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ANTOINE DE SAINT EXUPÈRY, L’ULTIMO VOLO

« Aspetterò la notte, se posso vivere ancora, per andarmene poco a poco sulla strada che attraversa il nostro villaggio, avvolto nella mia amata solitudine, per capirvi perché io debba morire”
di pietro g. serra - giovedì 10 gennaio 2008 - 8802 letture

ANTOINE DE SAINT EXUPÈRY, L’ULTIMO VOLO

di Massimiliano Fois e Raffaele Sari Bozzolo (tratto dal libro “Un’altra Alghero” di prossima pubblicazione)

« Aspetterò la notte, se posso vivere ancora, per andarmene poco a poco sulla strada che attraversa il nostro villaggio, avvolto nella mia amata solitudine, per capirvi perché io debba morire” (frase che suona come epitaffio lasciata da Saint Exupèry in uno dei suoi ultimi articoli giornalistici)

Ci sono uomini che con le loro imprese hanno trasformato la loro esistenza già in vita in leggenda, e la storia che stiamo per raccontarvi è una di queste vite. E questa storia, in parte, forse nella parte più importante del suo epilogo si è svolta nella nostra città. Alghero. Antoine De Saint Exupèry (Lione 1900, Mar Tirreno 1944), lo scrittore, il poeta, il conte gentiluomo ma soprattutto l’intrepido aviatore votato al pericolo con imprese che a volte sono state definite da suicidio, imprese che il pilota affrontava con ardore ed immensa consapevolezza di essere un uomo che sfidava il cielo, un cielo pericoloso, un cielo di guerra, la più tremenda, la seconda. Saint Exupèry riceve il battesimo dell’aria a dodici anni e da quel giorno la sua vita cambia inesorabilmente, affascinato dai grandi aviatori del tempo come Baracca, Fonk e D’Annunzio, come lui pilota senza regole e scrittore. Nel 1921 ottiene il brevetto di pilota civile e militare ed inizia il suo mito. Nel ‘26 entra a far parte della linea aerea Latècoère poi divenuta la mitica compagnia per il trasporto postale, Aèropostale, cinquemila chilometri trascorsi nell’aria sulle rotte Tolosa-Dakar, sorvolando il Marocco, la Spagna, il Sahara, la Mauritania, proprio nel deserto del Sahara in una lingua di terra tra il mare e la sabbia a Cap Juby scrive il suo primo libro, Courrier sud, dopo gli succederà il fortunato Vol de nuit. Nel 1930 diviene direttore dell’aeropostale Argentina –Francia (questo periodo della sua vita diventerà anche il soggetto di un film-corto, girato in 3d da Jean Jacques Annaud intitolato “Les ailes du courages”). A Buenos Aires conosce il più grande amore della sua vita, la pittrice salvadoregna Consuelo Suncin Sandoval De Gòmez dando inizio ad una storia d’amore travagliata e senza fine che attraversò tutta la sua vita.

Nel ‘35 finisce l’epoca dell’aeropostale e nasce la grande compagnia aerea Air France (in questo periodo oltre a dedicarsi alla scrittura ed al giornalismo, tra varie vicissitudini brevetta la sua prima invenzione, un dispositivo per l’atterraggio di aerei. Al quale seguiranno numerosi altri brevetti, sempre riguardanti dettagli tecnici di velivoli), ma sono anche gli anni in cui Saint Exupèry tenta di battere numerosi record, come il raid aereo Parigi-Saigon, 11.000 chilometri intorno al mediterraneo, ma qui iniziano anche i numerosi incidenti che proveranno fisicamente e definitivamente il poeta.

Precipita insieme al compagno Guillaumet nel deserto libico dove i due vagano in solitudine per tre giorni per poi essere tratti in salvo dagli aerei della Regia Aeronautica di Derna. Nel ‘38 durante una tappa del raid aereo New York-Terra del fuoco il suo aereo si schianta in fase di decollo all’aeroporto di Città Del Guatemala e Saint Exupèry rischia di perdere il braccio destro. Nel ‘39, nella metropoli americana mentre si trova in convalescenza scrive e pubblica ”Terres de hommes” divenuto anche questo un best seller.

