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ALBANIA: “Coronavirus Albania, Rama veloce nelle decisioni con un linguaggio aspro: guerra, nemico, traditori”

di Era Meto 25 Marzo 2020
di Emanuele G. - lunedì 30 marzo 2020 - 433 letture

Forse si poteva chiudere prima ma a dire il vero nessuno ne è certo. Il fatto sta che il governo albanese si è mosso proprio all’inizio dell’epidemia con i primi due casi confermati.

L’opposizione si era espressa e Rama ne ha preso atto anche se pubblicamente cerca di snobbarla, visto le ovvie difficoltà che l’opposizione sta attraversando per ovvie ragioni.

Ma dal momento in cui il premier con i suoi collaboratori ha creato questo “fronte di guerra” contro il coronavirus i passi sono stati decisi.

Ovviamente si è andati più veloci dell’Italia perché noi dobbiamo coprire anche i buchi del sistema sanitario che è molto fragile rispetto a quello italiano. Un piccolo ritardo sarebbe stato fatale. È per questo che ci passiamo sopra ai tecnicismi e alla delicatezza italiana che cerca di rispettare anche in questi tempi tremendi i principi democratici.

Anche l’estensione del territorio ce lo permette in quanto l’Albania è grande quanto una regione italiana e gli anelli della catena burocratica sono più limitati.

E Rama si è preso tutta la scena. Dalla casa e dall’ufficio ogni giorno un monito per coloro che non rispettano la regola. Spesso sembrava una fatwa perché “il Dio degli albanesi è grande”.

Le misure prese alla mattina venivano corrette nel pomeriggio con uno status Facebook per diventare ancora più restrittive. I leader europei sono arrivati ai termini “guerra” e “nemico invisibile” molto più tardi. Rama li aveva preceduti.

Quando loro avevano capito che erano in guerra, in Albania si era già passato ai “traditori”.

“Schiereremo tutto l’esercito contro i pochi traditori irresponsabili” tuonava Rama alcuni giorni fa per poi aggiungere che la polizia avrebbe usato anche gli idranti e i lacrimogeni se necessario per disperdere la gente che si riuniva per strada.

Tutto ciò che lui annunciava su Facebook trovava un riscontro nel terreno. E non si saprà mai se i suoi annunci diventavano decreto dopo o lo erano diventati prima. Comunque sia il suo linguaggio ha funzionato perché perlomeno nelle aree urbane le misure cominciano a essere rispettate. Quelle rurali ovviamente rimangono fuori portata.

Tuttavia Rama è consapevole della guerra psicologica messa in atto in prima persona, perché ha dichiarato” Potete insultarmi quanto volete ma rispettate le regole”.

A questo punto gli albanesi si sono arresi. L’unica speranza è che tutto ciò finisca dopo l’emergenza e che non diventi un vizio. Perché, come dicono gli albanesi “il vizio se ne va assieme all’anima”.

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