A Lentini si rimette mano al Piano regolatore

Piano regolatore generale (Prg) di Lentini: una storia infinita
di Luigi Boggio - venerdì 25 ottobre 2019 - 1426 letture

Dopo il fallimento dell’urbanistica contrattata (Golf con annessi 156 villette e Xirumi) e il ritardo storico per la revisione del Prg , forse la nuova proposta andrà in consiglio per l’approvazione. La prima proposta risale all’epoca dell’amministrazione Raiti approvata il 29 luglio 1994, la quale non è stata portata avanti per i troppi impegni in altre direzioni come del resto hanno fatto,adeguandosi, i diversi commissari ad acta nominati dalla Regione. Anche loro impegnati ma stanchi per i troppi viaggi. Dal 29 luglio del 1994 ad oggi sono trascorsi 19 anni e tre mesi, si spera che il documento di revisione che sta circolando venga portato in consiglio per la discussione e l’approvazione.

Nella lettura del documento di revisione si ritrovano alcune indicazioni contenuti nella proposta del 1994 e delle novità come quella riguardante tutta l’area dei magazzini della stazione e zone limitrofe. In particolare si punta alla ricomposizione del tessuto urbano senza scavalcare la Ragusana, all’utilizzazione degli spazi esistenti e alla riqualificazione e al recupero del patrimonio edilizio.Una scelta di ricomposizione per permettere alla città di vivere,muoversi e comunicare.Riportando il centro storico all’attenzione e tutta la zona del commercio. Il luogo del vivere, dello stare assieme e delle grandi passioni e il luogo del lavoro e della ricchezza.

Un documento da approfondire per capire meglio alcune scelte e per verificare in quale direzione si marcia per la messa in sicurezza e riqualificazione del Colle Roggio. Su questo bisognerà capire se si va verso l’alleggerimento del Colle e la realizzazione del balcone sulla città,indirizzo del consiglio comunale 1994 proposta Magnano-Ragazzi, oppure si maschereranno le cose verso altri fini di scarso risultato progettuale e di non pochi interessi.

Per ultimo il rapporto città e territorio andrebbe meglio sviluppato per far venire fuori tutte le potenziali ambientali,paesaggistiche e archeologiche al fine di creare degli itinerari in comunicazione con la città. Perché una città non solo deve comunicare al proprio interno ma anche all’esterno con il proprio territorio e i territori vicini. Soprattutto quando si possono fare delle cose insieme per riportare alla luce le bellezze del territorio e tutto quello che l’uomo ha saputo creare nel tempo, che suscita passione e interesse.



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