Al Sig. Presidente dell’assemblea Regionale Siciliana atto di diffida e messa in mora per l’adempimento degli obblighi di cui all’art. 40, C. IV della L.R. 10 febbraio 2001 N.1

Proposta di Legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali denominato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia” depositata il 03/03/2010 per conto di 135 Consigli Comunali e la Provincia Regionale di Messina poi corredata da ulteriori 34.964 firme certificate il successivo 07/09/2010.
di Giuseppe Castiglia - lunedì 23 dicembre 2013 - 3510 letture

I Sottoscritti, Leto Antonietta, nata a Milano il 22/01/1965 residente in Via Vito Lamantia n. 131 Palermo 90138, Teodoro Lamonica, nato a Sant’Agata di Militello (ME) il 15/06/1952 e residente in Via Casani, 29 Gioiosa Marea (ME) 98063, Michele Botta nato a Palermo il O4/O9/1955, e residente a Menfi (AG) in Viale Risorgimento 104 92013, Domenico Giannopolo nato a Caltavuturo (PA)il 25.03.1956 e residente a Caltavuturo in Via Roma, 74 90022,Giuseppe Nicosia assistiti per quest’atto dagli Avvocati Nicola Giudice, del foro di Palermo e Sebastiano Papandrea presso il cui studio in Catania, Via Suor Maria Mazzarello n. 46 ed alla PEC sebastiano.papandrea@pec.ordineavvocaticatania.it vogliono ricevere comunicazioni

ESPONGONO

Gli odierni intimanti sono presentatori di una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali denominato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia” depositata il 03/03/2010 per conto di 135 Consigli Comunali e la Provincia Regionale di Messina poi corredata da ulteriori 34.964 firme certificate il successivo 07/09/2010.

Si tratta della prima proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali mai presentata in Sicilia, ai sensi del combinato disposto degli artt. 12 e 14 dello Statuto Siciliano e degli artt. 32 e succ. della L. R. n. 1/2004, il cui valore, sotto un profilo sia politico che sociale, può essere tratto dal fatto che si tratta di un testo studiato e scritto dagli stessi soggetti promotori del referendum popolare vinto il 12 e 13 giugno 2011, che incarna in maniera autentica i principi e lo spirito della volontà popolare espressasi anche nella sede referendaria.

Ne è prova il larghissimo favore e la grande condivisione come si evince dalle modalità di presentazione posto che questa è avvenuta sia per volontà espressa dai Consigli Comunali, come previsto dalla stessa L. R. 1/2004, sia mediante raccolta di circa 35.000 firme. Numero superiore di oltre tre volte rispetto a quello minimo richiesto dalla legge ( 10.000). Per tale motivo, tanto più grave appare la violazione di legge e l’inadempienza ai doveri d’ufficio di cui si dirà appresso e delle quali, mediante la presente diffida, chiediamo l’immediata cessazione.

In proposito va ricordato l’iter di presentazione, come già rappresentato nella richiesta di incontro dello scorso 4 luglio 2013. Il testo in oggetto è la sintesi di un lungo percorso, iniziato nel 2007 e partecipato trasversalmente dagli Enti Locali e dalle Associazioni di tutta la nostra regione, costituiti in Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e Forum Siciliano dei Movimento per l’Acqua e i Beni Comuni. Gli stessi soggetti che hanno dato vita al comitato referendario regionale “2 SI per l’acqua Bene Comune” che ha portato anche in Sicilia la maggioranza degli elettori, 2.079.819 cittadini, al voto.

La proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali, giudicata ammissibile ai sensi dell’art. 14 comma 1 lettera i dello Statuto autonomo della Regione Siciliana, è stata oggetto di esame in IV Commissione durante la passata legislatura; dopo la vittoria referendaria del 2011 il testo già assegnato alla IV Commissione, è stato rivisitato alla luce degli esiti referendari e della vigente normativa europea. Le modifiche introdotte al testo sono state formulate dal tavolo tecnico congiunto dei promotori delle proposte di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali coordinato dal Prof. Luca Nivarra, ordinario di diritto civile dell’Università di Palermo, già estensore dei quesiti referendari nel Gruppo Rodotà e consulente dei promotori della proposta di iniziativa Popolare, e ritrasmesso con la denominazione “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque.

Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia. Adeguamento della disciplina del servizio idrico alle risultanze del referendum popolare del 12 – 13 giugno 2011” il 28.11.2011 al Presidente della IV sottocommissione Ambiente e territorio, l’On. Ammatuna. che ha esitato il ddl per la discussione in IV Commissione senza porre alcuna modifica. In seguito alla scadenza anticipata del governo Lombardo, il ddl è stato nuovamente assegnato in questa legislatura alla IV Commissione Ambiente e territorio ai sensi dell’art 42 commi 1 e 2 della l.r. 1/2004.; Il 15 gennaio 2013 la IV Commissione ARS ha tenuto la prima audizione parlamentare per l’esame dei testi di legge di riordino del SII, ed ha convocato ed audito i proponenti dei ddl di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali come riportato nel sommario 2. Esame del disegno di legge n. 102 Principi per la tutela, ilgoverno e la gestione pubblica delle acque. ’Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia’.

I proponenti hanno consegnato al Presidente della IV Commissione, On. Trizzino il testo denominato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Adeguamento della disciplina del servizio idrico alle risultanze del referendum popolare del 12 – 13 giugno 2011” già oggetto dei lavori della IV sottocommissione nella passata legislatura (XV) chiedendo di ripartire dall’esame del testo unificato dopo i referendum in quanto Il testo “aggiornato” (che è stato consegnato alla Commissione insieme ad un’appendice normativa ) è coerente con l’impianto ed i contenuti originari della proposta di legge iniziale, e le modifiche apportate sono state proposte e condivise dai proponenti dei ddl di iniziativa Popolare e Consiliare per aggiornarne i contenuti alla disciplina scaturita dagli esiti referendari ed alle normative europee .

Il medesimo testo denominato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia. Adeguamento della disciplina del servizio idrico alle risultanze del referendum popolare del giugno 2011” è stato presentato anche per iniziativa parlamentare dagli On.li Panepinto, Maggio, Panarello con il n° 125. E’ utile ricordare che l’On. Panepinto, sindaco di Bivona (AG), è già copromotore del testo di iniziativa Consiliare e coordinatore del Coordinamento degli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la gestione pubblica del servizio idrico, e l’On. Maggio è già copromotore del testo di iniziativa Popolare.

Durante la seconda seduta di IV Commissione del 16 gennaio, il ddl succitato con il n°125 è stato assegnato alla IV Commissione, ed il Presidente On. Trizzino ha proposto di incardinare al ddl 125, il ddl di iniziativa Popolare 102. Trattandosi del medesimo testo che i proponenti avevano già consegnato al Presidente della IV Commissione il 15 gennaio e cioè la versione aggiornata agli esiti referendari dagli stessi promotori, e dunque identica al 125 i promotori del ddl 102 hanno accettato. Durante la terza seduta della IV Commissione sulla proposta di legge il 23 gennaio, il Presidente Trizzino ha informato che era stata assegnato alla IV anche il ddl di iniziativa dei Consigli Comunali con il n° 158. In quella occasione i proponenti convocati in rappresentanza degli Enti Locali hanno ribadito, come già quelli in rappresentanza dei cittadini, di voler fare ripartire la discussione dal testo rivisto congiuntamente dai promotori dopo i referendum e dunque di accettare che il testo base fosse il 125 come già proposto dall’On Presidente Trizzino

La IV Commissione, come nella precedente legislatura, ha istituito una sottocommissione ad hoc per l’esame del testo di legge, presieduto dall’On. Palmeri, che ha disposto le audizioni dei gestori e dei soggetti coinvolti nella gestione del SSI in Sicilia ed acquisito documentazioni dall’Assessorato all’energia e servizi di pubblica utilità, invitando alle sedute di sottocommissione i soli proponenti Parlamentari (On. Panepinto, On Ragusa), e mai quelli del testo di iniziativa Popolare e Consiliare, malgrado nella seduta del 15 gennaio fosse stata assicurata dal Presidente On Trizzino una partecipazione a tutti i lavori della sottocommissione.

