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Ai piedi del Castello di Mistretta


Una giornata a ridosso del Parco dei Nebrodi, tra le viuzze medioevali ed una finestra panoramica sulle Eolie.
mercoledì 10 maggio 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 1010 letture

Mistretta è una di quelle località che rappresenta più di altre il contatto del mondo moderno con un passato indelebile, nonostante i ripetuti tentativi di occultare questo binomio con le solite improvvisate attualizzazioni architettoniche.

Rientra tra quei paesini, non particolarmente battuti dal turismo di massa, specialmente in queste primi giornate di maggio, che consente al visitatore una visita approfondita e tranquilla del suo centro storico, attrattiva di un salto nel passato di almeno mille anni.

Situata a ridosso del Parco dei Nebrodi, nella Sicilia settentrionale, Mistretta ha origini antichissime che la collocano tra il mito e la ricostruzione storica, arricchendola di quel pizzico di mistero che non guasta mai. Per la sua posizione panoramica e di dominio sul Mar Tirreno, sul quale si affaccia da oltre mille metri sul livello del mare, non poteva lasciare indifferenti i Greci che, già insediati in Sicilia sette secoli prima di Cristo in quel di Naxos, sulla costa jonica messinese, non tardarono ad esplorare ed a mescolarsi con i locali, tracciando il territorio con i teatri, i ginnasi, le necropoli ed i templi.

Dopo l’inevitabile parentesi dei Romani, che invasero la cittadina con metodi meno pacifici ed integrativi dei predecessori greci, il periodo più interessante e che conserva parte del patrimonio artistico visitabile a Mistretta, è quello medioevale. Gli Arabi, di casa in Sicilia, che qui giunsero nell’827, oltre a portare la loro avanzata cultura, donarono alla cittadina quelle migliorie architettoniche delle quali erano maestri, tra tutte il restauro del Castello bizantino, situato sulla collina più alta del territorio.

E’ proprio questo antico maniero, i cui pochi resti perimetrali costituiscono una delle attrattive principali, al quale abbiamo dedicato la nostra visita. Arrampicarsi per gli scalini che conducono al maniero, voltando lo sguardo sotto verso le case medioevali che fanno di Mistretta un presepe allestito tutto l’anno, oppure sporgersi verso nord, in direzione di quell’orizzonte tra il blu del Tirreno e il celeste del cielo, a dissolvere le colline quasi impalpabili delle Isole Eolie, ripaga dello sforzo.

Passeggiare tra le sue viuzze, toccando con mano le pietre a mosaico che rivestono gran parte delle case del paese, ci ha fatto illudere per un momento di poter incrociare lo sguardo fiero di Federico II di Svevia, di ritorno da una battuta di caccia, o quello "incazzato" dei popolani, impegnati nella rivolta dei Vespri Siciliani.

Certo, non mancano le costruzioni della speculazione edilizia, caratteristica indissolubile della Sicilia arrivista ed oltraggiosa, anche se bisogna ammettere che, almeno a Mistretta, è riuscita a contenere i danni. Le solite antenne giganti dei gestori telefonici e le pale eoliche a dominare le colline adiacenti il paese, ci hanno ricacciato al mondo moderno.

Avremmo voluto immortalare gli angoli pittoreschi di questo paese con carboncino e foglio bianco, se avessimo avuto il tempo per soffermarci. Abbiamo ceduto, purtroppo, al modernismo del digitale per donare ai nostri lettori alcune immagini a testimonianza delle nostre brevi descrizioni. Non ci è rimasto che scendere quindici chilometri più giù, verso il mare, ed inebriarci con i colori e le fantasie delle ceramiche di Santo Stefano di Camastra.

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Castello arabo-normanno
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Eolie dal Castello
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Mistretta Panorama
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Porta Palermo


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