Advisory


I nuovi ministri hanno tutti grandi qualità, insegnano in prestigiose università, sono rettori, avvocati, ricercatori, banchieri, economisti di grande valore. Ma...
martedì 22 novembre 2011, di Adriano Todaro - 529 letture

Rettore della Cattolica, docente nella stessa università, responsabile del laboratorio di analisi monetaria dell’ateneo, presidente del Cda di Enel, Stet, Eni, Enichem, direttivo della Confindustria, consigliere di Unicredit, di Astaldi e del gruppo Il Sole 24 Ore, medico, negoziatore climatico per l’Italia in campo internazionale, direttore generale del ministero dell’Ambiente, responsabile del dipartimento delle Politiche europee e internazionali, consigliere giuridico in vari governi, braccio destro di Monti a Bruxelles, docente al Collegio Europeo di Parma, rettore del Politecnico di Torino, presidente del Cnr, discendente dei fondatori della Bocconi, avvocato penalista, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura militare, giurista, presidente dell’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali al ministero della Salute, consigliere giuridico del ministro delle Politiche per la famiglia, editorialista del Sole 24 Ore, vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, amministratore delegato di Banca Intesa, salvatore di Alitalia e delle Poste, socio di Montezemolo e della Valle nella Ntv, la società dei treni che farà concorrenza alle Fs, capo di gabinetto del ministro della Difesa, presidente del comitato dei capi di stato maggiore dell’Alleanza atlantica, ambasciatore, prefetto, commissario prefettizio di Bologna, fondatore della comunità di Sant’Egidio, master a Cambridge, visiting professor al Mit, alla Stanford University, capo del dipartimento dello Sviluppo economico, autore di saggi e volumi sull’impresa, sul governo, sul capitalismo italiano, advisory board della Goldman&Sachs.

Ah, prendete fiato. Sono solo alcune delle competenze dei nuovi ministri. Ed io, davanti a tutti questi titoli, mi sento molto piccolo ed inutile. Io che non posso esibire neppure un master sul gioco delle bocce, che non sono advisory perché non ho consigli da dare a nessuno e nessuno me li cerca, rimango basìto davanti a cotante qualità. Da una parte sono contento perché con curriculum di questo tenore sto tranquillo che faranno bene. Da un’altra parte, invece, sono preoccupato perché ‒ oggi che non c’è più Silvio, posso confessarlo ‒ nel passato mi rendevo conto di essere più adeguato, mi sentivo più inserito "nella famiglia". Con questi nuovi ministri, invece, mi sento inadeguato perché solo i loro titoli mi mettono angoscia. Prima erano più ridanciani, erano "uno di noi", c’era la schiettezza porcellona di Calderoli, gli occhi sbarrati della Carfagna, il dito medio di Bossi, la bocca della Santanché, le idee sfaccendate di Brunettina, i tunnel della signora Gelmini, il cappuccio, grembiule e compasso di Cicchitto. E sopra ogni cosa il bunga bunga, il forza gnocca, le corna, le barzellette sui disabili.

Volete mettere sentir parlare un rettore di università con uno come Gasparri o suo cugino Ignazio La Russa? Questi parlavano e parlano come noi (cioè male). Oggi da forza gnocca siamo passati a forza Passera. E che questi personaggi del passato governo siano stati dimessi, mi è dispiaciuto molto, anche se sono convinto che, come l’araba fenice, risorgeranno.

Non tutto però è perduto perché alcuni personaggi del nuovo governo, fin dai primi giorni, hanno dato l’impronta del nuovo che avanza. Uno di loro arriva in Parlamento con un’auto elettrica ma, alla radio, parla benevolmente delle centrali nucleari e della necessità di fare l’inutile ferrovia veloce in Val di Susa. Un altro utilizza l’elicottero dei vigili del fuoco per arrivare in tempo a giurare, un altro ancora, prima di diventare sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è stato segretario generale con Silvio Berlusconi e presidente dell’Autorità garante che era talmente garante che garantiva solo le Tv del principale.

Molti provengono dal Psi di Craxi, altri dal Vaticano. Vanno bene a destra come a sinistra. Vanno bene a Marchionne e alla Finmeccanica. Qualcuno è legato al presidente della Camera altri al presidente del Senato. C’è un’avvocata che nella sua brillante carriera ha difeso l’ex procuratore di Milano Borrelli e il sottosegretario uscente alla Giustizia Mario Caliendo indagato per la P3, ha difeso l’avvocato della Fininvest, il gruppo Caltagirone e tanti altri. La ministra in questione è ben vista da Luciano Violante (quello che in Parlamento aveva garantito a Berlusconi che il centrosinistra non avrebbe toccato le sue Tv) e nel 2002 sarebbe dovuta andare al Consiglio superiore della magistratura, ma le correnti di sinistra la giudicarono troppo vicina al governo Berlusconi. E, naturalmente, è d’accordo con una legge restrittiva sulle intercettazioni perché invadono la vita privata dei cittadini mentre i collaboratori di giustizia sono "un male necessario". Non è d’accordo con le manette agli evasori perché rappresentano un "uso distorto dello strumento penale" e anche sugli infortuni sul lavoro molte volte le condanne sono eccessive perché spesso l’infortunio è dovuto "a scelte imprevedibili dell’infortunato".

Eh sì. Questi operai che s’infortunano mentre lavorano, ogni tanto fanno scelte imprevedibili, ad esempio toccano un cavo ad alta tensione, cadono da un’impalcatura, si fanno bruciare vivi nei forni. Brava avvocata! Questa è una da tenere d’occhio.

Andrea Riccardi, quello di Sant’Egidio, ministro della cooperazione internazionale e integrazione ad una domanda dei giornalisti ha così risposto: "Sta iniziando una nuova avventura? Speriamo. O forse è la vecchia che continua".

Ecco, appunto.

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