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A Siracusa festa per i 10 anni di Emergency


Emergency festeggia i suoi dieci anni. A Siracusa, il 19 dicembre presso il salone Arci.
martedì 14 dicembre 2004, di Redazione - 2084 letture

Dove c’è la guerra, Emergency costruisce speranze. Dalla prima missione in Ruanda nel 1994, in questi dieci anni Emergency, associazione umanitaria italiana per la cura e riabilitazione delle vittime delle guerre e delle mine antiuomo, ha costruito 10 ospedali, decine di posti di primo soccorso e portato assistenza ad oltre un milione di persone. In Afghanistan, Iraq, Cambogia, Sierra Leone, Palestina, Angola. Dieci anni in cui abbiamo conosciuto la violenza della guerra ma anche le risorse della vita. Dieci anni della vita dei tanti che abbiamo curato e di quelli che ci hanno sostenuto.

Quest’anno ha quindi significato per Emergency il raggiungimento di un importante traguardo. Il gruppo Emergency di Siracusa, al compimento del suo secondo anno, un anno intenso di attività di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi per tutta la provincia, vuole festeggiare questo traguardo insieme ad amici e sostenitori con una serata d’informazione, solidarietà e … musica.!

Informazione attraverso l’allestimento della mostra "la guerra com’è" , e l’aggiornamento della situazione dei conflitti in atto nel mondo ( più di 33) in collaborazione con l’agenzia di stampa Peacereporter (www.peacereporter.it) Solidarietà perché l’intero incasso della serata verrà devoluto per la costruzione dell’Emergency Surgical Center Al Fashir in Sudan. ( in allegato una scheda sulla situazione del Sudan, e sull’intervento di Emergency in Sudan). Musica con le selezioni del noto dj siracusano, Paolo Mei, che desideriamo ringraziare per l’immediata e amichevole disponibilità.

Il buffet eno-gastronomico sarà offerto dai volontari di Emergency Siracusa.

La serata per i dieci anni di Emergency si terrà

domenica 19 dicembre presso il salone Arci in via Crispi 88, con inizio alle ore 21.00.

L’ingresso prevede un’offerta minima di € 6,00 , incluso il buffet.

Sono già disponibili i biglietti contattando il numero 3394291424 o scrivendo all’indirizzo : emergency.siracusa@libero.it.

Siracusa, 27 novembre 2004

Donatella Crucitti
Coordinatrice Emergency Siracusa
Tel. 3490587122
ema@il emergency.siracusa@libero.it

Il Sudan e i progetti di Emergency in Darfur

Sudan

Il Sudan è il più grande paese dell’Africa, con una popolazione di circa 39 milioni di abitanti su un territorio di oltre 2.500.000 chilometri quadrati. Sudan significa "terra dei neri", ma la composizione del paese è molto più varia di quanto questa definizione lasci intuire.

Dall’anno dell’indipendenza dal dominio anglo-egiziano (1956), il Sudan ha attraversato una serie di crisi politico-istituzionali culminate con la guerra civile protrattasi per gli ultimi 20 anni che ha visto contrapporsi il governo settentrionale arabo e musulmano di Khartoum ai ribelli del Sudan people’s liberation army (Spla), che rivendicano l’indipendenza delle regioni meridionali del paese a prevalenza cristiano-animista.

La matrice etnico-religiosa era già stata l’origine di un primo conflitto che insanguinò il sud Sudan dal 1955 al 1972, conclusosi con gli accordi di Addis Abeba: il Sudan veniva dichiarato "stato laico" in cui i cittadini erano tutti uguali davanti alla legge e al sud veniva concessa una sorta di autonomia.

