....ed insediamo una commissione d’inchiesta governativa sui mancati adeguamenti strutturali e tecnologici delle aziende sanitarie della regione. Aprendo i nuovi "Cantieri della Salute"
Nel precedente intervento “MANDATECI I MURATORI” ho rappresentato l’esigenza dell’apertura di una seria inchiesta governativa nazionale e regionale sul problema del mancato utilizzo delle risorse in conto capitale (ex art 20 Legge Finanziaria 1988).
Per la sola Azienda Ospedaliera di Salerno, ad esempio, ammontavano ad oltre 30 milioni di euro per la seconda fase degli adeguamenti + 7/8 milioni di euro per la Legge 135/94 "Emergenza AIDS" anche questi disponibili e mai utilizzati.
Ancora resta lo scandalo della struttura di Località Torre Angellara di Salerno dove furono anche spesi oltre 4 miliardi di vecchie lire per realizzare il nuovo reparto infettivi AIDS (Legge 135/94 emergenza AIDS) per poi diventare un canile municipale al quale fu "giustamente" affiancato il ghetto del SERT dell’ASL 2 SA. Oggi dopo varie battaglie il canile ha ricevuto una sede più dignitosa nel mentre il SERT resta ancora nel "ghetto".
Va ricordato qui che altri miliardi (circa 10) relativi alle assegnazioni in conto capitale della I fase, furono distolti dalla destinazione orginaria, la ristrutturazione delle degenze e dei gruppi operatori, ridestinandoli per il completamento della Torre Cardiologia con una “valiante” anche molto discutibile.
In una coferenza stampa di alcuni giorni fà a Salerno il sindacato dell’azienda denuncia che "....il governatore Bassolino non ha mantenuto le promesse!".
Credo che le responsabilità di Bassolino siano ben altre e molto più gravi di queste e ne tanto il tutto può ridursi a mera "promessa". In questo caso, invece, si dovrebbe parlare di "impegni non mantenuti" sia da parte delle singole aziende sanitarie e ospedaliere che della stessa regione che non hanno presentato in tempo utile i progetti esecutivi per la seconda fase del conto capitale.
Progetti che in alcuni casi non sono stati proprio presentati, come nel caso della nostra azienda ospedaliera di Salerno.
In Campania solo il 30-40% delle disponibilità finanziarie ex art 20 della Legge Finanziaria 88 sono state utilizzate, tanto che (ultimamente) il governo le voleva recuperare.
Ora si parla di 100 miliardi di euro stanziati per il mezzogiorno per le infrastrutture: ma sono sempre (in parte) gli stessi?
Il problema allora non è che “siamo sottofinanziati”. Almeno sulle risorse per gli adeguamenti tecnologici e strutturali il nostro problema storico è stato quello che non siamo riusciti a spendere i soldi assegnati ed è per questo che ci dovremmo chiedere perché e di chi è la responsabilità?
La Deputazione Parlamentare Nazionale e Regionale deve sollecitare il Governo ad istituire una seria commissione di inchiesta che non sia di analisi del bisogno ma che verifichi le responsabilità dei Direttori Generali ed anche istituzionali sul piano politico del mancato utilizzo di queste risorse. Ciò anche per evitare che i prossimi soldi assegnati al mezzogiorno facciano la stessa fine: non vengono spesi!
In ordine alla validità della proposta di costruire un nuovo ospedale a Salerno, bisognerebbe fare a questo punto, a mia opinione, un diverso ragionamento: dovremmo (ormai) tutti noi prendere atto che l’Azienda Ospedaliera di Salerno ha perso un occasione e lo stesso sindacato ha le sue responsabile. Responsabilità fatte anche di complici "silenzi ed assensi". Il caso della “valiante” della Torre Cardiochirurgia potrebbe essere un esempio concreto di quanto qui sostengo.
