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AAA Regista Cercasi. Raccontare in breve in bianco e nero

Nel mondo la Corea del Nord dichiara di volere attaccare gli USA con armi nucleari. In Italia all’interno dello Stato, il Parlamento è incapace di esprimersi unito.
di Ornella Guidi - martedì 9 aprile 2013 - 3295 letture


 1° sequenza

Autunno inoltrato, cielo nebbioso, una radura con alberi intorno, poche le foglie rimaste avvizzite sui rami; al centro dello spiazzo un fuoco smorzato e di lato a destra una baracca di legno con la porta chiusa rivolta verso i resti di quel fuoco, vicino al quale ci sono povere cose …è un accampamento di soldati, nella boscaglia.

 2° sequenza

Interno della baracca - la macchina da presa mostra dei soldati mal ridotti stremati che malamente seduti per terra mangiano dei pezzi di pane.

 3° sequenza

Dall’interno della baracca viene inquadrata la porta chiusa - subito la porta viene spalancata violentemente da un calcio di un soldato nemico che armi in pugno sorprende con i compagni, i soldati seduti a terra.

 4° sequenza

I nemici sotto il tiro delle armi costringono i soldati disorientati e spaventati ad uscire dalla baracca e con pochi e secchi gesti intimano loro di spogliarsi delle divise, si vede appena accennato l’inizio…

 5° sequenza e finale

I soldati del primo e del secondo gruppo sono accovacciati insieme in cerchio in quella piccola radura, attorno al fuoco che ora è più vivo, e mangiano del pane zitti gli uni accanto agli altri, mentre la macchina da presa pur mantenendo l’immagine si sposta in avanti e inquadra il mucchio di divise buttate a terra e un uomo spara con una mitraglietta delle raffiche di colpi su quei due mucchi di stoffa dell’uno e dell’altro colore.

Nella sequenza finale dove mangiano insieme deve vedersi l’asciutta compostezza di questi uomini, per loro scelta non più gli uni contro gli altri, un’immagine priva di qualsiasi trionfalismo in quanto emblema di un ritorno da soldati a uomini solidali con altri uomini, passaggio avvenuto attraverso un percorso doloroso.

Cinque sei sequenze di una manciata di secondi ciascuna, neppure un minuto.

Dal punto di vista emozionale il clou della storia è nell’istante in cui il nemico irrompe nella baracca, un’emozione che più è forte, più efficacemente farà recepire il messaggio finale.

Il senso dello Spot

Uno spot contro tutti i militarismi ma che vuole anche dimostrare che non è responsabile solo chi dà gli ordini, è ugualmente responsabile chi li esegue…chi spara, chi uccide.

Chi preme il grilletto ha sempre un’altra possibilità, quella di non farlo.

Nel caso specifico dello Spot viene considerata una situazione di guerra o guerriglia che potrebbe far compiere l’ennesima strage se non ci fosse il rientrare in sé dell’Uomo, il suo riappropriarsi della libertà di decidere. Un Uomo che contro ogni idea di morte e di sopraffazione, sceglie con libertà di coscienza e decide per la vita e la solidarietà umana.

Il fatto di utilizzare comunque delle armi contro le differenze simboleggiate dalle diverse divise, riflette un pensare ed un agire messo in pratica non da colti intellettuali ma da rozzi soldati abituati ad ogni tipo di violenza, questo a testimoniare che qualsiasi uomo in qualsiasi momento, nelle condizioni più sfavorevoli, può se vuole non solo dire no alla violenza e alla cieca obbedienza ma aprirsi alla diversità e alle ragioni degli altri.

Quando lo spot è finito noi non sappiamo se quella conclusione vale per tutti o è valida solo per quei pochi uomini, però è un esempio, vuole essere solo quello, indicare una via d’uscita quando sembra non essercene alcuna e questo vale per tutte le guerre di ogni genere ordine e grado, comprese quelle politiche in essere nel nostro Parlamento e portate avanti sulla nostra pelle.

Forse è un dire un po’ retorico ma dopo tanti discorsi populisti…. a noi gente comune per il momento non rimane altro che leccarci le ferite ormai mortali, nessuno ci offre un esempio concreto di oltrepassare i propri limiti, chi potrebbe farlo si accovaccia per terra ma solo con i suoi.


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