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ARMENIA: Genocidio armeno, non dimenticare - nostra intervista al Prof. Baykar Sivazliyan


Il genocidio armeno è un terribile monito per il mondo presente e futuro
lunedì 27 novembre 2017 , Inviato da Emanuele G. - 1078 letture

Più di cento anni fa in Turchia - al tramonto definitivo dell’Impero Ottomano - avvenne uno dei più spaventosi genocidi del Novecento. Il genocidio del popolo armeno. Un evento drammatico che ha marchiato con il sangue tutti gli armeniani e la storia recente dell’umanità. Tuttavia, è rimasto nella penombra come se non ci fosse interesse a riverlare gli spaventosi massacri orditi dai turchi ai danni di migliaia di uomini, donne, giovani e vecchi colpevoli di non stare dalla parte giusta e di essere etnicamente diversi. Invece, dobbiamo ricordare tutti quello che avvenne dal 1915 in poi perché anche ai giorni nostri sono in corso dei sanguinosi genocidi come quello perpetrato dal Myanmar buddista contro la minoranza musulmana dei Rohingya.

Per questo abbiamo intervistato il Prof. Baykar Sivazliyan, uno dei massimi esperti di questioni armene.

Chi è il Prof. Baykar Sivazliyan? Dopo gli studi elementari e medie inferiori nella scuola armena “Mesropyan” per le minoranze della città natale nel 1966 si trasferisce a Venezia, si diploma con i massimi dei voti presso il Collegio Armeno Moorat-Raphael di Venezia nel 1971. Si scrive all’Università Ca’ Foscari Venezia dove si laurea con 110 e lode e con l’onore alla stampa della tesi di laurea in Lingue e Letterature Orientali, si specializza in lingua e letteratura turca e in armenistica. Dal 1979, inizia a insegnare presso il Collegio Armeno Liceo Scientifico Moorat-Raphael di Venezia, Storia Armena, nello stesso istituto dal 1981 al 1993 dirigerà anche la Segreteria Generale dell’Istituto. Dal 1981 (tuttora) insegna la lingua armena presso l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere). Dal 1999 al 2006 viene chiamato presso l’Università del Salento (Lecce) per istituire la cattedra di Lingua e Letteratura Turca, dove ha insegnato la materia della propria specializzazione ininterrottamente per sette anni. È autore di una ventina di monografie sulla cultura e storia armena, sulla situazione delle minoranze nell’Impero Ottomano e della minoranza armena nel Veneto. È autore di circa una sessantina di articoli scientifici, in diverse lingue.

Consulente di numerosi enti pubblici e statali (Comune e Provincia di Venezia, Regione Veneto, Provincia di Milano e di Roma, ecc.) per i problemi delle minoranze. Dal 2005 è membro del Consiglio dell’Unione degli Armeni d’Italia e dal 2009 al 13 marzo 2016 ha ricoperto la carica di Presidente dello stesso Ente Morale, riconosciuto dalla Presidente della Repubblica Italiana (eretto in Ente Morale il 2/4/1955 – Decreto del Presidente della Repubblica nº 709). Membro di molte associazioni internazionali di armenisti ed orientalisti. Dal 2014 è membro del Comitato Statale della Repubblica d’Armenia, istituzione inter-armena, per la Commemorazione del centenario del Genocidio degli Armeni del 1915.

È Accademico dell’Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone, come membro effettivo. Insignito della Medaglia d’Onore “Mayrenii Despan” del Ministero della Diaspora della Repubblica dell’Armenia, per 35 anni di insegnamento della lingua armena all’estero e della massima onorificenza della Presidenza della Repubblica Armena “Movses Khorenatzi”, per avere speso quarant’anni della propria vita per le buone relazioni fra l’Italia e l’Armenia.

Ed ora diamo inizio all’intervista con il Prof. Baykar Sivazliyan.