Ma oltre agli incidenti che sono numerosi e difficili da raccontare il poeta-aviatore continua a compiere numerosi record a bordo dell’idrovolante “Lieutenant de vaisseau Paris” come quello di traversata dell’atlantico del nord andata e ritorno. Nel 1940 pubblica “Pilote de guerre” e nel 1943 a New York finisce di scrivere e pubblica “Il piccolo principe”, uno dei libri più letti della storia della letteratura mondiale, terzo in classifica solo dopo al Corano e alla Bibbia, tradotto anche in arabo ed aramaico, romanzo sotto forma di favola sulla educazione sentimentale. Un successo che lo scrittore purtroppo non vivrà in pieno.

In America chiede di essere arruolato nell’aviazione statunitense per tornare in Francia volando, la sua Francia invasa dai tedeschi, una nazione che vede bruciare da lontano, distrutta da una guerra che lui non può combattere. Nel ‘43 viene promosso a comandante. Il 16 maggio del 1944 Antoine De Saint Exupèry viene trasferito nella base militare di Fertilia ad Alghero insieme ad altri suoi connazionali che piloteranno una squadra di idrovolanti di base nella rada di Porto Conte. E’ la seconda guerra mondiale e all’aviatore francese vengono affidati dei voli di ricognizione sulle coste della Francia per localizzare e filmare gli avamposti tedeschi.

Queste azioni vengono sostenute dal colonnello e amico Lionel Chassin di istanza nella base aeronautica delle forze alleate a Villacidro (Ca). Ad Alghero gli americani del comandante Eaker gli danno il permesso di eseguire cinque missioni fra la Sardegna e la Corsica. Il poeta all’epoca è molto malato (a 44 anni volava con una vertebra rotta e con gravi problemi di fegato ed udito) riesce a malapena ad entrare nell’abitacolo del velocissimo velivolo Lightning P38.

Le missioni iniziano il 14 giugno, il 23 dello stesso mese parte da Alghero per un volo di ricognizione su Avignon. Il 29 giugno, giorno del suo compleanno, vola sopra Grenoble ma ritorna con un solo motore funzionante. Del suo lungo soggiorno ad Alghero sappiamo sicuramente che frequentò la famosa villa las tronas, che all’epoca era anche il quartier generale delle forze aeree alleate.

Sicuramente soggiornò in una villa a Porto conte dove con i suoi commilitoni amava fare il bagno nelle acque limpide della baia delle ninfe e sappiamo anche che ogni venerdì si recava a cena da un amico generale che viveva nella bella villa stile liberty che padroneggia il porto di Alghero.

In quel periodo della sua vita lo raggiunse il suo amico John Phillips, reporter di fama mondiale che proprio a Fertilia e in città produsse un servizio fotografico sullo scrittore per la famosa rivista “Life Magazine” foto che fecero il giro del mondo forse anche perché furono le ultime immagini dello scrittore Francese in vita. Oltre alle foto è sicuro che Saint Exupèry ad Alghero scrisse, infatti, in Corsica, nella baracca dove aveva vissuto gli ultimi istanti della sua vita gli americani trovarono il manoscritto di un romanzo, La Cittadelle, delle lettere per sua moglie Consuelo e numerosi disegni di bambini e stelle filanti.

Il 18 Luglio di quell’anno la sua unità fu trasferita a Borgho in Corsica da dove gli uomini dovevano preparare lo sbarco in Provenza dove il poeta parte per un nuovo volo di ricognizione. La sera del 30 luglio, a Bastia, lo scrittore rientra nella sua stanza, nel frattempo, il suo copilota Pierre Siegler si prepara per la missione dell’indomani…ma qualcosa sta per accadere. La mattina del 31 luglio alle 08.45, i meccanici in forza alla base di Bastia vedono arrivare in pista Saint Exupèry senza il suo compagno. L’uomo, senza parlare a nessuno, si ferma davanti al suo velivolo, controlla che nella sua salopette ci sia l’indispensabile, mappe, razione alimentare ed ovviamente un carnet per gli appunti, fuma l’ultima sigaretta ed entra nell’abitacolo del suo P38 per la sua ultima missione.

