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A casa di Massimo Troisi

Una passeggiata a San Giorgio a Cremano, il paese natale di Massimo Troisi

di Piero Buscemi - mercoledì 29 marzo 2023 - 3838 letture

Ritrovarsi ancora una volta a parlare di Massimo Troisi, come a non volerci staccare da un ricordo o da una ricorrenza, come quella che può essere stata la festa per il suo 70° compleanno virtuale lo scorso 19 febbraio.

Il destino ci mette del suo per solleticare il ricordo di questo artista, per il quale avevamo recensito il film documentario di Mario Martone "Laggiù qualcuno mi ama", omaggio a questo figlio del palcoscenico naturale che è la vita.

Un destino che ha voluto riportarci nei luoghi, nelle scene, nelle battute imparate a memoria che vorremmo fossero di dominio pubblico anche tra le nuove generazioni, come un corso didattico da utilizzare per diffondere quelle lezioni di ironia e sopraffina analisi dell’animo umano con le sue contraddizioni.

Non che l’opera di Troisi non abbia già rappresentato oggetto di studio, non solo in campo cinematografico. Una tesi di laurea, che sappiamo non sarà l’unica, sviluppata sull’arte recitativa dell’attore, è messa in mostra in una delle mensole espositive de La Casa di Massimo Troisi, ospitata all’interno della Villa Bruno a San Giorgio a Cremano.

Ci siamo recati lì sabato scorso, accolti con entusiasmo e cortesia dalla vicepresidentessa della onlus Casa di Massimo Troisi, Maria Falbo, che ci ha aperto le porte di questa sorta di ricostruzione ideale dello scrigno, non particolarmente segreto, della pigrizia e l’umiltà dell’artista.

All’interno della Villa Bruno, raggiungibile facilmente a un centinaio di metri dall’uscita della Circumvesuviana "Cavalli di Bronzo", dopo aver superato una statua del classico Pulcinella con tanto di corno scaramantico sulla schiena, non riuscendo a trattenerci dalla tentazione di catturarne un’immagine, due ampi ambienti sulla sinistra dell’accesso al parchetto della villa, ospita gli oggetti e parte dell’arredamento dell’appartamento di Roma, dove Troisi accoglieva i suoi ospiti, tra giornalisti, attori, musicisti e tutti coloro che in quegli anni hanno involontariamente dato a vita a un moderno mecenatismo.

Sfiorare il divano in bambù, decine di volte visto in TV dal quale ascoltavamo l’artista durante i suoi interventi da casa a molte trasmissioni che lo coinvolgevano. Osservare le immagini di un Troisi bambino fino all’adolescenza, all’età scolastica e alle prime rappresentazioni con gli altri due comici de La Smorfia, Lello Arena e Enzo De Caro, è stato come farsi ospitare, volgarmente "imbucarsi", nella sua vita di uomo che ha vissuto un’esistenza all’insegna di una grandezza artistica, la cui internazionalità e altezza lui stesso forse non ne prese mai coscienza del tutto.

Ci siamo fatti catturare dai racconti sui particolari di lenta maturazione artistica, che sapientemente la vicepresidentessa ci ha centellinato durante la visita, sulle sue più intime emozioni di uomo, prima ancora che giullare da palcoscenico, che lo hanno reso immortale nella drammaticità di una brevissima vita nella quale Troisi ha trovato il modo di convivere, cosciente in ogni fase della sua carriera di un destino che improvvisamente avrebbe chiuso il sipario.

Tutto questo appare ancora più bizzarro, più delle centinaia di scene alle quali abbiamo riso e dalle quali abbiamo rubato le frasi da utilizzare nei nostri dialoghi di piazza, tutto davvero singolare se questo nostro umile ricordo si affianca alla recente scomparsa di Gianni Minà, il giornalista che più di una volta si è dovuto arrendere alla spontanea ironia umana con la quale Troisi riusciva, in occasione di ogni loro incontro, a invertire i ruoli in maniera così rocambolesca da costringere il giornalista a cambiare copione, attentamente e professionalmente curato nei giorni precedenti.

Abbiamo appreso che per il prossimo giugno un’altra ala espositiva sarà messa a disposizione dell’associazione, il cui presidente è il fratello maggiore di Massimo, Luigi Troisi. Sarà un’altra occasione per ripercorrere quegli attimi che ci hanno fatto sorridere alle stranezze della vita, rendendoci più umili e umani.

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Centro Teatro Spazio
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Chitarra suonata da Pino Daniele
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Copione
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Estratto di nascita
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I tre fratelli Troisi
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Ingresso Villa Bruno
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Interno della casa museo
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Le sedie da regista
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Massimo Troisi e la passione per il calcio
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Troisi e Pulcinella
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Una delle biciclette usate ne Il Postino
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Vaso
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Statua in Piazza Massimo Troisi
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Targa ricordo


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