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A Roma “tira una brutta aria”: il monitoraggio dei “Cittadini per l’Aria”

Oltre 500 cittadine e cittadini della Città metropolitana di Roma, nell’ambito della Campagna di scienza partecipata Salviamo l’aria: “NO2 NO GRAZIE!”, promossa da Cittadini per l’Aria, hanno messo in luce le concentrazioni di biossido di azoto in città. Un articolo di Giovanni Caprio (Pressenza).

di Redazione - sabato 15 luglio 2023 - 1019 letture

Come si sa, quasi sempre ignoriamo la qualità dell’aria che respiriamo. Eppure, l’inquinamento atmosferico non è invisibile. Oltre 500 cittadine e cittadini della Città metropolitana di Roma, coordinati da Alessandra Grasso, nell’ambito della Campagna di scienza partecipata Salviamo l’aria: “NO2 NO GRAZIE!”, promossa da Cittadini per l’Aria, hanno messo in luce le concentrazioni di biossido di azoto, dando così colore all’inquinamento in città. Il monitoraggio di questo inquinante derivante dal traffico veicolare, e in special modo dai veicoli diesel, è stato effettuato nella Capitale dal 4 febbraio al 4 marzo 2023, per la terza volta dal 2018. La mappa dei punti di monitoraggio scelti dalle persone, vicino a casa, a scuola, al lavoro, è stata integrata da quelli selezionati dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio per la calibrazione con le centraline di ARPA Lazio; a partire da questi dati puntuali, e grazie all’elaborazione dei ricercatori, sono state stimate le concentrazioni medie annue di ciascun punto e, nei prossimi mesi, sarà possibile sviluppare mappe che aiuteranno a studiare ancora più nel dettaglio come si disperde il biossido d’azoto.

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Roma, campagna di Cittadini per l’aria - Foto di Cittadini per l’Aria

Quali sono i dati rilevati a Roma?

La media mensile della città, per il monitoraggio del 2023, è stata di 42,69 μg/m³ rispetto ai 40 μg/m³ del 2020. A Roma, tra febbraio e marzo 2023,i l 99% dei 387 campionatori che rispettano i criteri di inclusione nell’analisi dei ricercatori, ha misurato concentrazioni di biossido di azoto superiori alla soglia annuale di 10 μg/m³ che i ricercatori dell’OMS indicano quale valore da cui si verifica un impatto sulla salute umana. Sempre su base mensile il 56% dei campionatori ha superato i 40 μg/m³, il 24% supera i 50 μg/m³ e l’8%, infine, supera addirittura i 60 μg/m³. Nella mappa colpiscono i dati del centro, con picchi pari a oltre 83 μg/m³, quelli dei punti monitorati in strade che dovrebbero essere a traffico limitato – ma che purtroppo nella realtà non lo sono, così delineate e costantemente oggetto di deroghe e violazioni – di Piazza Venezia (52.7 μg/m³) e via del Teatro Marcello (65.6 μg/m³) proprio sotto al Campidoglio.

E ancora, allarmano le concentrazioni di via della Greca (60.2 μg/m³) e di San Lorenzo, che raggiunge addirittura 72 μg/m³, ancor più grave considerando che il campionatore è stato posizionato davanti a una scuola. Anche il dato rilevato all’Esquilino raggiunge quasi gli stessi livelli, rilevando una concentrazione di biossido di azoto nel mese pari a 66.7 μg/m³. Dati, quelli elencati fin qui, che hanno ancor più valore, poiché sono aree perfette per l’attivazione di provvedimenti di moderazione della velocità, almeno “zone 30 km/h“ se non, ancora meglio, “20 km/h”. Al momento, invece, sono veri e propri corridoi di passaggio congestionati. Esplorando la mappa, attirano l’attenzione anche altre strade, come via Druso (che registra il dato cittadino più elevato 83.9 μg/m³), via Cilicia 73.1 μg/m³, e tutte le consolari: Prenestina 61.3 μg/m³, Casilina 81.7 μg/m³, Palmiro Togliatti 63.4 μg/m³, Tuscolana 62.4 μg/m³, Ostiense 67.7 μg/m³, Nomentana 55.9 μg/m³, Cassia 50.5 μg/m³, Flaminia 57 μg/m³, Aurelia 53.8 μg/m³, Portuense 52.7 μg/m³, Laurentina 47.3 μg/m³.

