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Addio a Lina Cassarino

di Sergej - mercoledì 1 settembre 2021 - 990 letture

Era una nostra compagna del PCI di Lentini, una tosta che "nun si spagnava ri nenti" e sapeva rispondere alle battute con le battute. La sua morte ci colpisce tutti nel profondo. Un caro abbraccio ad Alfredo, ad Agostina, alla famiglia tutta. La redazione di Girodivite è in lutto.


Un ricordo di Alfio La Ferla

La morte della grandissima amica e compagna Lina Cassarino è uno di quei pugni allo stomaco che, volenti o nolenti, ti inducono alla riflessione e al ricordo.

Era stata la “Signora” del Partito Comunista Italiano di Lentini degli anni ‘70 e ‘80. Per noi giovanissimi un faro nelle battaglie per la difesa del divorzio, del diritto all’aborto assistito nelle strutture sanitarie pubbliche, e della difesa dei diritti delle donne nel lavoro e nelle famiglie.

Decine e decine di incontri con le donne lavoratrici nei magazzini agrumari e di riunioni di caseggiato la resero molto popolare e ne acuirono la sensibilità politica; lei che, comunque, veniva già da una famiglia e da un ambiente fortemente comunista.

Queste esperienze e la sua intelligenza politica le fecero presto intuire la necessità di superare la vecchia logica della Commissione Femminile del Partito (della quale lei era indiscussa Responsabile) e cominciò quindi a tessere le fila per arrivare a una organizzazione più larga delle donne progressiste lentinesi. Insieme a tante altre compagne riuscì così a dare vita al Coordinamento Unitario delle Donne lentinesi. La foto che pubblico è, appunto, riferita a un Otto Marzo celebrato dal Coordinamento.

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Lina Cassarino e il gruppo di donne per l’Otto Marzo celebrato dal Coordinamento Unitario Donne Lentinesi

Agli inizi degli anni ‘80, su indicazione del PCI, fu la prima donna eletta all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale di Lentini. E anche lì lasciò il suo segno profondo, a cominciare dalla quotidiana difesa dei diritti dei malati. Da quella posizione istituzionale, e con il sostegno del Coordinamento, riuscì così a far aprire a Lentini il primo Consultorio Familiare e Femminile di Zona che diventò subito un modello per tutta la Sicilia; e riuscì a difendere e a rendere operativo il diritto concreto e legale delle donne all’aborto che veniva quotidianamente minato dai tanti medici obiettori organizzati dal fronte antiabortista.

Gli ultimi anni del suo impegno politico a Lentini coincisero con la trasformazione del PCI in Partito Democratico della Sinistra; e lei si schierò con convinzione per la trasformazione aderendo alla mozione di Napolitano e Macaluso.

Dopo il suo trasferimento al nord ci incontravamo solo d’estate quando diveniva per qualche settimana la mia vicina di casa. La sua presenza era come sempre prorompente, accompagnata dal suo inconfondibile e immutato tono di voce, e segnalata dalla sua fragorosa risata e dalle decine di sigarette che giornalmente divorava.

Ma quest’estate non è tornata. E adesso questa tristissima notizia. Ci mancherai per sempre e fortissimamente, cara Linuzza.

Le mie condoglianze (e della mia famiglia) all’amatissimo suo compagno di tutta la vita, Alfredo, ad Agostina e Francesca, a Franco e Michelangelo, e alle tante e ai tanti nipoti che la adoravano, e a tutti gli altri suoi cari.


Un ricordo di Nuccia Tronco

Voglio ricordarla così, come l’ultima volta che ci siamo incontrate, nella luce del Castellaccio. Lina Cassarino non avrebbe amato le rievocazioni. Magari ne avrebbe riso, di quella sua risata che era comprensione profonda degli altri e della realtà. Lina era intelligenza politica pura che avrebbe meritato a suo tempo i più alti riconoscimenti. Ma non li avrebbe mai cercati né pretesi per sé, perché la politica era per lei un servizio e un cammino comune. Con Lina ho avuto il privilegio di condividere la mia prima esperienza politica nel PCI, quando con Lidia e Susanna giravamo per i magazzini per parlare con le agrumaie interne e compilare dei questionari, mentre apprendevamo da quelle donne umili il rispetto per il nostro genere. Fu la mia prima scuola di politica, a cui devo gran parte del bagaglio che poi mi sono portata dietro. E Lina era lì, come le altre cresciute nel mondo della sinistra che per me era nuovo, con la sua presenza autorevole e la sua capacità di trasferire passioni e idee con naturalezza. Nel privato mi rimane la memoria delle interminabili partite a poker. E lì sì che era invincibile e non bastava mettere in campo strategie con una mente forte e talentuosa come la sua. Ciao, Lina 🌹

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Lina Cassarino (la seconda da sinistra), Nuccia Tronco (la quarta da sinistra), Alfredo Aimola (in basso)


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