Una guerra che dura da vent’anni

Seguì un periodo di transizione sostanzialmente pacifico, ma la situazione precipitò nuovamente nel maggio del 1983, quando il presidente Nimeiri decise di estendere la legge islamica anche alle popolazioni cristiane del sud. Da allora, i due eserciti si sono fronteggiati senza sosta, provocando oltre due milioni di vittime e quattro milioni e mezzo di rifugiati e sfollati. Nel 2002 sono stati avviati in Kenya colloqui di pace che, fra risultati alterni e discontinui, hanno portato a una tregua. Nel settembre 2003 è stato raggiunto un accordo sulla sicurezza delle aree meridionali durante il previsto periodo di transizione di sei anni in attesa del raggiungimento dell’accordo di pace definitivo. Alla sua conclusione, è previsto un referendum in cui la popolazione del sud Sudan possa decidere se rimanere sotto la giurisdizione di Khartoum. Mentre a sud, nonostante la tregua abbia subito numerose violazioni, sembra essersi aperto uno spiraglio di pace, la tensione rimane molto alta nella regione orientale del Darfur che vede scontrarsi dal febbraio 2003 due movimenti di resistenza armata e le truppe governative, spesso affiancate dalle violente scorrerie dei Janjaweed. Qui c’è una grave crisi umanitaria che ha investito oltre un milione di persone che non hanno accesso a cibo, acqua e a cure mediche basilari. Le condizioni di vita del popolo sudanese rimangono difficili: l’aspettativa a vita è di 55 anni, la mortalità infantile sotto i cinque anni si attesta intorno al 107 per mille, il 50% della popolazione non ha accesso ai farmaci essenziali e ci sono 16 medici ogni 100.000 abitanti.

Il diritto alla salute

La decisione di intervenire in Sudan è stata presa da Emergency dopo una missione valutativa nel giugno 2003. Su invito del Ministero della Sanità, il team di Emergency ha visitato numerosi ospedali di Khartoum, dove si trova la maggior parte delle strutture sanitarie del paese (oltre che la maggior concentrazione di abitanti) e di altre aree del paese. Dopo questo primo sopralluogo, in base al principio che il diritto alla salute - in particolare ad un’assistenza qualificata e gratuita - sia un diritto universale e non debba rimanere un privilegio delle nazioni più sviluppate, è stato elaborato un programma articolato che prevede da un lato un intervento altamente specialistico a Khartoum e dall’altro l’avvio di interventi di chirurgia d’emergenza e di sanità di base in aree particolarmente disagiate come il Darfur e alcuni campi profughi della capitale.

Emergenza Chirurgica nel Nord Darfur

Con l’aggravarsi della crisi in Darfur, Emergency ha deciso di valutare le condizioni per un suo intervento nella regione. Alcuni sopralluoghi in diverse città del Nord Darfur hanno evidenziato le enormi necessità delle strutture sanitarie della regione che, in edifici fatiscenti, senza attrezzature e con pochi farmaci, devono affrontare l’emergenza umanitaria causata dal conflitto.

La decisione di intervenire ad Al Fashir è legata al fatto che l’Ospedale Universitario della capitale del Nord Darfur è il principale centro chirurgico dello Stato e come tale riceve il maggior numero di urgenze. Il bacino d’utenza diretto dell’ospedale è di circa 250.000 persone e comprende anche le migliaia di sfollati che vivono nei campi profughi sorti intorno alla città.

L’intervento di Emergency nel Nord Darfur

Emergency ha firmato il 25 ottobre 2004 un Protocollo d’intesa con il Ministero della Sanità del Nord Darfur e il Ministero Federale della Sanità per poter gestire, all’interno dell’Ospedale Universitario di Al Fashir, tutte le attività di chirurgia di guerra, traumatologia e chirurgia d’urgenza e creare quindi - all’interno del complesso ospedaliero - un vero e proprio Centro chirurgico completo di tutti i servizi ausiliari. Per ulteriori informazioni : www.emergency.it

La guerra civile in Darfur sta portandosi via decine di migliaia di vite umane, e infliggendo atroci sofferenze, in un luogo dove l’assistenza sanitaria è quasi inesistente, e non è gratuita. Al Fashir è la capitale del Darfur del Nord. E’ il luogo ottimale per un Centro Chirurgico di Emergency, perché quello è il punto di riferimento per i feriti della regione, per fornire loro assistenza altamente specializzata in un ospedale pulito, bello, efficiente, gratuito.

Emergency, nei dieci anni di vita, non solo ha accumulato una grande esperienza internazionale e la più ampia casistica scientifica nel trattamento dei feriti di guerra. In Emergency è anche cresciuta la convinzione che solo ospedali rispettosi della persona umana e dei suoi diritti siano in grado di assolvere i pieno il proprio compito: quello di essere luoghi davvero "ospitali" dove si praticano rapporti umani basati sulla solidarietà e sul rispetto reciproco.

Gino Strada

26 novembre 2004

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