ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
mercoledì 3 dicembre 2008, di giovanni d’agata - 3598 letture
Il componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sostiene l’azione civile dei piccoli azionisti ALITALIA nei confronti dell’on. Silvio Berlusconi, del Governo, del Ministero delle Finanze, del Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza.
Ricevo ed inoltro la nota di un piccolo azionista ALITALIA, rimasto con un “pugno di mosche” in mano dopo il piano soprannominato beneauguratamente “Fenice” che avrebbe dovuto salvare la nostra compagnia di bandiera dal tracollo:
“Carissimo Gianni,
con la presente intendo dare concreto seguito al cordiale colloquio dei giorni scorsi.
Siamo cittadini italiani e, come tali, azionisti, per il tramite del Ministero delle Finanze, di Alitalia SpA.
Alcuni di noi sono peraltro detentori, a titolo privato, di congruo numero di medesime azioni acquistate prima che il titolo in questione fosse sospeso dalle contrattazioni di Borsa Italiana.
Desidero sottoporre all’attenzione Tua e di chi ci legge per conoscenza alcune semplici circostanze di fatto che ripercorrono nel suo complesso la “vicenda Alitalia” e che conducono alle conclusioni che traggo a piè di pagina.
Naturalmente mi guardero’ bene dall’esprimere meri pareri ideologici o congetture prive di riscontro.
In campagna elettorale, segnatamente a cavallo tra i mesi di gennaio ed aprile 2008, seguivo le trattative per la cessione del pacchetto di maggioranza dei titoli della nostra Compagnia di Bandiera da parte dello Stato.
Rammento che Airfrance KLM rimase, alla fine di marzo, l’unica grande compagnia a dichiararsi, tramite l’A.D. Cirill Spinetta, concretamente e legittimamente candidata all’acquisto.
L’esauriente interesse mediatico del periodo rese di pubblico dominio l’offerta vincolante depositata presso i Ministeri Italiani competenti unitamente al relativo progetto di rilancio della Compagnia nazionale.
Ferma e chiara, quanto necessaria, risultava la proposta dei Francesi ed i sindacati, ricordo perfettamente, erano pronti a sottoscrivere con benestare l’intesa raggiunta dopo le consuete trattative.
I Francesi avrebbero acquistato l’intero pacchetto azionario detenuto dallo Stato Italiano accollandosi, con effetto immediato, tutte le passivita’ della Compagnia ceduta, con impegno sia a pagare in ricapitalizzazione oltre un miliardo in contanti, sia a rilanciarla, nonché con impegno a non cederla per un certo periodo di tempo ecc..
Ad ogni buon conto il testo integrale ed ufficiale del contratto (la proposta d’acquisto vincolante) e’ reso accessibile a chiunque abbia interesse a leggerlo ed in esso e’ chiaro ogni dettaglio.
All’esito della trattativa sindacale si era addivenuti pure a concordare il numero e le modalità di gestione degli esuberi: circa 2.500.
Era cosa fatta. A quel punto pero’ il premier “in pectore”, Silvio Berlusconi, dichiarava a chiare lettere, in numerose trasmissioni televisive e su testate giornalistiche, la propria assoluta contrarieta’ alla cessione di Alitalia ad Airfrance KLM.
Definiva la relativa offerta “una svendita”, “offensiva” ed “incongrua”.
A difesa dell’italianita’, da mantenere a tutti costi (e non e’ dato capire perche’, visto che si e’ ormai tutti in Comunita’ Europea ed in era di globalizzazione, ove banche, compagnie aeree e imprese si fondono con altrettante banche, compagnie ed imprese estere per divenire piu’ grandi e competitive) adduceva il formarsi di una “cordata” di imprenditori italiani disposti e pronti tutti ad acquistare la Compagnia italiana a migliori condizioni. Ne prevedeva inoltre il “rilancio” sul mercato addirittura, ove necessario, con impegno personale e diretto dei suoi figli.