Il 29.04.2013 i promotori dei ddl di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali congiuntamente hanno richiesto al Presidente della IV Commissione, al Presidente della sottocommissione ed agli On.li Commissari di essere auditi anche in considerazione del fatto che la l.r. 2/2013 poneva il limite temporale di sei mesi per l’emanazione di un testo di riordino, e cioè entro e non oltre il 9 giugno.

Tale audizione è stata disposta ed ha avuto luogo il 17.05.13 alla sola presenza dell’On Palmeri per la IV Commissione. Durante la seduta i proponenti dei ddl Popolare e Consiliare sono stati informati del fatto che la sottocommissione non avrebbe proposto modifiche al testo in esame, così come è avvenuto, per aprire la fase di emendamenti al testo in IV Commissione, e che la Conferenza dei Capigruppo Parlamentari aveva disposto che il testo di legge potesse essere portato in Aula per l’approvazione per il 12 giugno.

Il 21 maggio si sono conclusi i lavori della Sottocommissione istituita per l’esame della legge ed il Presidente della IV Commissione ha fissato come termine ultimo la data del 12 giugno per recepire gli emendamenti al testo. Il 25 maggio i proponenti del testo di iniziativa Popolare e Consiliare hanno congiuntamente richiesto un incontro urgente con il Presidente della Regione On. Crocetta, all’Assessore Dott. Marino, ai 12 Capigruppo Parlamentari per esporre le proprie ragioni e conoscere le intenzioni del Governo e del Parlamento Regionale in merito all’approvazione del testo di legge in esame.

L’11 giugno il Governo deposita un testo di legge denominato “Disciplina in materia di risorse idriche” a firma del Presidente On. Crocetta, e dell’Assessore Dott. Marino che viene assegnato alla IV Commissione Ambiente il 12 giugno. Il sommario della convocazione della seduta di IV Commissione del 13 giugno porta al 1° punto dell’OdG: Esame dei seguenti disegni di legge: N.125-102-106-158 “principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Adeguamento della disciplina del servizio idrico alle risultanze del referendum popolare del giugno 2011”. N. 455 “disciplina in materia di risorse idriche”.

Nel corso della seduta come riportato dal resoconto parlamentare “Il PRESIDENTE riprende il primo punto all’ordine del giorno e rileva che il Governo ha presentato il proprio disegno di legge sul servizio idrico a conclusione dei lavori svolti dalla sottocommissione e dopo che sono decorsi i termini per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge 125-102-106-158.”

Dallo stesso resoconto si apprende che “Il dott. MARINO, Assessore regionale dell’energia e i servizi di pubblica utilità, ricostruisce le fasi che hanno interessato la stesura del testo presentato, che era stato preannunciato sin dalla pubblicazione della legge n.2 del 2013. La presenza del dipartimento è stata sempre garantita con la partecipazione ai lavori della sottocommissione di due funzionari.

Ritiene che non ci potevano essere equivoci sulla volontà del Governo di presentare un proprio testo.” Nel corso della seduta i Commissari si sono espressi concordemente per riavviare la discussione dal testo del Governo ed “Il PRESIDENTE prende atto delle dichiarazioni degli onorevoli, e propone che l’Assessore svolga la discussione generale il prossimo 19 giugno, riservandosi di comunicare una nuova data per la presentazione degli emendamenti sul disegno di legge n. 455, che viene abbinato al testo 125-102-106-158.”

In considerazione del fatto che il ddl del Governo “Disciplina in materia di risorse idriche” non recepisce le istanze contenute nel ddl di iniziativa Popolare e Consiliare e, per i suoi contenuti, mantiene la possibilità che si continui o si inizi una gestione privata del Servizio Idrico Integrato in Sicilia, contrariamente a quanto previsto dal testo di iniziativa Popolare e Consiliare, e del fatto che tale ddl viene espunto dalla discussione in IV Commissione, nelle successive audizioni del 19 e del 26.06.13 i rappresentanti dei ddl Popolare e Consiliare hanno formalizzato al Presidente della IV Commissione On. Trizzino la richiesta di non incardinare i ddl rappresentati a quello presentato dal Governo, chiedendo altresì che potesse proseguire l’iter parlamentare come prescritto dalla legge 1/2004.

