A Ispica, lungo la costa denominata Ciriga, sito di interesse storico-mitologico stanno sorgendo numerose villette private che impediscono l’accesso alla spiaggia e nello stesso tempo deturpano il paesaggio.
In un quadro economico di crisi dell’economia tradizionale che coinvolge il comparto industiriale, il comparto agricolo e il settore dell’informatica e dei servizi, l’economia siciliana sta riuscendo a risollevarsi grazie alla promozione e valorizzazione del territorio.
La Sicilia negli ultimi tempi sembra avere imboccato questa strada virtuosa, in particolare nel ragusano si sta sviluppando un turismo non di massa, promosso oltre che dagli enti pubblici anche da piccoli e medi operatorio turistici che sfruttando le bellezze paesaggistiche, architettoniche e culinarie, stanno contribuendo ad uno sviluppo rispettoso del territorio di questa provincia.
Il buon senso suggerirebbe che per avere un turismo di qualità si dovrebbe puntare sul mantenimento e sulla valorizzazione delle risorse ambientali e architettoniche, e contrastare l’abusivismo edilizio che tradizionalmente in Sicilia è particolarmente presente e penalizzante.
Invece queste premesse vengono vanificate dalla miopia politica delle istituzioni locali che dovrebbero legiferare e vigilare sul territorio impedendo lo scempio delle coste da parte di privati cittadini.
Questo è quello che sta succendendo ad esempio ad Ispica. Lungo la costa denominata Ciriga, sito di interesse storico-mitologico (qui sorgeva la città di Apollinare, qui sbarcarono le forze alleate nella seconda guerra mondiale) e ambientale (è presente una zona umida che rappresenta un approdo naturale per gli uccelli migratori che riposano prima di riprendere la migrazione verso il nord europa o l’Africa e che al comunità europea ha dichiatato SIC, Sito di Interesse Comunitario) stanno sorgendo numerose villette private che impediscono l’accesso alla spiaggia e nello stesso tempo deturpano il paesaggio.
I casi più recenti e più eclatanti sono due. Il primo è quello di una concessione edilizia per la recinzione di un tratto di spiaggia lungo circa 300 metri e che non è in conformità con i parametri individuati dai regolamenti edilizi. Si attende di capire a cosa possa servire recintare un tratto di spiaggia se non a costruire delle strutture che sarebbero illegali in quanto non conformi alle normative edilizie.
Il secondo riguarda di un tratto di costa a ridosso di una spiaggia che in barba alla concessione edilizia rilasciata sempre per lavori di recinzione, presenta invece dei lavori per la costruzione di un edificio presumibilmente ad uso abitativo.
Questi due casi sono esemplari proprio perchè recenti e soprattutto perchè i soggetti che hanno commesso questi abusi sono anche elementi delle istituzioni siciliane. Infatti nel secondo caso il cartello con la concessione edilizia porta il nome di Raffaele Lombardo, noto politico siciliano che attualmente ricopre la carica di presidente della provincia di Catania ed è Europarlamentare.
I lavori in questo caso sono stati sequestrati in attesa che la procura si pronunci in seguita a denunce effettuate da privati cittadini. Pensare che il Lombardo sta cercando di restaurare un rustico di pietre a secco... dalle fondamenta! Sì, perchè per restaurare bene, bisogna cominciare bene, e quindi è del tutto naturale abbattere il rustico e costruire una casa nuova di zecca! E chi se ne frega se la distanza dal mare è meno di 20 metri? La soglia di rispetto di 150 metri vale anche per i politici? E il dissesto idrogeologico? E l’accesso alla spiaggia che deve essere garantito per legge? Ma chi se ne frega, gli ispicesi hanno 11 km di spiaggia, che vadano a fare il bagno altrove.
Sarebbe bello sapere cosa ne penserebbero all’europarlamento di Lombardo e della Sicilia se sapessero di questa vicenda.
Guardate qua dove si trova la sua villetta
Abusivismo a Ispica. Lo zampino di Lombardo
14 giugno 2006, di :
Martino Boccignone
Buongiorno, io non sono siciliano e non conosco di preciso la situazione, ma direi che la cosa è per lo meno fastidiosa. Naturalmente, il fatto che preesista un edificio con i muri a secco rende il tutto meno eclatante, però non mi sembra rendere la cosa del tutto "banale" (come è stato detto nel precedente commento). A prescindere dal colore politico del signor Lombardo, a mio avviso si dovrebbe cercare di tutelare le bellezze naturalistiche proteggendole da interventi edilizi. Piuttosto di rifare "dalle fondamenta" edifici preesistenti (e sicuramente precedenti agli odierni piani regolatori), occorrerebbe rivedere con oculatezza le nuove strategie edilizie, limitando le miopi e egoistiche pretese dei privati cittadini, soprattutto quando questi dovrebbero essere persone AL SERVIZIO DELLA COLLETTIVITA’ (questo dovrebbero essere i politici, anche se in Italia spesso lo si dimentica). Ciò che l’Italia sta facendo, ormai da decenni, è il deturpamento del proprio territorio con politiche edilizie prive di ogni logica che vada al di là dell’interesse egoistico dei singoli. Si spera che la gente se ne renda conto prima che sia troppo tardi.