Una Città Eterna color brunito, come il biossido di azoto . Lungo le grandi arterie di Roma, infatti, i punti monitorati assumono il color brunito del biossido di azoto, attestandosi quindi su concentrazioni nella fascia tra i 40 μg/m³ e i 60μg/m³, ma con picchi oltre i 70μg/m³, come quello di Via Casilina, che arriva addirittura a 81 μg/m³. E questo perché Roma è una città soffocata dalle automobili: ci sono più automobili (1,7 milioni) che patenti (1,5 milioni), la media è di 51 automobili ogni 100 abitanti.

Una situazione insostenibile che dovrebbe spingerci a domandarci: Proteggiamo davvero la salute dei più fragili? L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia come i bambini siano maggiormente esposti ai rischi dell’inquinamento dell’aria, perché sono in grado di inalare una gran quantità di polveri sottili ed altre sostanze tossiche immesse nell’aria, e sono quindi maggiormente vulnerabili all’inquinamento atmosferico. I risultati ottenuti, purtroppo, evidenziano come questi luoghi non siano porti sicuri per i bambini romani: delle circa 80 scuole monitorate in città, quasi il 40% si attesta su concentrazioni tra i 30 e i 40 μg/m³ e il 30% tra i 40 e i 50 μg/m³. La maggior parte delle scuole monitorate, quindi, supera di gran lunga il valore limite indicato dall’OMS (10 μg/m³) a tutela della salute e anche quello di legge, fissato a 40 μg/m³. Rilevante, per esempio, il dato di via Nino Bixio, dove è stata attivata una strada scolastica che, allontanando il traffico dall’edificio dove i bambini passano tante ore della loro giornata, evidenzia una media di circa 10 μg/m³ inferiore a quella misurata nelle strade alle estremità, dove ancora scorre il traffico. Insomma, Roma e le sue scuole sono ostaggio del traffico veicolare, esponendo bambine e bambini a rischi altissimi per la propria salute, non solo fisica, ma anche per lo sviluppo cognitivo. Le concentrazioni a cui sono sottoposti provocano inoltre l’insorgenza di malattie respiratorie, aggravamento di situazioni preesistenti e, secondo uno degli ultimi rapporti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente la morte prematura di circa 1.200 bambini l’anno, in Europa.

Un altro elemento che attira l’attenzione guardando le mappe pubblicate sul sito dell’associazione è che, nonostante Roma sia dotata di grandi parchi, in alcune aree della città il verde in città è ancora insufficiente. Fra i pochissimi punti di campionamento colorati di verde, inferiori al limite di legge previsto per il biossido di azoto, i valori più contenuti rilevati sono proprio nelle grandi aree verdi: agli Orti urbani Tre Fontane (25.8 μg/m³), in zona Villa Ada (26.9 μg/m³), a conferma del fatto che, oltre al ruolo fondamentale di contrasto delle isole di calore e di promozione della salute dei cittadini, le aree verdi risultano un’infrastruttura fondamentale nel mitigare l’inquinamento urbano. Il traffico, d’altra parte, incide anche sulle aree verdi. Infatti, le concentrazioni rilevate dai campionatori posizionati nel centro di un’area verde – e quindi distanti dalle auto – sono molto inferiori a quelle dei punti di campionamento all’interno dello stesso parco ma vicino alle arterie stradali. Ad esempio, nell’Orto Urbano Garbatella i cittadini avevano posizionato due campionatori, uno interno e uno ancora interno al parco ma più vicino alla Via Cristoforo Colombo: mentre il primo ha una concentrazione di 37.6 μg/m³, il secondo ne ha registrata una ben maggiore, pari a 44.1μg/m³. L’impatto delle emissioni del traffico si evidenzia ancor di più dalle concentrazioni del campionatore posizionato proprio sulla Via Cristoforo Colombo, che raggiunge il valore di 66.7 μg/m³

Occorre migliorare la qualità dell’aria intorno alle scuole e agli asili, attuare Strade scolastiche, dare spazio ai bambini per muoversi e giocare in sicurezza. E ancora più verde, per l’aria, il clima e la loro crescita sana. Occorre investire maggiormente sullo sviluppo dei mezzi pubblici, della mobilità condivisa e sulle infrastrutture per la mobilità attiva. Il cambiamento è necessario e non più rinviabile se si vuole salvaguardare la salute pubblica e al contempo migliorare la vivibilità cittadina.

Per approfondire: Cittadini per l’aria. Questo articolo di Giovanni Caprio è stato diffuso dal circuito Pressenza.



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