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Addio a Bonco



domenica 16 aprile 2017 , Inviato da Sergej - 1473 letture

La morte di Boncompagni. Uno di quei personaggi che pensi non possa mai morire, perché intimamente legati al “mondo giovane”. E dunque, niente invecchiamento, niente decrepitezza, niente disfacimento intellettuale. Niente morte. Invece la tua giovinezza muore, la giovinezza in sé muore. Peter Pan non può invecchiare. Campanellino (Raffaella Carrà) svolazza ancora tra trilli e petali di fiori.

Io bambino che seguivo alla radio il programma di Arbore e Boncompagni (Alto gradimento). E mi stupivo che piacesse tanto a mio nonno - stravecchissimo (poteva avere la mia età di ora) - che si divertiva alle battute e ai personaggi non-sense di un umorismo dirompente, politicamente eversivo. Mio nonno accendeva la radio nel suo studio di Roma, in via Gerusalemme. E insieme ascoltavamo. Cose dell’altro mondo.

E’ strano, non ricordo di ascoltare quelle trasmissioni quando ero in Sicilia. Forse in Sicilia non avevamo l’uso della radio, come invece a Roma.

Ecco un altro pezzo della mia infanzia. Della mia vita.

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Boncompagni e Arbore, ai tempi di Alto Gradimento - Fonte: Corriere web

Muore nello stesso giorno della morte di Emma Morano, ultima sopravvissuta dell’Ottocento. Anche Bonco era un sopravvissuto, a un’epoca e a uno spirito che in Italia si è presto estinto.

Bonco e Arbore, gli unici capaci di aprire un guizzo, uno spertugio (l’assonanza con sbertuccio è voluta) quando tutto il mondo sembrava inamovibile e bloccato: ed ecco la nota dissonante, spiazzante, assolutamente incongrua, apparentemente apolitica, intimamente dissacratoria. Così in quegli anni che precedevano immediatamente i morti per le strade del Terrorismo, il clima di regime come clima di morte e di repressione. Poi, quando i fumi sembravano dissolti e funzionava l’opulenza apparente (il craxismo) e il regime dei vecchi scleroti di potere ecco un altro guizzo (Non è la Rai).

(No, nessuno di loro due, Arbore e Boncompagni, ha "cambiato qualcosa". Sono stati alloggiati ai margini di programmi e di palinsesti, sono rimasti "bandiera gialla" spazio di appestati per una televisione e un mondo che replicava il grigiore approvato dai funzionari Rai o Finivest di turno. Lo spettacolo continua).

Siamo stati bimbi fortunati. Abbiamo conosciuto attimi, guizzi che si perderanno per sempre tra i bastioni della cintura di Orione. Ma intanto, risuonano ancora nelle nostre orecchie.



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