Piangere oggi sul latte versato non serve; l’OMS ci indica che ospedali “mostro” superiori ai 500/600 posti letto sono disumani ed ingovernabili e quindi in Campania dovremmo pensare di avviare una demolizione di questi "ospedali mostro", favorendo così anche un’azione di decentramento attraverso la costruzione di ospedali più a dimensione d’uomo, più colorati, dichiarando “illegale il grigio”.
Questa azione, potrebbe favorire anche l’assegnazione di utili risorse all’attività socio-sanitaria territoriale: prevenzione, riabilitazione, assistenza domiciliare integrata sempre più scarse, lasciando agli ospedali solo la fase acuta dell’intervento sanitario.
Dobbiamo smettere di avviare ogni disussione sull’onda dell’emergenza del momento, come nel caso del Piano Ospedaliero Regionale fatto di corsa e senza anima, ragionando ed avviando un serio confronto su questi argomenti.
Certo, oggi, alla luce della situazione attuale, la stessa scelta di condividere o meno di abbandonare la ristrutturazione dell’Azienda Ospedaliera di Salerno per costruire un nuovo ospedale, appare fortemente condizionata da interessi economici, (si parla di cedere l’area del vecchio ospedale ad un privato con destinazione d’uso supermarket?) proprio perchè potrebbe rappresentare il frutto di una forzatura in ordine alla condizione di emergenza in cui siamo.
Ci hanno preso per la gola: " O ti magi sta minestra o ti butti dalla finestra!" ma bisogna dare un’alternativa è quella più sensata potrebbe essere quella di ristruttura la parte vecchia abbattendola a blocchi per ricostruire il nuovo. Credo che l’ingegneria moderna possa consentire ciò.
Un’altro e nuovo elemento di riferimento, anche se criticato, resta in ogni caso il Piano Ospedaliero Regionale.
Dopo la sua aprovazione da parte del Consiglio Regionale è diventato strumento di programmazione e quindi, lo stesso, deve diventare la nostra base di discussione per riaprire i nostri “cantieri della salute”.
Un elemento forte di criticità che viene rappresentato oggi da questo piano è la "provincializzazione della sanità in Campania".
Su questo argomento c’è un rischio gravissimo, che resta quello di costruire nella nostra regione non un Sistema Sanitario Regionale unico ed integrato, ma cinque sistemi provinciali sotto le spinte localistiche, alla faccia dei LEA e del Governo Clinico delle Aziende Sanitarie, facendo lievitare ulteriormente la spesa.
Altra cosa era il "controllo" sul Comitato Provinciale dei Direttori Generali, che dovrebbe essere affidato alle Provincie, e non più alle singole conferenze dei Sindaci. Tutto ciò sempre nell’unicità del Sistema Sanitario Regionale, oggi una ammasso di singole entità dove ognuno fa quello che crede.
Per questi motivi ritengo che è stata una fortuna per noi, che gli stessi Atti Aziendali, delle singole AA.SS.LL. e AA.OO., non sono stati approvati finora, perché gli stessi rappresentavano, come già detto in passato, solo un processo organizzativo “autoreferenziale" delle singole aziende, completamente avulso dall’esigenza di costruire una rete ospedaliera funzionale ed efficace.
Questa situazione è stata fin’ora, e rischia di esserelo ancora, imput di lievitazione della spesa. Infatti, il trend di spesa anche per l’anno 2006 non si è modificato affatto, rispetto agli anni precedenti ed è in costante aumento, nonostante tutte le manovre.
Il sindacato aziendale nel corso di questa conferenza stampa ha sostenuto che non esiste un "degrado sociale" ma solo "carenze strutturali ed organizzative".
E’ ormai chiaro anche ai più distratti che gli stessi ticket sugli esami diagnostici hanno fatto aumentare solo il costo generale degli esami stessi a carico dei cittadini e del sistema.
Tutto sommato in moltissimi casi vale più la pena farseli privatamente perché si risparmia. Questo vale per esami più comuni, come quelli del sangue, ma anche per più specialistici come elettrocardiogramma o ecodoppler.