Alle 10.45 di quel pomeriggio, l’aereo di Saint Exupèry scompare dai radar alleati mentre sta sorvolando la Baia degli Angeli al largo di Saint –Raphael ed alle 14.30 viene dato per disperso. Il primo agosto del 1944 il bollettino di guerra dichiarava: “ Un tristissimo evento viene a ridimensionare la gioia che tutti proviamo all’ avvicinarsi della vittoria. Il comandante De Saint-Exupéry non è rientrato”.

Il suo velivolo venne ritrovato soltanto nel 2004 a sessanta metri di profondità nel mare sulle coste di Marsiglia, un pescatore tirando su le sue reti recuperò un bracciale con la scritta “Antoine De Saint Exupèry” ma i dubbi sulle cause di questo ritrovamento rimangono ancora oggi. Sicuramente l’incidente avvenne per un guasto al motore, anche se nella carlinga sono state trovate le tracce di un probabile abbattimento, una tesi attendibile vista la vicinanza alle coste difese dalla contraerea tedesca, ma da poco questa sicurezze sul ritrovamento sono state di nuovo affondate da una nuova scoperta, la carcassa del velivolo in fondo al mare è armata di mitragliatrici. Impossibile – dicono gli studiosi - perché il poeta non sarebbe mai partito armato ed al posto di quelle armi ci sarebbero dovute essere delle macchine fotografiche. Difficile disarmare un P.38 – replicano gli esperti militari – nessuno avrebbe mai autorizzato una simile imprudenza. Forse non sapremo mai la fine di questo personaggio, un segreto che il mare si tiene per se, ma ci piace pensare a una cosa… ci piace pensare che Antoine, lassù nel cielo della sua Francia diede ancora un’occhiata ai luoghi della sua giovinezza e ci piace pensare che in quel cielo fu attratto da un qualcosa, una luce, perché come lasciò scritto disse che quando volava e vedeva una luce pensava che fosse la sua piccola Consuelo, che lo chiamava per raccontargli una storia.

Siti consultati e bibliografia:

www. Agi.it (sito italiano), www.parks.it (sito italiano), www.isinsardegna.it, www.infolibro.it, Accueil navigation (sito francese), Elysee-Un musèee pour la photographie (sito francese), Mèmoires de la rose, de Consuelo De Saint-Exupèry-recensione di Oscar Cavallero, Cocardes-histoire de l’aviation-Saint Exupèry pour la France (sito francese), Le musèe de l’air et de l’espace (sito francese), Greta Blu (sito italiano), Recensione e accenni biografici di Alma Daddario Lorin, Poet and Pilot di John Phillips e Charles-Henri Favrod (Scalo Publishers, july 1994) “libro fotografico”, Pilote militare (sito militare francese), Los Voladores-Antoine De Saint Exupèry-professione eroe di Gianluca Frinchillucci-arcticdreams.bolgspot.com (sito italiano), La Nuova Sardegna (quotidiano)

Si ringraziano per la preziosa e gentile collaborazione: Il maresciallo Gianni Monte, il maggiore Demontis ed il Tenente Colonnello Cadone dell’aeronautica militare italiana in forze all’aeroporto militare di Fertilia-Alghero

Massimiliano Fois e Raffaele Sari Bozzolo


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ANTOINE DE SAINT EXUPÈRY, L’ULTIMO VOLO
28 marzo 2008, di : Luciana |||||| Sito Web: La storia del Piccolo Princiep e di Antoine De Saint Exupèry

Cosa dire, attraverso il libro Il Piccolo Principe sono venuta a conoscenza del grande Antoine De Saint Exupèry, che molto mi ha insegnato, in merito alla relazione creata con pazienza considerando i tempi dell’altro, l’amore che nasce nell’amicizia , e il ricordo che resta dentro di noi, traccia indelebile nel nostro cuore. Inoltre la sua temeraria forza nell’affrontare le avversita’ del suo lavoro di aviatore,ha saputo trasformarle in poesia. Sono talmente affascinata dallo scrittore che gli ho dedicato un intero sito:  [1]

Un saluto Luciana

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Targa posta all’ingresso della sala transiti dell’aeroporto militare di Fertilia-Alghero, dedicata alla memoria di Saint Exupèry al cinquantenario della sua scomparsa, con la presenza dei nipoti dello scrittore che per l’occasione hanno regalato all’aeroporto una foto inedita dell’artista.
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