Per gli armeni gli anni che vanno dal 1915 al 1917 sono anni particolarmente dolorosi da ricordare…in quanto sono gli anni del genocidio del vostro popolo a causa dei turchi o ottomani…

"Il nostro popolo ha vissuto un periodo molto difficile e tragico dalla fine dell’ottocento, per precisione iniziando dal 1894, quando iniziarono i massacri cosiddetti Hamidiani, dal nome del Sultano Abdulhamit II. In verità il massacro, le deportazioni e il terribile Genocidio che portò via più di un milione e mezzo di Armeni fini solo alla fine degli anni ’20 del Novecento, semplicemente perché finirono gli armeni."

In quale contesto storico generale nasce il genocidio del popolo armeno?

"Erano gli anni del primo conflitto mondiale… Il fatto di legare il Genocidio degli Armeni alla Prima Guerra Mondiale è purtroppo una errata valutazione della Storia, oserei dire il primo passo del negazionismo. Il tutto inizia con il Nazionalismo turco che è molto precedente alla Prima Guerra Mondiale."

Dal punto di vista storiografico l’inizio del genocidio viene fatto risalire al 24 aprile del 1915 allorquando furono arrestati leader e intellettuali armeni. Questa data è corretta? Fra l’altro è il giorno in cui tutti gli armeni di Armenia e della diaspora ricordano il genocidio…

"La data del 24 aprile viene tenuto per simbologia in quanto corrisponde all’ultimo atto scientificamente preparato del Genocidio che annientò quasi completamente il popolo armeno vivente entro il territorio dell’Impero Ottomano. Orrore fu compiuto con lucida intelligenza."

Come mai furono arrestati? Per dare un esempio? Forse perché potevano essere spie per conto della Russia avversaria della Turchia?

"Gli armeni, da parte dell’alta burocrazia statale ottomana, erano considerati, prima dei nazionalisti panturanisti , Popolo affidabile "Millet-i sadika". Oltre la metà degli edifici più importanti della capitale Istanbul erano costruiti da architetti armeni, la numerosa presenza di alti funzionari nell’apparato del ministero degli esteri Ottomano era una eccellenza, il primo teatro ottomano, il bel canto e artigianato di alta qualità era il vanto della presenza armena in tutte le parti dell’Impero e naturalmente la sua forza."

Da quel momento la situazione andò via via aggravandosi…

"Purtroppo il coinvolgimento dei consiglieri militari germanici fece il resto. Per fortuna questa parte ancora più terribile della storia di complicità di un paese europeo, con il sostanziale silenzio degli altri, se anche con un inammissibile ritardo, è stato riconosciuto dopo 101 anni dal Bundestag con una risoluzione votata all’unanimità nel 2016 dedicato al Genocidio Armeno."

Lei che ha avuto modo di studiare a fondo questa terribile pagina del Novecento cosa ha provato nel venire a conoscenza delle indicibili sofferenze che tale genocidio causò a milioni di esseri umani?

"Purtroppo la mia conoscenza personale è stata molto diretta, io stesso sono nipote e figlio di sopravvissuti al Genocidio Armeno, le mie prime fonti d’informazione furono le lacrime dei miei nonni."

Fu un genocidio terribile perché non guardo in faccia nessuno… Un rullo compressore senza pietà…

"Ho ancora due fotografie in casa mia scattate verso la fine degli anni 20, sono i frammenti sopravvissuti delle mie due famiglia di Padre e della Madre, in una si vedono solo 3 persone , erano in 36 e nell’altra per fortuna ci sono 10, erano in 24. Ogni commento lascio al buon cuore del lettore."

Si può suddividere il fasi tale genocidio?

"Suddividere il Male è impossibile, chi ha ancora morti non sepolti, per causa del negazionismo, non è disposto a perdonare. Il Cristianesimo antepone al perdono la Sua onesta richiesta. Quando si va dal prete per confessarsi , prima si raccontano i malanni che abbiamo combinato. Penso che il Signore non può fare sconti a nessuno, soprattutto a quelli che hanno il cuore di pietra. Sarebbe aprire le porto ad altre tragedie che si potrebbero ripetersi....come purtroppo si ripetono anche ai nostri giorni."

Come era organizzato? C’era qualcuno che lo dirigeva? Come avvenivano le deportazioni? C’erano campi di raccolta?

