A Roma in piazza una bandiera della Pace lunga 50 metri

di Redazione - sabato 5 novembre 2022 - 775 letture

Marcia per la Pace: "Siamo in centomila". Conte: no a nuove armi a Kiev senza passare dal Parlamento

Presidi e mobilitazioni in oltre 100 città italiane. A Roma in piazza una bandiera della Pace lunga 50 metri

Grande mobilitazione a Roma e in tante altre città italiane per la pace in Ucraina. Nella Capitale il corteo partito da piazza della Repubblica si è concluso a piazza San Giovanni. In apertura lo striscione “Europe for Peace” portato da scout e da giovani della Comunità di Sant’Egidio a seguire i rappresentanti delle organizzazioni promotrici e rappresentanti delle istituzioni (sindaci, gonfaloni, presidenti regioni e province).

Una bandiera della pace lunga 50 metri è stata sorretta in piazza della Repubblica da centinaia di persone. È l’iniziativa del Comitato per la Marcia Perugia Assisi, tra i promotori della manifestazione Europe for Peace. "Ne abbiamo anche un’altra, altri 50 metri", dice uno dei manifestanti.

Il corteo si è snodato attraverso via Terme di Diocleziano, via Cavour, piazza Esquilino, via Merulana per poi arrivare, dopo avere attraversato via Manzoni, in piazza di Porta di San Giovanni.

Scopo della manifestazione è chiedere un cessate il fuoco per il conflitto in Ucraina e per tutte le guerre attualmente in corso nel mondo.

Oltre all’appuntamento romano ci sono state iniziative simili a Milano e presidi e mobilitazioni in più di 100 città italiane.

"L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco", si legge nella nota degli organizzatori.

"Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale - proseguono gli organizzatori della manifestazione - per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso".

Per gli organizzatori si stimano oltre 100mila persone presenti, secondo le prime stime interne alla Questura di Roma sono state 40mila, giunte anche con pullman e treni. Dal palco di San Giovanni verrà letta la lettera del presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, indirizzata ai manifestanti.

Sono, inoltre, previsti gli interventi di Francesca Giuliani (Sbilanciamoci), Raffaella Bolini (Arci), Rossella Miccio (Emergency - Associazione ONG Italiane), Gianfranco Pagliarulo (Anpi), Emiliano Manfredonia (Acli), Sergio Bassoli (Rete italiana Pace Disarmo), Flavio Lotti (Tavola della Pace - Comitato Promotore Marcia Perugia Assisi), Giuseppe De Marzo (Rete dei Numeri Pari), Gianpiero Cofano (Stop the War Now), Francesco Scoppola (Agesci), don Luigi Ciotti (Libera), Andrea Riccardi (Comunità di Sant’Egidio), Maurizio Landini (Cgil).

Gli organizzatori hanno invitato a non esporre bandiere e simboli di partito. Non ci saranno dunque interventi di esponenti parlamentari, che però hanno annunciato in massa la loro partecipazione. Adesioni formali sono arrivate da Alleanza Verdi-Sinistra, Pd, M5S, e tutti i leader di queste formazioni, in primis Enrico Letta e Giuseppe Conte, sfileranno al corteo, oltre a una delegazione di 17 europarlamentari di diversi gruppi guidati da Pierfrancesco Majorino del Pd.

A Milano si manifesta dalle 16 all’Arco della Pace. "In piazza per sostenere il popolo ucraino e la sua resistenza - fanno sapere gli organizzatori - per ribadire che la pace non può essere la resa, perché non c’è pace senza libertà. E la libertà va difesa, senza arrendersi". Previsto un collegamento in diretta con il sindaco di Leopoli, Andrij Ivanovyc Sadovyj.

Nel capoluogo lombardo saranno in piazza i politici del terzo polo: Carlo Calenda, Matteo Renzi, Pier Ferdinando Casini, Letizia Moratti. "A Milano non chiederemo la resa dell’Ucraina", dice Calenda, accusando i manifestanti romani di essere troppo vaghi nella loro richiesta di "cessate il fuoco".

Le dichiarazioni

Il cardinale Zuppi: liberi dalla guerra

"Liberi insieme dalla guerra! Caro amico, sono contento che ti metti in marcia per la pace, qualsiasi sia la tua età e la condizione permettimi di dare del tu". Così inizia la lettera scritta dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, letta sul palco a piazza San Giovanni, a Roma, durante la manifestazione per la pace. "Ti do del tu perchè da fratelli siamo spaventati da un mondo violento e guerriero e per questo non possiamo rimanere fermi. Quanti muoiono drammaticamente a causa della guerra. I morti non sono statistiche ma persone. Non c’è tempo da perdere perchè tempo significa altre morti. Noi vogliamo dire che pace è indispensabile, perchè è come l’aria e in questi mesi ne manca tanta. Le morti sono già troppe per non capire e se continua non sarà sempre peggio? Chi lotta per la pace è un realista, anzi un vero realista, perchè sa che non c’è futuro se non insieme". La lettera del cardinale Zuppi si chiude con un appello: "Papa Francesco con grande insistenza ha chiesto di fermare la guerra, noi chiediamo al presidente della federazione russa di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza. E chiediamo al presidente dell’Ucraina che sia aperto a serie proposte di pace"

Andrea Riccardi: la pace sia nel cuore della gente e della politica

"Essere qui è decisivo perchè la pace è stata espunta dal nostro vocabolario, ma deve riprendere a parlare, esistere, a essere nel cuore della gente e della politica". Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, parlando alla manifestazione per la pace. "Ogni popolo, soprattutto gli ucraini aggrediti, ha diritto a difendersi. Ma- aggiunge- non si può solo investire sulle armi, bisogna investire anche sulla diplomazia".

