata, 3.500 diaria, 2.090 rimborso per spese di mandato, 1.650 rimborso forfettario delle spese di mandato. Dal 4 marzo al 21 aprile, il Senato si è riunito 7 volte. Poi c’è stata la pausa dal 25 aprile all’1 maggio e hanno ripreso il 7 maggio. Alla Camera hanno lavorato 12 ore e 56 minuti e hanno preso circa 14 mila euro: 6 mila euro indennità maggiorata, 3.500 diaria, 3.690 rimborso collaboratori. Poi trasferimenti da e per l’aeroporto e spese telefoniche.

Viva il merito – Mauro Antonelli è diventato il coordinatore della segreteria della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), vacante da due anni. Questo è cosa buona e giusta. Ma è bravo questo Antonelli? Urca! Pensate che è stato capo di gabinetto della Madonna dei Boschi Fioriti quando la Madonna era ministra per le Riforme. Il Cai ha 4 mila interni. Possibile che nessuno aveva i titoli adeguati? Boh! So solo che le vie della Madonna sono infinite.

Eh sì. I posteri dovranno fare proprio uno sforzo per interpretare questi anni e sentenziare. Non è solo arduo farlo. E’ impossibile.

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Elisabetta dixit 7 – “Il Senato si costituisce parte civile nel processo sulla compravendita? E’ evidente che Grasso non può garantire quel ruolo di terzietà. Si dimetta. La democrazia è a rischio”. (Maria Elisabetta Alberti Casellati, eletta presidente del Senato, seconda carica dello Stato).


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