"Il Genocidio degli Armeni era un Crimine Premeditato, nei minimi particolari, basta leggere gli ordini segreti impartiti dai tre Pascià, maggiormente responsabili. Di fronte alla parole destinazione : era scritto NULLA."

Ci sono degli episodi particolarmente toccanti che lei ritiene poter rendere pubblici mediante tale intervista?

"La sorte toccata da un numero terribile di Sacerdoti delle varie Chiese Armene,che successivamente sono stati canonizzati anche dalla Santa Sede di Roma. Poi la tragedia più imperdonabile e la forzata islamizzazione e di turchizzazione dei e delle fanciulle orfane."

Quali le spaventose cifre finali del genocidio del popolo armeno?

"Oltre un milione e mezzo di morti, lo svuotamento del popolo armeno dalle terre dei propri avi, distruzione di decine di migliaia di manoscritti, di 2500 Chiese, edifici , negozi, case saccheggiate e un danno materiale di miliardi di monete doro che probabilmente una riga normale non basterebbe a scrivere. Di tutto ciò attuale governo della Turchia deve sentirsi responsabile, come tanti turchi onesti individualmente si sentono responsabili nel loro cuore e nella loro moralità."

Come il vostro popolo ha conservato la memoria storica di quel tragico evento?

"Il popolo armeno ha vissuto con molta riservatezza il suo dolore, per tanti decenni ha conservato nel proprio cuore, senza esternare e senza condividere, probabilmente sbagliando....oggi invece , senza rancore, ma con sempre più forza sta tentando di esternare in modo civile, assieme a tanti turchi di buona volontà."

Lei crede che il mondo ricordi in maniera appropriata tale dramma?

"Il mondo deve sopratutto studiare queste tragedie per imparare a non ripeterne. Alcuni studiosi anche ebrei, sempre di più affermano che se il mondo se dicente civile, se avesse dato un po più di importanza al Genocidio Armeno, Hitler non poteva pronunciare quella terribile frase , davanti le contestazioni interne del suo Stato Maggiore, quando dichiarò nel 1938 " Tanto adesso chi ricorda del massacro degli armeni ???"

Quali riflessioni si possono fare dopo aver compreso la portata del genocidio armeno?

"L’importanza della Pace e in modo particolare il valore del dialogo. Avendo superato già da un pezzo i 60 mi rendo conto che l’umanità non ha una pazienza adeguata davanti alla necessità del dialogo. Su ogni cosa dobbiamo essere pronti a discutere, incessantemente, prima di passare a premere il grilletto....allora si che diventeremo uomini civili."

Questo Novecento ne ha lasciate di tragedie in eredità a noi uomini del presente…

"E’ vero, noi siamo portatori del fardello del peso di un secolo dove il Male è dilagato senza frontiere. Siamo forse ancora in tempo a non passare questo insopportabile peso alla generazione dei nostri figli e nipoti."

L’insegnamento più forte che il genocidio armeno consegna agli uomini del futuro?

"L’ottimismo della ragione. Un popolo che era stato destinato ad essere annientato, oggi vive, ha un piccolo paese, ha una forte ed organizzata diaspora e tanti uomini di buona volontà...."

Abbiamo già pubblicato sul Genocidio Armeno:

- SPECIAL ARMENIAN GENOCIDE: Il genocidio armeno

Il genocidio armeno

- SPECIAL ARMENIAN GENOCIDE: 100 years’ old crime - Armenia hopes for a reconciliation with Turkey

100 years’ old crime - Armenia hopes for a reconciliation with Turkey

- SPECIAL ARMENIAN GENOCIDE: Observation on Reconciliation: Turkish society changing as government position doesn’t

Observation on Reconciliation: Turkish society changing as government position doesn’t

- SPECIAL ARMENIAN GENOCIDE: Armenian-Turkish Relations after the Centennial: What to Expect?

Armenian-Turkish Relations after the Centennial: What to Expect?

- Photo credits:

La foto di copertina è presa dal sito http://www.migradormuseum.it


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