Maurizio Landini: affermare la cultura della pace

"Abbiamo il mar Mediterraneo che inizia a riempirsi di sommergibili che hanno delle testate nucleari che potrebbero distruggere tante parti dell’Europa. Non è un pericolo questo ma una minaccia concreta che dobbiamo assolutamente evitare" ha affermato il segretario della Cgil. "Adesso è importante che i Governi dicano di no a questa rincorsa pericolosa che si è determinata e affermare la cultura della pace. La manifestazione di oggi dimostra che è il tempo della politica per far sì che la pace sia la strada da assumere un ruolo centrale, non possiamo rassegnarci nè abituarci alla guerra - continua Landini - ora serve un salto di qualità. La linea politica deve essere quella di superare la guerra come strumento di regolamentazione dei rapporti tra gli Stati e le Nazioni. Ora la spesa per le armi deve andare nella direzione della cura e della conoscenza per mettere le persone nelle condizioni di vivere per la pace e la libertà".

Enrico Letta: la pace è la cosa più importante di tutte

"Sono qui perché la pace è la cosa più importante di tutte. Siamo qui per dire la nostra, in silenzio, marciando, come credo sia giusto fare in questo momento per la pace, per l’Ucraina, perché finisca questa guerra e perché finisca l’invasione della Russia". Lo afferma il segretario del Pd, Enrico Letta, alla manifestazione per la pace a Roma che sulla fornitura di armi: "Quando arriverà il decreto vaglieremo la proposta e se ne parlerà. Abbiamo sempre detto che lavoreremo in continuità con quello che si è fatto e in linea con le alleanze europee e internazionali di cui facciamo parte”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, arrivando alla manifestazione per la pace di Roma.

Zingaretti: iniziare un percorso di pace attraverso la diplomazia

"Quello presente oggi è un bel popolo. L’Ucraina sta resistendo anche grazie alle armi mandate, ma ora, avendo chiaro chi è il Paese aggredito, dobbiamo iniziare un percorso con altri strumenti per arrivare alla pace. Anche attraverso la diplomazia". A dirlo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti arrivato al corteo per la Pace a Roma.

Boldrini: mettere la pace al centro del programma politico

Quella di oggi è "una piazza di cui si sentiva la mancanza. Sono molto grata alle associazioni che hanno organizzato questa mobilitazione per far pressione affinché la pace venga messa al centro del programma della politica. Bisogna mettere pressione sul governo per mettere questo tema al centro. Bisogna chiedere un cessate il fuoco immediato e indire una conferenza internazionale con i grandi di pianeta per mettere Putin con le spalle al muro". Sono le parole di Laura Boldrini, esponente del Pd, arrivata in piazza della Repubblica, a Roma, da dove è partito il corteo per la Pace.

Conte: il governo non si azzardi a inviare altre armi senza passare per il Parlamento

"Siamo una comunità, non abbiamo bandiere oggi", ha detto il leader 5S Giuseppe Conte presente alla manifestazione insieme a una delegazione del Movimento. “L’invio di armi a Kiev? Il ministro Crosetto ha preannunciato che sta preparando il sesto invio. Bene, noi gli diciamo che visto che è stata votata una risoluzione che impone al governo di avere un confronto in Parlamento, non si azzardi questo governo a fare un ulteriore invio di armi senza venire a confrontarsi in Parlamento". Riguardo la manifestazione di Milano Conte domanda: "L’altra piazza, quella di Milano, non ho capito se è per la pace o per la guerra". Sotto il palco l’incontro e la stretta di mano con Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. "Una grande piazza, una potente partecipazione. Sulla pace non molliamo", ha detto l’ex premier a Landini, condividendo l’entusiasmo per la manifestazione di Roma per la pace in Ucraina.

Padre Alex Zanotelli: toccherà ai giovani cambiare tutto se vogliamo sopravvivere

In marcia, spedito nonostante i suoi 84 anni, c’è padre Alex Zanotelli, missionario pacifista che molto si è speso per questa manifestazione. Dice all’Adnkronos: "Sono contento di essere qui, questa è una piazza molto bella, molto partecipata, c’è tantissima gente . Ci sono persone adulte, anche anziani, ma pure tantissimi giovani perché toccherà a loro cambiare tutto se vogliamo sopravvivere su questo pianeta. Avevo detto che sarei intervenuto ma che non ci dovevano essere bandierine di partito, e non ci sono".

Padre Enzo Fortunato: Italia unita per la pace

C’è anche il frate francescano, padre Enzo Fortunato, che all’Adnkronos osserva: " Non vedo divisioni ma una Italia unita per la pace. Simbolicamente è come essere a Mosca e a Kiev".

Don Luigi Ciotti: la pace si costruisce nel pensiero

Il presidente di Libera ha invitato a diffidare "delle coscienze pacificate, sedute sulle loro certezze nell’incoscienza dei propri limiti. Diffidiamo dei neutrali, troppi sono i neutrali nel nostro Paese, diffidiamo dei più pericolosi che sono i mormoranti. Sono quelli che stanno sempre zitti, ma poi dissonanti che in altri luoghi giudicano, insultano e non fanno nulla. Le coscienze pacificate sono le madri dei conflitti. La pace si costruisce nel pensiero. Occorre pensare la pace, cioè pensarla possibile. La pace si costruisce anche nel linguaggio, serve ascoltare, studiare. Abbiamo bisogno di silenzio anche. Ma la pace si costruisce nelle pratiche. I veri pacifisti sono costruttori di pace".


Fonte: RaiNews.



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