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Addio a Charlie Daniels, leggenda del country

Suonò con Bob Dylan, Ringo Starr e Leonard Cohen
di Redazione - martedì 7 luglio 2020 - 558 letture

È morto nel Tennessee il musicista statunitense Charlie Daniels, polistrumentista e cantante architrave della fusione fra le sonorità country e quelle più propriamente southern-rock e rock blues. Aveva 83 anni. Compositore, violinista, chitarrista e bassista, è famoso per la canzone country "The Devil Went Down to Georgia", che nel 1979 ha raggiunto la prima posizione nella classifica country e la terza nella Top 100 di Billboard. Nelle canzoni del leggendario country rocker appaiono spesso invettive su temi sociali. Da tempo accolto nella Country Music Hall of Fame, da session man Daniels ha suonato in tre album di Bob Dylan ("Nashville Skyline", "Self Portrait" e "New Morning") e ha partecipato a registrazioni di Ringo Starr ("Beaucoups of blues") e Leonard Cohen ("Songs from a room"). Nato a Wilmington, nel North Carolina, il 28 ottobre 1936, Daniels esordisce nei primi anni ’60 con i Jaguars e nel 1964 per Elvis Presley compone "It Hurts Me". Nel ’69 suona il basso nell’album "Nashville Skyline" di Bob Dylan come session man e nel ’71 incide il suo primo album come solista; nel 1972 forma la Charlie Daniels Band e pubblica l’album "Te John, Grease & Wolfman". Seguono gli album "Honey In The Rock" (1973), "Way Down Yonder" (1974) e "Fire On The Mountain" (1974), che contiene le hit "The South’s Gonna Do It Again", "Long-Haired Country Boy", "Caballo Diablo" e "Trudy". Anche altri album saranno destinati a divenire classici: "Nightrider" (1975, con la canzone "Texas" che verrà ripresa nel soundtrack del film "Urban Cowboy", dove comparirà anche la band stessa), "Saddle Tramp" e "High Lonesome" (1976), "Midnight Wind" (1977). Il grande successo arriva con l’album "Million Mile Reflection" (1979): la canzone "The Devil Went Down To Georgia" vince il Grammy Award per la categoria ’Best Country Vocal’. Grandi successi sono anche "Windows" (1982) contiene "Still In Saigon", un brano che parla dei traumi subiti dai reduci del Vietnam e "Simple Man" (1989) grazie al messaggio sociale del title-track contro assassini, pedofili e trafficanti di droga.

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