Nella sostanza il più delle volte invece di pagare i ticket ormai molti centri privati, attrezzatisi con le calcolatrici, fanno il conto del costo per singolo esame al cliente, il quale nel più dei casi opta di pagare privatamente, non usufruendo del sistema di "garanzie" dello stesso Servizio Sanitario Nazionale e Regionale Pubblico, con un costo doppio se non triplo per il Cittadino impoverendolo ulteriormente. Conclusione, il Cittadino a questo punto si rivolgerà proprio alle strutture private per ovviare al maggior costo dei ticket e non pubbliche.
Altro fenomeno deviante che si sta verificando e che il medico di base che segnava un singolo esame, oggi costringe il paziente a pagare di più, nel mentre risparmierebbe se ne segnasse di più.
La domanda qui sorge spontanea a che cosa è servito mettere il ticket sul Pronto Soccorso se alla fine con 25 euro se questo potrebbe rappresentare, un risparmio ?
Infatti a questo punto se ognuno di noi dovesse fare diversi e più costosi esami, gli converrebbe rivolgeri al pronto soccorso e pagare 25 euro. alla fine risparmierebbe.
Quindi, nella sostanza, con l’introduzione dei ticket è peggiorata la situazione di spesa per il Cittadino e lo Stato a beneficio dei privati.
Da qui deriva l’esigenza di "demolire" qualche "mostro di ospedale" perchè ciò significherebbe evitare il ricorso improprio al pronto soccorso, ampliando - nel contempo - e riqualificando la risposta assistenziale sul territorio, in particolare nei distretti socio-sanitari che oggi sono sempre più relegati difatto a semplice funzione di "agenzie appaltanti" di servizi sanitari.
Nella sostanza il rischio che stiamo correndo è di aver realizzato così un Servizio Sanitario Nazionale e Regionale Pubblico che costa due se non tre volte: una volta per le tasse che paghiamo; l’altra per i soldi che dobbiamo spendere direttamente; l’altra per gli sprechi enormi di risorse non utilizzate, costringendoci tutti ad optare per il pagamento diretto della prestazione perchè non più garantiti più da questo sistema.
Se ci state costringendo a scegliere per la privatizzazione pura e semplice del sistema, perchè non ce lo dite subito, cosi ci mettiamo l’animo in pace ? Per il momento abbiamo iniziato in Campania l’indiretta per i farmaci !
Quindi carissimo sindacato negare che oggi non esiste un "degrado sociale", rappresentato proprio dalla somma dei diversi degradi: strutturali, organizzativi, politici, istituzionali, dei valori di convivenza sociale, della solidarietà, che tutti stiamo vivendo, oggi nella nostra regione, a parte quella classe di privileggiati compresi molti pezzi del sindacato, che difende ancora questo stato di cose diventando essa stessa complice di questo degrado, allora significa mettersi i prosciutti sugli occhi!
Ignorare ancora una volta questa realtà, anche da parte dello stesso sindacato, qui in Campania, non è solo ipocrisia, ma rischio concreto di far perdere ogni speranza per il futuro, e ciò mette fortemente in dubbio anche la stessa buona fede delle persone che sostengono ancora ciò, nel mentre c’è chi ingenuamente sfila ancora per lo sviluppo e la legalità.
Che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Apriamo subito "i cantieri della salute" !
info: http://www.icantieridellasalute.it/
Colorare gli Ospedali......
22 gennaio 2007, di :
Enzo Maddaloni
Non rispondo mai a scritti anonimi ma in questo caso credo che alcune precisazioni vadano fatte, per onorare sia la cronaca che i forum.
In un precedente “articolo” ho parlato di “biochimica delle emozioni” citando recenti studi di autorevoli scienziati e di come la nostra salute (benessere) può essere “condizionata” non solo dalla nostra mente, ma da ciò che la nostra mente percepisce attraverso i cinque sensi: vista, tatto, olfatto, gusto, udito.