Spinetta dal canto suo chiedeva, quale ultima condizione “sine qua non” alla sottoscrizione, il “nulla osta” del nascente governo alla transazione in atto ma, viste e sentite la dure critiche del signor Berlusconi, dichiarava pubblicamente di doversi ritirare. (fine marzo 2008)
Intanto, su pressante e pubblica richiesta del neopremier, il titolo Alitalia era comunque stato sospeso dalle contrattazioni di Borsa Italiana gia’ il 6 marzo 2008, per evitare (egli disse) eccessive e dannose speculazioni in corso di trattativa di vendita.
Di fatto impediva cosi’ che, chiunque avesse acquistato dette azioni, se ne liberasse poi una volta apprese le reali intenzioni del nuovo capo di Governo, ormai ben note a tutti.
Mai – dico “mai” - fino al giorno prima delle elezioni politiche di aprile 2008 si era parlato o sentito parlare da chicchessia di “bad company e di new company”. Al contrario si trattava di cedere il pacchetto azionario di maggioranza detenuto dallo Stato Italiano (ovvero noi cittadini italiani) ad altra grande e solida compagnia di trasporto aereo che si impegnasse, in varia maniera ed a determinate condizioni, al salvataggio di Alitalia ed al suo rilancio.
Immediatamente dopo la proclamazione ufficiale della vittoria elettorale, (non un giorno prima d’avere avuto la certezza dell’esito) apprendiamo, in occasione di una delle varie conferenze stampa tenute in diretta televisiva, che il Presidente del Consiglio aveva, per cosi’ dire, “partorito” il famoso PIANO FENICE.
Detto piano e’ stato ricorrentemente definito e continua a definirsi ancora oggi: “di salvataggio” e “rilancio” della Compagnia di Bandiera.
Di fatto però è vero esattamente il contrario.
Desideriamo sapere esattamente cosa e’ stato “salvato” e cosa e’ stato “rilanciato”. Ovviamente in senso retorico poiche’ e noto che nulla si sia salvato di Alitalia, dipendenti compresi.
Le uniche cose certe sono un sentimento di tristezza ed uno di sconcerto che pervadono chiunque abbia un minimo spirito d’osservazione ed un certo interesse alla materia.
Le azioni Alitalia, proprieta’ di noi tutti cittadini italiani ma detenute dallo Stato, non hanno, da allora, quotazione di mercato.
Il loro valore e’ pari a zero.
Delle obbligazioni? Stessa sorte.
Eppure la promessa e l’impegno “contrattuale” assunti con gli Italiani da Silvio Berlusconi prima delle elezioni erano chiare ed inequivocabili: “Mi impegno – disse – anche personalmente con la mia famiglia, a salvare Alitalia dal fallimento, a rilanciarla ed a fare in modo che divenga una grande compagnia di bandiera, fra le piu’ grandi d’Europa” (se la memoria m’inganna sono disponibili vari video tv). “Cederla ad Airfrance e’ come svenderla.
Le condizioni offerte dai francesi sono irricevibili”,
“Vi e’ già una cordata di imprenditori italiani disposti ad acquistarla”.
Molti tra noi cittadini italiani, confidando nell’impegno assunto dal Cavaliere in campagna elettorale, si recarono in banca ad acquistare azioni Alitalia.
Altri, prima che ne decretasse la sospensione da Borsa Italiana con il consenso della CONSOB, se ne guardarono bene dal venderle.
Eppure le aspettative di guadagno e di rilancio di Alitalia di noi cittadini erano logiche, oltre che oneste e legittime. O no?!
Egli aveva escluso la possibilità di una liquidazione coatta della Compagnia di bandiera, il suo commissariamento, ed ancor più il suo fallimento.
Perche’ se ci avesse avvertito prima, non solo non lo avremmo votato, ma non avremmo acquistato azioni Alitalia o, quanto meno, ci saremmo affrettati a vendere quelle già in nostro possesso.
Oggi ritengo, come molti tra noi, di essere stato truffato.
