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Accompagnamento al giudizio politico

Nota del movimento politico Democrazia e Comunità del 12 gennaio 2017

di Emanuele G. - mercoledì 18 gennaio 2017 - 3560 letture

Nella situazione di stallo attuale tutti non faranno altro che urlare per raccogliere tutte le rabbie possibili verso le elezioni. Insomma siamo in una lunga campagna elettorale, ma ci sono cose che cambieranno per forza:

- La legge elettorale, per tornare al premio di maggioranza alla coalizione, magari riducendo il premio. E introducendo uno sbarramento per escludere i partiti minori

- Le primarie, che sono nell’esperienza del PD , suggeriscono comunque di normare e praticare un sistema per la selezione delle candidature

- Le coalizioni saranno sottoposte a lunghi conflitti interni, devono cambiare ma i ricatti delle estreme sono enormi

- La politica estera dovrà comunque misurasi con la guerra al terrorismo, e si vede che gli USA sono in totale confusione

- La pressione dell’Unione Europea spingerà ad ulteriori restrizioni economiche, per salvare le banche e per contenere la spesa

- Il sostegno ai terremotati subirà comunque rallentamenti

Dunque il tema della nostra scuola di politica:” governare il cambiamento epocale “, non avrà relazione con gli eventi di questo anno.

Non possiamo far altro che lavorare per la razionale composizione di un giudizio comune di attorno a quello che deve accadere nel medio periodo

Bisogna credere nel fatto che alcuni cose devono comunque accadere, la situazione sospinge verso alcuni cambiamenti inevitabili, ve li accenno:

1) Anche se la riforma del Senato e il rapporto fra Stato e Regioni sono stati negati dal referendum, deve comunque essere all’ordine del giorno la messa in discussione dei privilegi della casta politica, improduttiva e dispendiosa

2) Il ritorno al premio di maggioranza alle coalizioni, con premio ridotto, pone comunque la questione che le candidature siano selezionate con regole comuni, sviluppando il significato delle primarie,ovvero facendo delle norme per garantire la selezione dal basso delle candidature

3) La composizione degli interessi passa attraverso nuove forme di partecipazione dal basso, dando la parola ad associazioni e comunità rappresentative.

4) Per l’equilibrio dei poteri occorre il riprendersi dell’autorevolezza della politica, oggi ridotta e incapace di mettere al loro posto gli altri poteri e di combattere i privilegi delle corporazioni.

5) Che competano proposte chiare occorre superare le auto definizioni del secolo delle ideologie, non liberali e socialisti, ma libertà personale e solidarietà. Anche la questione dell’Unità Europea è dipendente da questa consapevolezza, popolari, socialisti, liberali, devo elevarsi ponendo al centro la persona, la quale chiede libertà e solidarietà

6) La nuova forma partito può essere una comunità progettuale formata nella classe dirigente degli eletti, che poi applica nuove regole da fissare come legge, per la selezione dei candidati e la partecipazione dal basso, al fine di ripristinare la rappresentatività delle parti sociali dentro la politica

7) Che il bene comune sia l’ideale di chi fa politica dipende dalla vitalità del popolo e dalla sua capacità di farsi riconoscere come il vero costruttore. Nella debolezza della politica quel che manca è la rappresentatività degli eletti , vige il primato delle logiche del potere, gli elettori si sentono esclusi, e il grande tema d’opinione è l’antipolitica e il moralismo. Noi conosciamo la grande operosità del nostro popolo per questo operiamo per la ricostruzione della politica per avere rappresentanza della vita reale del popolo.

Prima del programma

Crediamo che rimanga prioritario operare per il cambiamento che deve accadere nelle forme della partecipazione alla politica:

La democrazia è il perenne tentativo di far accadere che si elegga una classe dirigente rappresentativa e responsabile. Per questo si correggono le forme elettorali, si cerca di impedire i condizionamenti della parte non produttiva del popolo e degli interessi che non sono compatibili con il bene comune.

La democrazia: non è una forma data una volta per tutte, oggi vi sono varie debolezze della democrazia: superati i grandi partiti di massa del secolo delle ideologie non ci sono più le attività di base dei partiti che garantiscono un minimo di democrazia ; nel ventennio trascorso con un sistema elettorale maggioritario abbiamo un forte asservimento degli eletti alle dirigenze che selezionano gli eletti; infine abbiamo avuto una debolezza della politica che ha reso instabili i governi e ha costretto a fare governi con alleanze trasversali

Ora la debolezza della politica è tale che la classe dirigente esistente è principalmente preoccupata di usare il potere che detiene solo per rimanere al potere, individui e gruppi, partitini e correnti di partito, insomma : le logiche del potere svuotano il compito di rappresentanza e di composizione degli interessi del popolo.

Si tratta allora di ricostruire la politica, con la partecipazione dal basso e con la rappresentatività delle candidature. Ma il sistema che forma le opinioni è talmente sviluppato da demotivare la partecipazione, e sembra solo possibile essere esterni alla politica, rifiutare la politica, sostenere chi è più antipolitico. Eppure la presenze attive nella società cercano di produrre la rappresentanza. Nel Partito Democratico si è prodotto il sistema della primarie. Nell’antipolitica si è prodotto un movimento che usa la consultazione via internet. Nelle formazioni estremiste si è puntato sulla identificazione con un proprio popolo, un popolo che ha la sua identità nella politica, e dunque contrario alla composizione delle ragioni dei vari interessi di comunità e di categorie. E’ questo il punto più delicato oggi: se si vuole la ricostruzione della politica si deve assolvere al compito di confrontarsi con le forze attive e associate della vita del popolo .

Non si perda questa consapevolezza e si colgano tutte le occasioni per unirsi verso le buone pratiche.

Per maggiori informazioni: Democrazia e Comunità


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