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A 92 anni si è spento Ravi Shankar

Fece conoscere in Occidente il sitar. Per la colonna sonora di “Gandhi” ottenne la nomination all’Oscar.
di Orazio Leotta - venerdì 14 dicembre 2012 - 3612 letture

Era malato di cuore. Un disperato tentativo di operarlo all’ospedale di San Diego in California è risultato vano. Si è spento martedì scorso, all’età di 92 anni, Rabindra Shankar Chowdery, meglio noto come Ravi Shankar, colui che venne definito l’”indiano” dei Beatles. Era nato a Varanasi (la città santa meglio conosciuta col nome di Benares) e aveva girato il mondo da Oriente a Occidente, con lunghi soggiorni specie a Parigi e negli USA, per diffondere la sua musica che sembrava non avere confini, musica di pace, di meditazione, di armonia interiore. Una musica definita “superiore”, i cui virtuosismi Ravi-Shankar-sitar[1]conducevano a una realtà ideale, trascendente, non collocabile in nessuno spazio materiale, ma in un luogo ove non arrivano i rumori del mondo. In poche parole, lo stesso effetto che fa l’India a molti visitatori, amanti o no della musica.

Il suo fu anche un impegno sociale volto, col potere della musica, a unire il nord e il sud dell’India, un continente talmente vasto quello indiano, ove risultano enormi le differenze fra l’Indostana (a nord, dove ad esempio è più comune lo strumento a corde del sarod) e il resto del paese. Insegnò il sitar a George Harrison.

Il primo album dei Beatles ove appare il sitar fu “Rubber Soul” (ottobre 1965) ed esattamente nella canzone “Norwegian Wood”: questo vale per tutti, ma non per i malati di precisione; infatti l’uso del sitar appare nella versione americana dell’album “Help” (agosto 1965) ed esattamente in “From me to you Fantasy”, “The Chase” e “Another Hard Days Night”. 473346-ravi-shankar[1]

La musica indiana, grazie a Shankar, conquistò tutta l’Europa, dai Rolling Stones ai Jethro Tull , passando per i Traffic. Ravi si esibì sia a Monterrey (1967) che a Woodstock(1969), oltre che nel celebre Concerto per il Bangladesh del 1971. Nell’anno di E.T. (a volte la sfortuna…) fu nominato agli Oscar per la migliore colonna sonora (per il film “Gandhi” di Richard Attenborough”, otto statuette, ma niente premio per la colonna sonora).

Alla figlia Anoushka, musicista anch’ella, nata nel 1981, il compito di prendere in mano il testimone lasciato dal padre (entrambi presenti nel celebre “Concert for George” del novembre 2002 alla Royal Albert Hall). Ravi è il padre naturale anche di un’altra celebre cantante, Norah Jones, sia pur mai riconosciuta (porta infatti il cognome della madre, la cantante Sue Jones) .


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