L’allora candidato premier infatti artificiosamente e falsamente ha indotto dapprima noi comuni cittadini a confidare in lui ed a votare per lui, quindi ci ha persuasi ad acquistare capitale azionario Alitalia con promessa al pubblico utente che essa sarebbe sopravvissuta, anzi sarebbe stata rilanciata sul mercato del trasporto aereo con un preventivo, immediato e previsto aumento di capitale di 1 mld e mezzo di euro.
Oggi riscontro, da parte di Berlusconi Silvio prima, e dal Capo del Governo in carica poi, assoluta incoerenza, falsita’ di promesse al pubblico, malafede e scorrettezza nell’adempimento degli obblighi da esse scaturenti nonche’ raggiro di noi tutti, elettori, utenti, azionisti ed obbligazionisti AZA.
Intendo sottoporre a Te, all’Illustrissimo On. Di Pietro ed agli altri amici chi mi leggono per conoscenza, la problematica esposta in narrativa.
E’ mia intenzione procedere, con azione giudiziaria civile diretta alla richiesta di ristoro di ogni danno da noi tutti patito, contro la persona dell’On. Silvio Berlusconi, il Ministero delle Finanze ed il Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza.
Mi auguro che l’iniziativa possa riscuotere il consenso dell’On. Antonio Di Pietro ed ottenerne il Suo patrocinio legale e politico, anche a mezzo di un eventuale intervento adesivo.
Con Affetto e Cordialità Ti Ringrazio e Ti Saluto.
Francesco”.
Per le ragioni esposte dall’azionista ALITALIA, e perché sia fatta luce, chiarezza e giusitizia su questa torbida vicenda della storia economica italiana, il componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”, di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sostiene l’azione civile dei piccoli azionisti ALITALIA nei confronti dell’on. Silvio Berlusconi, del Governo, del Ministero delle Finanze, del Ministero dei Trasporti ed altri secondo relativa spettanza.
Rispondere all'articolo -
Ci sono 9 contributi al forum.
- Policy sui Forum -
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
16 dicembre 2008
Chiunque sia interessato ad intervenire nel giudizio che vedra’ convenuto principale l’on. Berlusconi presso il tribunale di Lecce, potra’ farlo ai sensi dell’art. 105 c.p.c., comma 2.
Per informazioni e chiarimenti il sottoscritto, nonche’ autore dell’articolo di fondo, e’ disponibile ai seguenti recapiti: tel. 0832/241220 - fax: 0832/242157 cell.: 3497584326 - e-mail: info@totoetoto.it
Avv. Francesco Toto
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
17 dicembre 2008, di : alessandro gambi
Vorrei aderire all’azione legale in quanto azionista alitalia che si ritiene frodato dal comportamento del capo di governo entrante (nel periodo suddetto).
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
30 dicembre 2008, di : Michele
Vorrei aderire all’azione legale in quanto azionista alitalia che si ritiene frodato dal comportamento del capo di governo entrante (nel periodo suddetto).
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
13 gennaio 2009
Vorrei aderire all’azione legale in quanto azionista alitalia che si ritiene frodato dal comportamento del capo di governo entrante (nel periodo suddetto...
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
15 gennaio 2009, di : Stefano
Vorrei aderire anch’io piccolo azionista,ma dopo avere mandato lettere a Berlusconi,a Collanino a Letta e a Brunetta mi sono iscritto al sindacato s.i.t.i. .
Se non vogliono pagare le nostre azioni Alitalia ci facciano entrare nella nuova società
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
6 maggio 2009, di : Saverio
E’ indecente, vergognoso e inqualificabile il comportamento dei nostri governanti in relazione al fallimento di Alitalia. La mia liquidazione di 37 anni di lavoro è volata via in azioni Alitalia. Chi mi risarcirà dei miei risparmi ?