A tale richiesta non è stato dato dalla Commissione alcun seguito o risposta, per cui il 04 07.13 i Proponenti hanno formalizzato al Presidente dell’Assemblea Regionale On. Ardizzone una richiesta congiunta di incontro urgente in merito all’applicazione dell’art. 40 l.r.1/04.

Il Presidente dell’Assemblea regionale ha accordato l’incontro richiesto in data 16.07.13. Durante l’incontro con una delegazione dei proponenti, avvenuto alla presenza del Presidente della IV Commissione On. Trizzino, il Presidente dell’Assemblea Regionale, comprendendo la delicatezza dell’iter della prima proposta di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali presentata in Sicilia, ha proposto, ponendo come condizione la condivisione unanime della Commissione, di far ripartire la discussione degli emendamenti dal testo di iniziativa Popolare e Consiliare proponendo altresì la possibilità di modificare il regolamento interno all’Assemblea Regionale, per consentire ai proponenti di ddl Popolari e/o Consiliari di proporre emendamenti attraverso il Presidente della IV Commissione.

Tale proposta, riportata dall’On Presidente Trizzino, agli On.li Commissari nella seduta della IV Commissione del 17.07.13 è stata, a seguito di un acceso dibattito, subordinata, come riporta il resoconto parlamentare, dal Presidente della IV “ad un intervento formulato per iscritto dal Presidente dell’Assemblea. In attesa che giunga una nota in tal senso propone di continuare l’esame del ddl 445”. La nota richiesta dalla Commissione non è giunta alla Presidenza della IV Commissione nella successiva seduta del 23.07.13, (né in altra data successiva,) né in quella seduta è stata data risposta in merito alla richiesta di applicazione dell’atr. 40 l.r. 1/04 mentre i lavori della Commissione sono proseguiti sul testo del Governo.

In data 24.07.13 i proponenti del ddl Popolare e Consiliare hanno nuovamente inoltrato al Presidente dell’Assemblea regionale richiesta congiunta di applicazione del succitato art. 40. Tale richiesta è stata reiterata in forma identica ma con due richieste distinte il 1 ottobre dai rappresentanti del ddl di iniziativa Consiliare ed l’8 ottobre dai rappresentati del ddl di iniziativa Popolare.

In considerazione del fatto che il Governo, come dichiarato dall’Assessore Marino, ha seguito tutti i lavori della Commissione e della Sottocommissione sulla legge Popolare e Consiliare con la palesata intenzione di proporre a conclusione dell’iter un proprio testo alternativo, che il ddl del Governo è stato fatto passare nella discussione in IV Commissione come prioritario rispetto al ddl n°125 in ragione della prassi parlamentare per cui i ddl governativi hanno precedenza su quelli parlamentari.

Non è irrilevante sottolineare a tal proposito che il Presidente della IV Commissione, nel proporre di incardinare il testo già consegnato dai proponenti del ddl di iniziativa Popolare il 15 gennaio a quello Parlamentare giunto in Commissione il 16 gennaio, seppur identico, non ha fatto presente ai promotori, come in seguito verbalmente sostenuto, che in questo modo gli stessi avrebbero perso automaticamente il diritto di rappresentarlo avendovi rinunciato. Considerato che se tale tesi fosse stata correttamente espressa il 16 gennaio, ammesso che ci sia una ratio in questa affermazione che non trae sostegno dai regolamenti stessi, che non citano espressamente i ddl di iniziativa Popolare e/o Consiliare, i promotori non avrebbero, a questa condizione, mai accettato che il proprio testo fosse incardinato a quello pur identico ma di iniziativa Parlamentare, per cui si ritiene questa, una grave omissione da parte del Presidente della IV Commissione.

Altrettanto utile è ricordare che lo stesso Presidente della Assemblea Regionale aveva proposto di far ripartire la discussione dal ddl 125 a presentazione del testo del Governo avvenuta il 16.07.13, prospettando la possibilità di modificare il regolamento interno dell’Assemblea regionale per dare agibilità ai promotori del primo testo di iniziativa Popolare e Consiliare, all’interno della Commissione, e cioè consentendo l’esercizio della democrazia diretta garantita dalla Costituzione, dallo Statuto siciliano e regolamentata dalla l.r.1/2004. Considerato altresì che la IV Commissione ha avuto un atteggiamento deliberatamente ostativo rispetto a quanto proposto dal Presidente On. Ardizzone, che ha consentito di portare al termine la discussione sul ddl del Governo senza mai dare risposta alle richieste formali dei promotori di non incardinare i ddl Popolare e Consiliare a quello del Governo e di applicazione dell’art. 40 l.r. 1/2004.

