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Affinità e divergenze tra il compagno Palmiro Togliatti e...

Il 21 agosto è l’anniversario della morte di Palmiro Togliatti. Morì a Jalta nel 1964... E’ dunque un anniversario "importante", mezzo secolo di storia.
di Sergej - domenica 17 agosto 2014 - 2887 letture

Mezzo secolo fa, il 21 agosto 1964, moriva a Yalta (come dicono gli anglosassoni) o Jalta, in Crimea, Palmiro Togliatti. L’uomo passato alla storia per il disco che gli fu dedicato dai CCCP nel 1985, il mitico "1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi - Del conseguimento della maggiore età". Uomo e politico altrimenti dimenticato se non fosse stato il co-fondatore della sigla e brand "PCI" (conosciuta ai suoi tempi quanto l’altra sigla che ha di recente cambiato acronimia, la FIAT) che voleva dire: "partito comunità italiano". Co-fondatore in quanto a dirigere inizialmente la ditta c’erano altri due manager, certo Amedeo Bordiga e certo Antonio Gramsci, quest’ultimo sardo e dunque particolarmente caparbio e che sotto il fascismo (PNF, Partito nazionale Fascista, trade mark e copyright 1921 by Mussolini Benito Amilcare Andrea detto per brevità Benito) finì in galera e nel 1937 ebbe la fortuna di crepare. Palmiro, che era nato il 26 marzo 1893 (come dire che nel 1927 quando divenne capo del PCI aveva 34 anni), finì a Mosca e riuscì a scampare alle purghe staliniane. Questo ne fece leader dal carisma indiscusso a sinistra, e nel PCI in particolare. Quando inglesi e americani invasero l’Italia, attuò la "svolta di Salerno" grazie a cui i monarchici italiani che avevano firmato la resa con gli anglo-americani ebbero l’appoggio del PCI, e le formazioni partigiane nel Nord del Paese (nel frattempo invaso dai tedeschi) non si spaccarono ma collaborarono nella lotta partigiana. Nel dopoguerra Togliatti, come nota persino Giorgio Bocca, nel libro che volle dedicargli nel 1973, contribuì a evitare che in Italia si scatenasse la guerra civile com’era successo in Grecia, o si arrivasse a una dittatura come era in Spagna e Portogallo. Ci fu invece la democrazia, guidata dai cattolici della DC (brand che significa: "democrazia cristiana", e nonostante non figuri nel brand il termine partito, fu il partito più partito per circa cinquant’anni di storia italiana), con il PCI in opposizione. Partito che fu poi ereditato dal sardo Enrico Berlinguer, passato alla storia come l’uomo che mise fine alle sovvenzioni provenienti dalla Russia ed evitò che in Italia ci fosse il fenomeno dei "desaparecidos" come in Cile e Argentina. Il brand finì poi nelle mani del latinista Giulio Natta, e se lo ritrovò Achille Occhetto che decise di rottamare il tutto probabilmente non sapendo più cosa farsene. Di Palmiro Togliatti rimase LeoNilde Iotti, una donnona messagli addosso dallo spionaggio sovietico per sorvegliarlo meglio, e che nonostante la gran voglia che aveva di mandare un po’ di idioti politicanti nei lager alla fine si dimostrò un ferreo presidente del Senato (1979-1992).

Leggiamo in questi giorni le "opere" che le edizioni Riunite cominciarono a raccogliere a partire dal 1967 per la cura del buon Ernesto Ragionieri. Ragionieri fu un ottimo e metodico storico, ebbe persino il tempo di collaborare con Hobsbawm per l’importante "Storia del marxismo" edita da Einaudi; prima della morte a cinquant’anni nel 1975. Il lavoro attorno alle opere di Palmiro fu poi portato avanti dagli altri collaboratori dell’Istituto Gramsci, Paolo Spriano, Luciano Gruppi, fino alla conclusione nel 1984 con il sesto volume (ma diversi volumi sono in più tomi). Nell’84 uscirono per la cura della Camera dei Deputati, in due volumi, la raccolta dei Discorsi parlamentari (che però non ho letto).

Noi lo ricordiamo (ne abbiamo l’età) alle prime "tribune politiche" che la RAI TV dell’epoca fu costretta a fare per avvalorare il fatto che eravamo una "democrazia" e non una dittatura. Per la prima volta un pubblico televisivo (nei bar dove cominciavano ad apparire i primi apparecchi riceventi) potè vedere in faccia il Demonio, com’era raccontato dai parroci italiani. Un signore pacato, la voce un po’ chioccia, gli occhiali spessi. Che provava a ragionare, a presentarsi senza enfasi - senza parolacce, insulti, minacce, né barzellette di dubbio gusto, o slides di dubbia verità -, sapendo che gli italiani appena usciti dalla guerra e dai bombardamenti avevano sì voglia di pace, ma anche di sapere cosa si voleva farne del loro lavoro, della loro vita, della speranza di futuro. Cose così...


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