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
22 gennaio 2009, di : Ali...baba
Sono un piccolo azionista di Alitalia s.p.a. da lunedì prossimo sarò un ex piccolo azionista dell’ex Alitalia s.p.a., incazzato a morte, non tanto per i soldi che ci ho rimesso, faceva parte di un gioco corretto, ma soprattutto per il modo berlusconiano con cui è stata portata avanti la vicenda dal " governo" con la complicità delle varie "autority", consob, Unione Europea, naturalmente signori imprenditori "patriotti" etc., senza che nessuno, dico nessunooooo!!!! ,stampa, TV etc.(tutti lavoratoti in pectore di Mediaset e quindi già venduti, non in pectore) ha avuto il coraggio di alzare la voce per il modo criminale e furbo di portare avanti la vicenda. All’analisi dei fatti bisogna dare atto al nostro beneamato che ha saputo mettere in piedi un piano perfetto con l’aggravante della intenzionalità ,vi ricordo semplicemente la nomina a Taviani a commissario dei trasporti voluta fortemente dal premier che poi ha dato il benestrare alla vicenda, coinvolgendo in esso istituzioni nazionali e internazionali, dimostratesi deboli e vulnerabili agli interessi di un signorotto. Questo si poteva capire a livello nazionale, non a livello europeo dove un paggetto replicante e scodinzolante di terza categoria agli ordini del suo padrone ha avuto la possibilità di sottomettere la "GRANMDE EUROPA" alle sue necessità. Questo mi ha fatto paura. Ero preparato a livello nazionale a quello che è accaduto, oramai la situazione è questa: molto ma molto incrancrenita, avevo un po di fiducia nelle istituzioni internazionali!!!! Ma quale!!!! si sono dimostrate più deboli e giostrabili di quelle nazionali, si sono anche esse inchinate alle fameliche esigenza del nostro "amato". Allora, come diceva Troisi: non ci resta che piangere, purtroppo con qualche soldo in meno ion tasca, ma questo, vi dico la verità, è il meno, il peggio è il senso di sconforto e vuoto che mi sento dentro che mi fa sentire faticoso tutto quello che faccio, "patriotticamente", di buono ogni giorno per portare avanti la baracca Italia, lavoro, accudire ai figli, educarli etc.
Scusate lo sfogo
Sono disponibilissimo a qualunque azione contro il nostro premier sia per recupero soldi che soprattutto per cercare di avere un piccolo ma significativo riscatto morale sapendo che chi assoggetta le istituzioni alle proprie miserabili esigenze ha pagato anche formalmente.
Chi volesse contattarmi: norinociacio@alice.it
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
18 febbraio 2009, di : Kafka
Per fare un esempio concreto della Giorgio-Kafka’s Solution! ho scelto tuttavia una società di fantasia che chiamerò ALFA, con dati inventati, poiché lo scopo è quello di far capire come di concreto funziona la soluzione, e i dati inventanti che userò si possono sostituire con quelli concreti di una delle tre società di cui sopra. Ovviamente i dati sono SEMPLIFICATI AL MASSIMO.
Dati necessari (inventati ma fungibili) per l’applicazione della Giorgio-Kafka’s Solution!
1 - Valore nominale azioni ALFA = 1 euro 2 - Numero azioni in circolazione = 1.000.000.000 3 - Capitale Sociale = 1.000.000.000 di euro 4 - Quota diretta dello Stato = 50% (500.000.000 azioni) 5 - Flottante in Borsa = 50% (500.000.000 azioni) 6 - Prezzo di Borsa = 5 euro 7 - Capitalizzazione = 5.000.000.000 di euro 8 - Il capitale Sociale viene varato al prezzo di 1 euro (perciò, senza sovrapprezzo) 9 - Il rapporto di conversione è 1-1 10 - Lo Stato ha nel proprio bilancio le azioni Alfa iscritte al valore nominale (1 euro per azione) perciò, stante la quotazione in borsa di 5 euro, possiede 4 euro per azione di plusvalenza inespressa.
