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Afghanistan, ancora morti dopo l’attentato del 31 maggio


Ancora violenza e morte a Kabul, soltanto pochi giorni dopo il devastante attentato di mercoledì scorso, che ha causato 90 morti.
mercoledì 7 giugno 2017 , Inviato da Redazione - 1128 letture

Il 3 giugno, durante i funerali del figlio del senatore Ezadyar, ucciso durante le manifestazioni di protesta del giorno prima, ci sono state 3 esplosioni. I media locali parlano di 19 morti, i feriti sono a decine.

Sedici dei feriti sono stati portati all’ospedale di Emergency dove da diversi giorni le sale operatorie continuano a lavorare senza fermarsi mai.

"La tensione in città è molto alta. Non sappiamo cosa dobbiamo aspettarci ancora - dice Dejan Panic, coordinatore del Programma in Afghanistan - . In questi mesi la situazione ha continuato a peggiorare e anche nella capitale la sicurezza non è garantita. L’ospedale è sempre pieno e non c’è tregua per nessuno".

Risale solo a mercoledì scorso uno degli attentanti più devastanti avvenuti in città: l’esplosione di un camion cisterna nel quartiere delle ambasciate ha causato 90 morti e più di 400 feriti.

La grave situazione del Paese è riportata anche dall’ultimo rapporto di UNAMA, la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan secondo il quale nel corso del primo trimestre 2017 sono stati uccisi o feriti oltre 2.200 civili. Kabul è la città che ha registrato più vittime, a causa soprattutto degli attacchi suicidi.

Il Centro chirurgico di Kabul

Un ex asilo bombardato, nel centro della città, è diventato il nucleo dell’ospedale aperto da Emergency per offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime di guerra.

Nel 2002, d’intesa con il ministero della Sanità locale, l’attività dell’ospedale è stata estesa alle emergenze chirurgiche e traumatologiche: nel tempo l’ospedale era diventato il centro traumatologico di riferimento per i pazienti di tutto il Paese, ma a causa del peggioramento delle condizioni di sicurezza e dell’aumento dei feriti, dal luglio 2010 i criteri di ammissione sono stati limitati alla sola chirurgia di guerra. Attentati, scontri a fuoco, criminalità sono oggi i principali motivi di ricovero nell’ospedale di Kabul.

Nell’agosto del 2003 è stato aperto un Reparto di rianimazione e terapia intensiva dotato di 6 posti letto, con monitor, infusori e ventilatori.

Nell’agosto 2005 è stato installato un apparecchio per tomografie computerizzate, tuttora l’unico disponibile gratuitamente in Afghanistan. L’ospedale è oggi il più importante centro di chirurgia di guerra del Paese.

L’ospedale di Kabul è il centro di riferimento per i pazienti visitati presso i Centri sanitari e i Posti di primo soccorso di Emergency di Andar, Barakibarak, Gardez, Ghazni, Gurband, Chark-Logar, Maydan Shahr, Mirbachakot, Pul I Alam, Sheikhabad, Tagab, le cliniche di Emergency all’interno degli orfanotrofi maschile e femminile, del riformatorio Juvenile Rehabilitation Center di Kabul e nelle principali prigioni della città.


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