Certo si tratta di recenti scoperte, non ancora ampiamente divulgate e forse non tutti sanno che quando (oggi) si parla di "colorare gli ospedali" non è solo per fare “bella figura con i visitatori” ma di come il colore (la luce) può essere utilizzato, come uno degli elementi fondamentali nel nostro processo terapeutico e di guarigione.
La simbologia, le tradizioni, le identità cromatiche ci portano oggi, a trovare spiegazioni nella Neurofisiologia ed una delle "porte di accesso" più verificabili di come gli effetti cromatici possono agire sul nostro stato di salute (benessere) del nostro organismo è il Sistema Nervoso Neurovegetativo.
E’ ormai risaputo da tutti che il colore che è luce, stimola l’attività del Sistema Nervoso Neurovegetativo Simpatico il quale, stimolando a sua volta le ghiandole surrenali, provoca un aumento dell’adrenalina nel sangue, innalzando la frequenza cardiaca e dandoci così quella sensazione "psicosomatica" che chiamiamo "eccitazione", "ansia", "stato di agitazione".
Al contrario il S.N.N. Parasimpatico viene invece stimolato dalle radiazioni luminose di alta frequenza e, agendo da antagonista-riequilibratore nei confronti del Simpatico, inibisce la secrezione di adrenalina abbassandoci la frequenza cardiaca e dandoci quella sensazione "psicosomatica" che chiamiamo "relax", "tranquillità", "pace".
Nella sostanza non colorerei mai un reparto di Cardiochirurgia o di Cardiologia rosso o arancione ad esempio.
Il dr. Massimo Corbucci (medico e fisico) in un bellissimo articolo su Scienza & Conoscenza n. 19 ci propone alcune sue importanti scoperte sul futuro della chimica.
L’articolo ci regala l’affascinate comprensione che vede connessi gli elementi, le stringhe, la musica, i colori, l’OM e, naturalmente, il Vuoto Quanto Meccanico !
Quindi preso atto che la stessa chimica del nostro corpo è essa stessa colore si può supporre che utilizzando una "tinteggiatura" con colori appropriati nei vari reparti medici e chirurgici si possono ottenere dei benefici nei processi di guarigione dei pazienti. La cosa è ormai abbastanza acclarata non solo dal punto di vista estetico architettonico ma fondamentalmente studiato nella Bio-Architettura.
Quindi utilizzare il colore negli ospedali, dichiarando “illegale il grigio” (senza nessuna spesa aggiuntiva), può aiutare a guarire e quindi a curare le persone ricoverate.
Se volete approfondire l’argomento potete consultare alcuni siti:
http://www.colordesign.it/colore_secondo_noi_1.htm#psicologia%20del%20colore
http://www.mednat.org/new_scienza/chimica_futuro.htm
In ordine alle altre osservazioni poste dall’Anonimo Lettore chiarisco che: è l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha definito di fatto “mostri” gli ospedali che superano i 400 posti letto perché risultano, dall’esperienza, disumani ed ingovernabili; per quanto riguarda il Forum Regionale dei Cantieri della Salute lo stesso è composto da molti Operatori Sanitari: medici, personale infermieristico e tecnico e semplici operai e sono personalmente orgoglioso ed onorato di avervi aderito fin dal primo momento della sua costituzione.
Alcuni di loro come il Prof. Sergio Piro (Medico Psichiatra) uno dei seguaci di Basaglia padre della Legge 180, il Dr. Vincenzo Caporale (Medico ed ex Direttore Sanitario dell’ASL2SA), Loretta Mussi (Medico-ex Direttore Generale AA.OO. Rummo di Benevento da tutti riconosciuta come quella che ha "rivoluzionato riqualificandolo l’ospedale più importante di Benevento nei suoi 5 anni di mandato),e tanti altri operatori che sono stati certamente "dirigenti atipici" del SSR in Campania ed esempi di "buona sanità" questi sono stati prontamente puniti proprio da quell’arroganza del potere clientelare che in Campania ha segnato il "destino deficitario" del nostro SSR e di cui ancora qualcuno spera che "sopravviva".