Ecco i calcoli:
A - Lo Stato, al varo dell’aumento di capitale, riceverà 1 diritto di conversione per ogni sua azione: cioè riceverà 500.000.000 diritti. B - Conseguentemente a tutto quanto sopra, il valore di ogni diritto sarà di 2 euro (calcolo facile!) C - Lo Stato pertanto avrà in mano la cifra potenziale di 1.000.000.000 di euro da usare (in parte…perché ne bastano 600.000.000) per indennizzare le 600.000.000 azioni AZA dei privati che, per comodità di calcolo, supponiamo voglia indennizzare a 1 euro per azione. D - Lo Stato regalerà 1 diritto ALFA del valore di 2 euro ogni 2 azioni AZA E - L’azionista AZA potrà “monetizzare” il diritto vendendolo in borsa oppure convertendolo e pagando le azioni ALFA a 1 euro che in borsa varranno 3 euro (calcolo facile!) F - Lo Stato potrà vendersi i restanti diritti oppure convertirli in tutto o in parte. G - Il governo non dovrà spendere soldi (e, con la nuova legge, giustificarne le fonti di copertura) perché anche il nuovo valore della partecipazione in ALFA, nonostante la diminuita partecipazione percentuale, sarà superiore a quello iscritto in bilancio.
Adeguando i dati alla realtà di Eni, Enel e Finmeccanica vi accorgerete che ciò è fattibile per tutte e tre le società. Per l’esattezza si prestano meglio data la differenza capitale sociale- capitalizzazione: con conseguente maggior plusvalenza inespressa della quota statale prima ENI, poi Enel, poi Finmeccanica.
In sintesi: basta un qualsiasi aumento di capitale di una società a partecipazione diretta dello Stato (preferibilmente quotata in Borsa...ma anche da quotare!) che generi un valore di 600 milioni di euro di diritti per poter indennizzare gli AZA.
Insomma se si vuole fare bene, lo si può fare con az. Grazie per l’attenzione.
ALITALIA: piccoli azionisti citano civilmente Berlusconi
21 febbraio 2009, di : ciervi
COMUNICATO Roma, 20 febbraio 2009 Alla luce delle richieste di chiarimenti pervenute, il Commissario straordinario, Prof. Avv. Augusto Fantozzi, precisa che, allo stato, non sussistono provvedimenti dell’Autorità giudiziaria circa la legittimazione dei titolari di azioni delle società del gruppo Alitalia in amministrazione straordinaria a presentare domanda di ammissione al passivo ex art. 93 l.f., per cui la stessa è rimessa all’autonoma valutazione dei singoli azionisti. Come già comunicato lo scorso 15 settembre 2008 (vedi www.alitaliaamministrazionestraordinaria.it), i piccoli azionisti - così come gli obbligazionisti - di Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. che non hanno esercitato ...
— -
Non capisco, però, due cose.
1. Come mai nelle risposte ufficiali che riguardano i 40mila piccoli azionisti alitalia si continua a citare il testo integrale del comma 2 dell’art. 3 della 166, che parla di conversione o in alternativa di rimborso, se il Sottosegretario Giorgetti in Commissione Finanze della Camera il 22.01.09 sembra avere escluso il concambio perchè la Cai non ha emesso warrant per noi? O non si aggiornano o non è vero che non ci sarà concambio.
2. Come mai il Governo non si decide a riconoscerci i risparmi che ci ha congelato facendoli ricomparire almeno nominalmente sul nostro conto corrente senza che se ne possa fare uso, in attesa di un reimpiego da concordare e definire, se non per canalizzarvi pagamenti irpef, ici, tarsu, acquedotto, luce, gas, telefono, internet, sky, tasse universitarie, contravvenzioni, canone rai, mutui, e per detrarvi un bonus mensile per il mantenimento di sè stesso e dei propri cari visto che nè gli stipendi nè le pensioni sono ormai sufficienti ad arrivare alla fine del mese e che è generalmente riconosciuta l’urgenza di immettere liquidità nelle imprese come nelle famiglie?
|