ACQUA!!!

Sapete quante guerre vi sono oggi al mondo per l’acqua? Parlare d’acqua. Parlare di scarsità: la condizione fondamentale per la quale il mercato si appropria di un bene...
di Flavio William Tamburrano - giovedì 16 luglio 2009 - 1873 letture

Oltre un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’acqua potabile. Quasi 2 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza di acqua potabile. Oltre 2 miliardi e mezzo di persone non hanno accesso ai servizi igienici sanitari di base. Secondo le Nazioni Unite nel 2030, metà della popolazione mondiale sarà senz’acqua!

Sapete quante guerre vi sono oggi al mondo per l’acqua? Parlare d’acqua. Parlare di scarsità: la condizione fondamentale per la quale il mercato si appropria di un bene. Acqua significa parlare di dati, di geopolitica, di guerre; la sua presenza significa vita, l’assenza porta la morte. Parlare d’acqua significa parlare di un diritto negato, un diritto senza codice; significa multinazionali, domini, leggi, regole e principi che ne permettono il controllo; significa la privatizzazione dell’acqua.

Significa non dimenticare il 2° Forum mondiale sull’acqua tenutosi all’Aja dal 17 al 22 marzo del 2000, dopo il quale l’acqua ha perso giuridicamente lo status di diritto per essere considerata BISOGNO. In quanto tale, essa è passibile d’essere regolata dalle leggi sulla domanda e sull’offerta.

Parlare d’acqua significa non parlarne! Significa circuiti di comunicazione paralleli e all’ombra dell’INFORMAZIONE: significa reti, campagne, convegni, giornate tematiche, associazioni, ong, onlus e tutta la società civile impegnata nella lotta per la VITA. Sintesi di tutte le campagne e le lotte è: PARTECIPARE! Boicottando le acque minerali, informandoci e conoscendo da dove e come l’acqua arriva al nostro rubinetto, con la propria presenza nelle sedi istituzionali ma soprattutto decisionali del nostro territorio: paese, provincia, regione.

Acqua significa anche spreco, in Italia più del 50% dell’acqua immessa nella rete idrica sparisce nel nulla. Stringiamo rubinetti e apriamone altri. Pensiamo alla privatizzazione dell’acqua. Pagare bollette rincarate dai gestori privati fino al 300% in più: soldi “sporchi” che finiscono nelle tasche di prepotenti grazie a mezzi “puliti”. La lotta non deve essere per il costo delle bollette ma per la gestione dell’acqua, BENE PUBBLICO, collettivo, di tutti. Educhiamoci al suo consumo, anche pagandola di più, ma facciamo sì che i nostri soldi siano spesi per difenderLA.

Difendere non è un gesto astratto, ma un’azione concreta. Vuol dire migliorare condutture eliminando gli sprechi; installare apparecchiature e utilizzare piccoli accorgimenti rivolti a migliorare il nostro consumo; investire nella ricerca per il recupero e la parcellizzazione delle acque; fermare l’utilizzo di sostanze chimiche e tossiche dai fertilizzanti ai detersivi; favorire il ritorno all’uso di prodotti naturali. Sovvenzionare e favorire la diffusione e il passaggio a nuovi stili di vita fondati sul risparmio idrico è la strada da percorrere. I mezzi per farlo sono i saperi e le buone pratiche riguardanti l’utilizzo e la gestione dell’acqua.

Ci stanno svendendo il diritto alla vita, l’unico modo per ritornare a salvaguardare l’acqua è considerarlo un Diritto Umano, inserendolo nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Acqua: corollario del primo tra i diritti e suo sinonimo.

Diritto all’acqua=diritto alla vita. Diritto all’acqua = diritto alla salute.

Il 26 e 27 giugno a Pennabilli (PU), conferenza interregionale: Studi ed esperienze sull’uso sostenibile delle risorse idriche dell’Appennino.


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