Considerato infine che si potrebbe ravvisare pertanto nel comportamento della IV Commissione e del Governo una volontà preordinata di non volere dare seguito ed applicazione a quanto la legge 1/2004 prevede, ed anzi di avere “temporeggiato” con il ddl 125 in attesa che il Governo fosse pronto con un proprio testo da far discutere, con quella che a posteriori appare una chiara volontà di estromettere la prima legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali dalla discussione dell’Aula Parlamentare, rendendo altresì vano l’intervento dello stesso Presidente dell’Assemblea Regionale, i Promotori, che in nessun modo intendono rinunciare ad esercitare le proprie prerogative di rappresentanti dei Cittadini e dei Consigli Comunali, si vedono costretti a richiedere, per il ruolo istituzionale e le funzioni attribuitegli, allo stesso Presidente dell’Assemblea Regionale di volere dare efficacia alla legge 1/2004.

In proposito, si segnala che, essendo spirato il 14 giugno 2013 il termine di sei mesi previsto dall’art. 40, comma 4 della L.R. 10 febbraio 2013 n. 1, senza che la IV commissione si sia pronunciata, ed essendo già stato seguito in precedenza tutto l’iter previsto dalla legge stessa per la verifica di regolarità e proponibilità della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali, in applicazione dello stesso IV comma dell’art. 40 citato, la proposta doveva essere iscritta al primo punto dell’ordine del giorno della prima seduta dell’Assemblea Regionale.

Tale adempimento è previsto dalla Legge Regionale 1/2004 come un obbligo a carico del Presidente dell’ARS senza lasciare, al riguardo, alcun margine di discrezionalità.

Al riguardo la Legge, infatti, individua sia la seduta sia la collocazione nell’ordine del giorno, non consentendo alcuna deroga né richiedendo adempimenti preliminari, sicché si tratta di un preciso obbligo per chi ricopre la carica di Presidente la cui omissione è valutabile sotto ogni aspetto, anche sanzionatorio, alla luce delle norme in materia.

Peraltro, tale perentorietà della norma dimostra il valore che il Legislatore Regionale riconosce all’Iniziativa Popolare creando un sistema che rende ineludibile la calendarizzazione e discussione delle proposte di legge che vengono dai cittadini e/o dai Consigli Comunali/Provinciali.

Quanto riportato dimostra, con ogni evidenza, quanto grave debba ritenersi quanto sta avvenendo in relazione alla Proposta di Legge in oggetto della quale, pur essendosi verificate tutte le condizioni per l’applicazione del disposto del 4° comma dell’art. 40 L.R. 1/2004, con termine già spirato lo scorso 14 giugno, e malgrado le molteplici sollecitazioni, non è stata calendarizzata la discussione.

Tanto premesso, gli intimanti, come sopra generalizzati ed assistiti,

DIFFIDANO E METTONO IN MORA

Il Sig. Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, domiciliato per la carica presso la Sede dell’ARS in Palermo, Palazzo dei Normanni, in adempimento al disposto dell’art. 40, comma 4 della L.R. 10 febbraio 2004 n. 1, a mettere al primo punto all’ordine del giorno della prossima seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana la discussione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali denominato DDL 102 “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia” Avvertono che l’inadempienza a quanto intimato sarà valutata come grave comportamento omissivo di doveri d’ufficio secondo le norme vigenti.

Palermo, 17 dicembre 2013 Antonietta Leto Teodoro Lamonica Michele Botta Domenico Giannopolo Giuseppe Nicosia Avv. Sebastiano Papandrea Avv. Nicola Giudice

Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario UNEP addetto all’Ufficio Unico Notifiche presso la Corte di Appello di Palermo, su istanza come in atti , ho notificato e dato copia a:

Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana in carica, On. Giovanni Ardizzone, consegnandone copia nel domicilio per la Carica in Palermo, Palazzo dei Normanni, presso la sede dell’ARS, ivi oggi a mani


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